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Testimonianza tratta dal libro #MuriamoEquitalia, oggi disponibile su Amazon qui

“Eredito una piccola azienda di famiglia nel 1999. Sono ricco di entusiasmo e speranze: gli affari vanno bene tanto che dopo soli due anni ci trasformiamo in una s.a.s. Metto su famiglia e compro casa. In quel periodo il commercialista per errore non trasferisce le rimanenze alla società, che mi restano su groppone. All’Agenzia delle Entrate concordo una rateizzazione, ma con mia sorpresa mi viene notificata una cartella Equitalia. Concordo, quindi rateizzo con Equitalia. Il debito intanto passa da 10 milioni di vecchie lire a 20 mila euro. Inizia il calvario: mi applicano una rata di 600 euro mensili che riesco a pagare solo per sei rate. Dopo soli sei mesi mi pignorano la casa. La crisi incalza, chiudo l’azienda cercando di vendere l’immobile e ripianare, ma nulla, Nel frattempo il valore della mia casa scende del 50% e non riesco a pagare più il mutuo… ora la mia casa è all’asta. Intanto il debito con Equitalia è fuori ogni controllo e logica: siamo arrivati a cifre intorno alle 60 mila euro. La banca non sente ragioni e non cerca nessun accordo. Posso solo dire che lo Stato e le banche mi hanno distrutto e rischio che, dopo l’asta, sarò sempre debitore in quanto la vendita non coprirà mai i debiti. Grazie Italia”.
A. S. 14.03.2015