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Casa passiva, la sfida del futuro è ridurre il consumo energetico

Casa passiva, la sfida del futuro è ridurre il consumo energetico

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di MoVimento 5 Stelle Europa

traduzione da El Pais, "El gran reto es reducir el consumo de energía"

Tre decenni fa, un professore dell'università di Innsbruck, Wolfgang Feist, ha convinto la sua famiglia a traslocare in una casa "passiva", che consuma circa il 10% di quello che comunemente è il consumo di una normale abitazione. Aveva iniziato a studiare, negli anni settanta, i diversi metodi di costruzione che consentono di risparmiare energia isolando gli edifici ed oggi è, insieme all'ingegnere svedese Bo Adamson, uno dei principali punti di riferimento mondiale nel campo di case ad alta efficienza. È a capo del "Passive House Institute" di Darmstadt (Germania), un'organizzazione che promuove lo sviluppo di queste caratteristiche nelle nuove abitazioni.

L'introduzione di questi nuovi concetti trasformerebbero la mappa del consumo energetico, ma la costruzione di queste abitazioni è molto limitata. In tutto il mondo ci sono soltanto 15.000 edifici di questo tipo e la maggior parte si trovano in Germania e Scandinavia, anche se il Belgio ha iniziato ad investire in questa categoria di edifici per potersi mettere allo stesso livello. In Spagna, in questo momento, ci sono soltanto 140 case "passive".

Qual è stato il problema più difficile? Convincere la sua famiglia o ridurre la dipendenza dalle società di fornitura energetica?
"Per le aziende ero considerato fuori di testa. Loro, diffidando del fatto che usavamo così poca energia, hanno cambiato il contatore. Con la mia famiglia è stato molto più semplice. Mia moglie è laureata in matematica, di mentalità aperta, e mi ha sostenuto. Gli altri, non è che fossero scettici, ma hanno cercato di minimizzare il mio impegno: "Non c'è bisogno di avere un'abitazione completamente passiva...", mi hanno detto".

Avete sentito freddo?
"Né caldo né freddo. Le abitazioni passive non risparmiano energia a discapito del confort. Non si può convincere la gente mettendo tre maglioni di lana. Così abbiamo messo il cappotto alla casa. E l'isolamento non è costoso".

Prima del progetto della sua casa c'erano altre iniziative simili. La ricerca è un lavoro di squadra?
"Come fisico, sapevo che c'era una soluzione per migliorare l'efficienza energetica. Nella legge della fisica l'energia non è mai persa, va sempre da qualche parte. Negli Stati Uniti, Danimarca, Norvegia o in Canada, ci sono molti ricercatori in questo campo. Ci siamo scambiati informazioni. I più avanzati sono in Svizzera. Bo Adamson ha raggiunto un efficace isolamento con appena 20 centimetri di spessore nelle pareti esterne. Ho lavorato come ricercatore presso la sua università, in Lund, e qui ho imparato molto dalla sua esperienza".

Avete collaborato insieme invece di competere?
"Questo è il principio della ricerca scientifica".

È ancora cosi?
"Ci sono stati cambiamenti sul pianeta che dimostrano quanto sia pericoloso competere in questo campo. Se vogliamo il progresso scientifico, dobbiamo cooperare".

Quando si può guadagnare con la conoscenza scientifica?
"L'obbiettivo economico è una direzione vietata per la scienza perché i soldi finiscono per controllare ed influenzare i risultati. Sulle questioni basiche, abbiamo bisogno della scienza indipendente".

L'istituto Passive House non è una forma di business?
"Abbiamo preso la decisione di non registrare la parola o il marchio. Non volevamo che la soluzione fosse di proprietà esclusiva. Abbiamo una rete di certificatori che controllano la qualità delle case passive. Ma offriamo informazioni gratuitamente".

