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Ultima chiamata per l'agricoltura italiana. Se il governo vuole salvare il settore olivicolo messo in ginocchio dall'invasione dell'olio tunisino deve fare come il Movimento 5 Stelle e rigettare il provvedimento proposto dalla Commissione europea. L'importazione senza dazio di 35.000 tonnellate di olio dalla Tunisia favorisce solo le grandi multinazionali della distribuzione che miscelano l'olio tunisino con quello italiano o lo vendono con etichetta tunisina nei supermercati.

Ecco la cronistoria della battaglia del Movimento 5 Stelle in difesa dell'olio Made in Italy:

20/07/2015. Vertice a Bruxelles fra Federica Mogherini e Habib Essid, primo ministro della Tunisia. L'Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera promette l'importazione senza dazio di 70 mila tonnellate di olio d'oliva in due anni. Habib Essid, guarda caso, è uno dei più grandi produttori di olio del suo Paese.

17/09/2015. La Commissione europea adotta la proposta legislativa che autorizza l'importazione di olio. Il provvedimento passa al Parlamento europeo per la ratifica finale.

03/12/2015.
Il Movimento 5 Stelle presenta nella Commissione Agricoltura del Parlamento europeo una proposta di rigetto che però viene bocciata. Si va avanti con alcune modifiche al testo proposto.

25/01/2016. La Commissione Commercio Internazionale, con i voti favorevoli dei piddini Alessia Mosca e Goffredo Bettini, vota a favore della proposta della Commissione. Il provvedimento va in plenaria.

25/02/2016. Grazie all'approvazione di un emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle, il Parlamento europeo in seduta plenaria rinvia il voto finale sul provvedimento. Gli agricoltori italiani sono momentaneamente salvi anche se per loro arriva la doccia gelata della bocciatura del rigetto totale del provvedimento, una richiesta presentata dal Movimento 5 Stelle. L'aula dice no con 528 voti contrari e soli 114 favorevoli. Tutti i deputati del Partito Democratico votano contro aprendo la strada all'invasione.

I PROSSIMI PASSI
Adesso sarà il Consiglio europeo (composto dai rappresentati dei 28 Paesi membri) a esprimersi. Venerdì 4 marzo il Comitato tecnico per la politica commerciale del Consiglio europeo discuterà e voterà il provvedimento che prevede l'importazione senza dazio di 35.000 tonnellate di olio dalla Tunisia. Tocca al governo italiano fare pressione per bloccare il provvedimento. Bisogna obbligare il Ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina a essere coerente con le sue dichiarazioni alla stampa. Nonostante i voti favorevoli del suo partito - il Partito Democratico - l'assenteista Martina (nel 2015 ha disertato senza giustificazione ben 9 Consigli europei su 13) ha sempre detto di essere contrario all'invasione dell'olio tunisino. Adesso ha l'occasione di dimostrarlo. Se il governo Renzi conta qualcosa in Europa, tessi la tela di un'alleanza dei Paesi mediterranei (Francia, Spagna, Portogallo e Grecia) per bloccare l'invasione dell'olio con lo strumento della minoranza di blocco (4 Paesi membri con un peso demografico che rappresenta più del 35% della popolazione dell'Unione).

Una volta licenziato dal Comitato tecnico per la politica commerciale, settimana prossima il provvedimento verrà discusso dal Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio europeo (COREPER). L'obiettivo principale di questa Rappresentanza è quello di promuovere e difendere le posizioni italiane nell'ambito dell'Unione Europea. Quale miglior occasione per farlo? In quella sede potrà far sentire la propria voce il Ministro per gli Affari Esteri Paolo Gentiloni.

Questa è la strada maestra per fermare l'assalto all'agricoltura italiana. Il Movimento 5 Stelle c'è e sta facendo il massimo per difendere il Made in Italy. Settimana prossima a Strasburgo in un incontro con Federica Mogherini avanzeremo le nostre proposte per aiutare il popolo tunisino senza penalizzare l'agricoltura italiana. Le decisioni di questa Europa sono sempre e solo contro l'Italia. E' il momento di dire basta!


VIDEO. Il portavoce Ignazio Corrao ha qualcosa da dire a tutti i portavoce M5S alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. Ascoltatelo




VIDEO. La battaglia in difesa dell'olio Made in Italy arriva al Parlamento italiano. La lotta continua...





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