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“Non sembra ancora vero che la procura di Caltagirone abbia ordinato il sequestro dell’impianto satellitare Muos! Grazie alle decisioni di Tar e procura, la vicenda Muos sembra chiusa. E’ stata presa la decisione più giusta. Troppi erano i rischi per la salute degli italiani, peraltro, confermati da esperti, come il Prof. Mar­cello D’Amore, pro­fes­sore eme­rito dell’Università della Sapienza in Roma e mag­gior esperto nazio­nale sull’argomento che, nella sua relazione di verifica, aveva espresso critiche all’operato dei tre orga­ni­smi dello Stato Ita­liano che avrebbero dovuto tute­lare la salute e la sicu­rezza degli ita­liani smontando in maniera netta e totale le ras­si­cu­ranti affer­ma­zioni dell’Istituto Supe­riore di Sanità, di ISPRA e dell’ENAV.
Il principio di prevenzione alla salute è sancito dalla Costituzione, ma questo molti, troppo spesso lo dimenticano!
Il Corriere della Sera con il suo articolo ha dimostrato la sua “particolare” sensibilità alla militarizzazione del territorio, omettendo, volutamente di scrivere che il Muos si inserisce in una località già tormentata dal petrolchimico di Gela e in una riserva naturale, la “Sughereta” che, per ovvi motivi, mal si presta allo scopo.
Il Corriere avrebbe fatto bene a menzionare i dati tumorali degli abitanti di queste zone e scrivere che sono molto più alti della media nazionale. Il Corriere ha mai sentito parlare degli effetti sommatori delle onde elettromagnetiche? Nel sito, che noi non abbiamo mai voluto, esistono già altre 46 antenne! La Sicilia non deve assolutamente diventare un luogo sensibile dal punto di vista militare. La Sicilia è ben altro! È sole, mare, Valle dei Templi, Segesta, Selinunte.
A questo punto mi sembra ovvio che il Corriere sta dalla parte del Muos e dei poteri forti, ma l’ambiente e la verità scientifica non hanno vie di mezzo, e solo una era la decisione da prendere: Muos spento subito! E così è stato!” Maurizio Vincenzo Santangelo, portavoce M5S Senato