Cosa si può fare per rendere queste abitazioni passive più attrattive per l'utente? Ci sono tanti certificatori e questo non ispira fiducia.
"C'è tanto business. Pero ciò che definisce una casa passiva - il fatto che consuma il 10% dell'energia utilizzata per una abitazione media - è misurabile scientificamente".

È tale percentuale proviene da fonti rinnovabili?
"Nelle città possono provenire da fonti fossili. Lo stesso vale nel campo della nutrizione. Si può coltivare le proprie verdure, ma questa non è una soluzione applicabile ad una città. I problemi del mondo non si risolvono con le singole case unifamiliari. Ma attraverso l'edificazione su larga scala. Abbiamo bisogno di soluzioni che funzionano ovunque".

Dove è più facile stabilire le case passive?
"Solo eliminando alcuni errori nelle costruzioni è possibile raggiungere l'obbiettivo del risparmio energetico. Storicamente la Germania è all'avanguardia in queste nuove tecnologie, anche se il Belgio è in prima linea. Tuttavia, sono ancora un'eccezione: molto poco di ciò che è costruito è passivo. Il settore delle costruzioni non vuole adattarsi alle nuove sfide. Tuttavia, l'illuminazione a LED, per esempio, riduce il 10% del dispendio energetico, e lo stesso accadrebbe se le case fossero isolate con criterio".

Si potrebbe imporre tutto ciò attraverso delle leggi specifiche?
"L'Imposizione genera resistenza. Cerchiamo di convincere attraverso l'educazione".

Quanta energia solare è utilizzata in Germania, rispetto alla Spagna?
"Meno della metà. Sarebbe molto più economico costruire case passive in Spagna che in Germania".

Siamo il quarto paese Europeo in povertà energetica: il 9% della popolazione non può permettersi il riscaldamento.
"Si tratta di una questione politica con varie soluzioni. Consumare meno attraverso l'isolamento delle casse è una soluzione. Come scienziato penso che sia molto meglio che sovvenzionare i combustibili fossili".

Dare la priorità all'isolamento di fronte alla riduzione di combustibile richiede una società matura?
"Non vediamo l'ora che la società maturi. Ma sono ottimista. In Germania, per esempio, ho visto come abbiamo progredito: abbiamo trattato meglio gli immigrati, viviamo più a lungo, abbiamo sradicato malattie. Questo progresso è molto più lento rispetto alla tecnologica. Quindi dovremmo concentrarci sul miglioramento dell'efficienza. Gli effetti sarebbero straordinari".

A che cosa serve un edifico passivo se la città non è sostenibile?
"La domanda è quasi religiosa. Vale la pena piantare un albero quando il mondo è un disastro? È essenziale dimostrare che ci sono soluzioni. L'astrofisico Carl Sagan ha difeso la consapevolezza di appartenere al pianeta. Sembra ovvio, ma abbiamo finito per non credere che la chiave per la sopravvivenza della civiltà umana e quello di essere uniti, non di affrontarsi. La maggior parte dell'umanità vive nelle città. Così la sfida non è l'autosufficienza, ma il calo dei consumi. Siamo forti quando siamo uniti. Non quando ci isoliamo".

Che pensa di Masdar, la città progettata da Norman Foster in Abu Dhabi con un consumo di energia pari a zero?
"Nel settore energetico le soluzioni vengono dall'unione, non dalla separazione. Un ghetto non può essere la soluzione".



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19 Gen 2017, 10:48 | Scrivi | Commenti (36) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: casa passiva, consumo energetico, energia

Commenti

 

PREVENIRE SIGNIFICA INTERVENIRE CON UN PIANO DI ADEGUAMENTO SISMICO PER NON CONTARE I MORTI...

Quattro miliardi di euro spesi in media ogni anno dalle casse pubbliche possono essere visti come il costo della mancata prevenzione”.

Adeguamento sismico edifici esistenti e Tutelare il patrimonio architettonico. Il Sisma Bonus è stato prorogato nella Legge di Stabilità fino al 2021. A seconda dell’intervento, le detrazioni sono del 50-70-80% per le case; del 50-75-80% per i condomini.

