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Il Movimento 5 Stelle si appresta a reinventare il settore dell'etichettatura energetica. Siamo abituati da più di vent'anni alle etichette che indicano l'efficienza energetica delle apparecchiature. Sono sugli elettrodomestici che usiamo tutti i giorni, come lavatrici, lavastoviglie, frigo. Aiutano a scegliere apparecchiature che, a parità di servizio, consumano meno. Meno soldi spesi per le bollette, meno gas serra nell'atmosfera. La Commissione Europea stima che, entro il 2020, etichette energetiche ed ecodesign faranno risparmiare all'UE una quantità di energia pari all'incirca a quella consumata in un anno dall'Italia. Significa un risparmio medio di 400-500 euro all'anno per famiglia sulle bollette. Ora le etichette energetiche sono disciplinate da una direttiva europea, che ogni Stato membro ha recepito a modo suo. Dopo la revisione, affidata al portavoce Dario Tamburrano, saranno disciplinate da un regolamento, che é applicato direttamente in ogni Stato UE: un onore e al contempo un compito arduo che il M5S si è guadagnato sul campo europeo grazie alla reputazione e a due anni di duro lavoro.

Diffondi l'intervista al portavoce Dario Tamburanno che spiega nel dettaglio tutti i problemi dell'attuale normativa, la partenza del lavoro del M5S, le proposte, i prossimi step e i motivi per cui questo importante regolamento potrebbe davvero cambiare il mondo:

LE LACUNE DELL'ATTUALE NORMATIVA
Oggi esistono più di 75 etichette diverse, che possono indicare fino a 9 scale diverse per 12 gruppi di prodotti. Gli aggiustamenti delle etichette sono stati dettati dai miglioramenti nell'efficienza energetica via via raggiunta. Ma i miglioramenti non sono avvenuti in modo uniforme per tutte le categorie di elettrodomestici. In alcuni casi sono scomparsi uno o più gradini in fondo alla scala di efficienza, ed in alto sono stati aggiunti fino a tre gradini contrassegnati con A+, A++ ed A+++. In questi casi acquistare un'apparecchiatura di classe A non significa affatto acquistare il meglio dell'efficienza energetica. Può significare anzi un'efficienza energetica solo mediocre o scarsa. Fra un elettrodomestico di classe A ed un elettrodomestico di classe A+++, in termini di efficienza energetica c'é la stessa differenza che passa fra un elettrodomestico di classe D e un elettrodomestico di classe A. Può sembrare che un "più" indichi solo migliorie modeste: invece é un gradino della scala come tutti gli altri. Morale della favola: grande confusione per l'acquirente e sostanziale distorsione del mercato.

LA NUOVA PROPOSTA DEL M5S
Le etichette sono state reinventate all'insegna di tre concetti: "trust" (ristabilire la fiducia dei consumatori nelle etichette), "smart" (creare etichette "intelligenti" perché in futuro non si produca mai più un caos come quello attuale) e "paperless", senza carta: fare affidamento sull'elettronica e su un database per fornire ai cittadini, in ogni lingua nazionale, una quantità di informazioni di gran lunga maggiore rispetto a quella che può essere contenuta in un'etichetta. Sarà così possibile creare applicazioni che consentiranno di scegliere l'apparecchiatura più adatta e più vantaggiosa rispetto alle abitudini individuali. Se a casa mia si fa il bucato una sola volta la settimana, la mia lavatrice ideale sarà diversa dalla lavatrice ideale per una famiglia che di bucati settimanali ne fa cinque o sei.

LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI
Ad oggi le etichette consistono in un'autocertificazione dei produttori. I controlli sono affidati alle autorità nazionali di sorveglianza del mercato, che raramente hanno risorse e laboratori sufficienti. La Commissione Europea stima che il 10-25% delle etichette non sia conforme, con un mancato risparmio energetico (e conseguenti maggiori spese per i cittadini) pari a 17 Mtep di energia all'anno. L'efficienza energetica è il primo "giacimento di energia" da cui l'UE deve attingere, ma può essere sfruttato solo a condizione che i cittadini abbiano fiducia nelle informazioni che vengono fornite loro, attraverso le etichette e non solo. Per recuperare la fiducia nelle etichette, il regolamento targato M5S chiede che gli standard diventino pubblici e che il consumatore, in caso di sospetta non conformità dell'etichetta, possa sporgere reclamo alle autorità di sorveglianza, con risposta entro tre settimane. Inoltre, in caso di non conformità accertata, si applicano le penalità previste dalle leggi nazionali e in più il consumatore deve aver diritto ad un prodotto nuovo di capacità simile e della classe energetica più alta disponibile.

UN REGOLAMENTO PROIETTATO NEL FUTURO
Il concetto di "smart" è il secondo cardine della proposta. Non si tratta soltanto di mettere ordine nella giungla attuale delle scale, ma anche di agire affinché in futuro il sistema non presenti problemi analoghi. Il regolamento va oltre rispetto la proposta della Commissione Europea (il punto di partenza del lavoro), che prevedeva di riportare tutte le etichette alla scala A-G e di ridistribuire le etichette ogni 10 anni circa per liberare i due gradini in cima alla scala. Oltre a proporre di abolire i "più", il M5S disegna un meccanismo di revisione delle etichette per ciascun tipo di prodotto che scatta quando il 25% dei modelli disponibili sul mercato è in classe A o il 50% ricade nelle prime tre classi.

L'APPROCCIO "PAPERLESS"
L'etichetta di carta può contenere solo poche informazioni. In formato elettronico se ne possono dare molte di più, comprese quelle - importantissime - che consentono di scegliere l'apparecchiatura più adatta rispetto alle abitudini personali di utilizzo. Come suggerito su Lex, fra le scarne indicazioni presenti sull'etichetta di carta deve essere indicato con maggiore evidenza il consumo annuo di energia: un televisore con maxi schermo può essere efficientissimo e può contemporaneamente consumare più energia di un piccolo televisore. L'etichetta avrà un suo omologo virtuale all'interno di un database pubblico di tutti i prodotti che ricadono nell'obbligo di etichettatura energetica: seguendo l'indirizzo internet e il QR code di ogni specifico modello di prodotto si può accedere a una notevole quantità di informazioni addizionali nelle varie lingue e con un database strutturato in open data. Dovrà essere possibile sviluppare applicazioni in grado di fare confronti immediati tra due o più modelli sul mercato, come anche calcolare i pattern di uso personalizzati con il relativo consumo di energia negli anni e il tempo di rientro dell'investimento per l'acquisto di un modello di classe più o meno alta.

L'ESTETICA DELLE NUOVE ETICHETTE
Le novità principali saranno il QR code e la maggiore evidenza al consumo assoluto di energia. Ci sarà un ritorno delle etichette alla chiarezza e alla struttura originaria, con la scala di efficienza uguale per tutte le apparecchiature ed indicata attraverso le lettere A-G e i colori dal verde al rosso. Infine, sarà indicato in modo pulito il made-in, in modo che il cittadino sia consapevole della provenienza dell'oggetto prima del suo acquisto. Ora la proposta sarà esaminata dalla Commissione ITRE del Parlamento Europeo: questo costituisce il primo step che il regolamente deve superare.

Vi terremo costantemente aggiornati, il futuro è dalla nostra parte.

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