Libertà di stampa, Rai e web: le proposte del M5S

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L'Italia è al 73esimo posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa.
Il Movimento 5 Stelle vuole rimediare a questa vergogna che farebbe inorgoglire solo qualche ducetto. Per farlo l'occasione è la riforma della direttiva dei servizi dei media audiovisivi. La Commissione europea sta studiando un testo che poi verrà discusso dal Parlamento europeo: tv, radio e web avranno nuove regole comuni ma rispettose dell'identità culturale di ciascuno Paese membro.

L'era digitale sta rivoluzionando il mondo dei media. Va riorganizzato il sistema dei media, per certi versi vanno ricostruite le sue fondamenta. Oggi Netflix non ha regole sulla pubblicità, Sky ha alcuni limiti e la Rai altri, eppure tutte e tre si contengono lo stesso mercato. Il mondo dei media si sta dirigendo verso la privatizzazione dei contenuti che produce: solo chi paga si può permettere dei contenuti di qualità. La tv pubblica, invece, deve produrre un servizio di qualità per tutti, considerando però i telespettatori cittadini e non consumatori. La Rai deve ritornare a essere una azienda di produzione e formazione culturale con l'obiettivo di combattere l'analfabetismo di ritorno.

Servono tutele forti per difendere la libertà di informazione soprattutto in quei Paesi - come l'Italia - dove è più a rischio. Il Movimento 5 Stelle propone che la direttiva europea contenga un esplicito divieto da parte delle autorità politiche di nominare i vertici della tv di Stato. La riforma della Rai approvata a dicembre, fortemente voluta da Renzi, consegna invece la consegna invece nella mani del governo. Solo in Ungheria, Moldova e Polonia è così. La nostra democrazia merita di più.

Il Movimento 5 Stelle chiederà, inoltre, di inserire nella direttiva lo stop alla pubblicità nei programmi per bambini. Una proposta che ricalca quella già presentata alla Camera dei Deputati dai portavoce Roberto Fico, Dalila Nesci e Mirella Liuzzi. In Europa alcuni Paesi sono all'avanguardia nella tutela dei minori: in Belgio e Irlanda, per esempio, gli spot sono vietati non solo durante il programma per bambini ma anche cinque minuti prima e dopo la messa in onda. Copiamo gli esempi virtuosi in Europa e non quelli oscurantisti.

Per discutere ed elaborare queste proposte, la portavoce Isabella Adinolfi ha organizzato al Parlamento europeo il convegno "Riforma della Direttiva dei servizi dei media audiovisivi". Hanno partecipato alla tavola rotonda Roberto Fico, portavoce alla Camera dei Deputati, Antonio Diomede, presidente dell'associazione Radiotelevisioni Europee Associate, Marco Orofino, docente di Informazione e Costituzione all'università Statale di Milano, e il giornalista e blogger Piero Ricca.

Ecco il link allo streaming per rivedere il convegno e gli interventi dei relatori.


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