Di base, l’agevolazione è al 50% in cinque anni, dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021. Nel caso di interventi che portano a una classe di rischio inferiore:
– 70 % e 80 % nel caso di passaggio a una o due classi di rischio in meno,
– 75 e 85 % se gli interventi riguardano le parti comuni di edifici condominiali.

Vengono proposte due importanti novità:
– applicare lo sconto diretto a tutti i proprietari di appartamenti in condominio, che siano incapienti o meno
– anche la parte del 35% a carico dei privati verrebbe anticipata dal fondo tramite la Esco, e ripagandosi con il risparmio energetico sulle future bollette.

A beneficiare del Sismabonus saranno anche le seconde case, i condomini e gli enti locali che dovranno mettere in sicurezza gli edifici pubblici.

Shahab Shirakbari, TERNI Commentatore certificato 23.01.17 09:31| 
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È necessario che il prestito, potete contattarci su questa e-mail: creditmutuelbanquetransfertrap@gmail.com

LOIC durois, molise Commentatore certificato 21.01.17 16:30| 
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Una tecnologia intelligente per la produzione di calore supplementare e produzione di acqua calda in combinazione con le energie rinnovabili (solare termico) porta a ridurre in una tale casa ecologica il fabbisogno energetico totale sotto lo standard della casa passiva. Attraverso l’utilizzo di materiali da costruzione ecologici, la scelta di una tecnologia di riscaldamento adeguata e un’appropriata architettura si può costruire oggi in modo molto più efficiente e a prova di futuro meglio che la casa passiva.

La Casa Passiva e il suo inventore sono stati sicuramente pionieri nell’ambito dell’efficienza energetica, ma questo concetto in Germania è stato ormai interamente superato grazie agli sviluppi degli ultimi 10 anni.

L’Italia, la terra del sole, che io amo tanto, è predestinata a questo tipo di costruzione. Non capisco perché la politica rimane immobile. Un ulteriore ritardo in questo settore, sarà pagato caro dalle prossime generazioni in termini economici ma anche di competitività.

Un caro saluto a tutti
Horst van der Wals

giuseppina s., liebenau Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 20.01.17 20:38| 
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Seguito commento precedente.....

Il “Passive House Institute” definisce una casa passiva solo dal fabbisogno termico dell'edificio, pertanto, l'involucro viene estremamente isolato e vengono evitati ponti termici. Il modo di produrre energia residua, in particolare per l'acqua calda sanitaria viene posto in secondo piano.
Inoltre anche nella scelta dei materiali si mostra poca sensibilità, “la cosa che più conta è includere buone proprietà di isolamento”. Il bilancio ecologico, l’infiammabilità (p. e. del polistirolo), le vie di trasporto, lo smaltimento e in particolare il consumo di energia per la loro produzione non sono presi in considerazione. Già oggi sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze negative dell’ isolamento attraverso lo “Styrofoam” comunemente “polistirolo” degli ultimi anni. In caso di incendio, questo materiale è più infiammabile e sprigiona delle sostanze altamente tossiche. Per non parlare delle sostante tossiche che materiali non naturali sprigionano all’interno dell’area abitata. Il ministero federale tedesco di pertinenza ha commissionato uno studio sul rischio di incendio di case isolate attraverso il Polysterolo, in questo studio viene confermato il grande potenziale di rischio del polistirolo.

La protezione termica passiva nei mesi estivi può essere raggiunta solo attraverso l’isolamento con materiali di fibra naturale come la cellulosa e la fibra di legno, che forniscono un ottimo isolamento in inverno e in estate come l'isolamento sintetico ma senza alcun rischio di incendio,.

giuseppina s., liebenau Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 20.01.17 20:37| 
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La casa passiva - una buona idea che non è stata pensata fino in fondo.
La casa passiva non sarà il futuro poiché il concetto di casa passiva concentra l’efficienza energetica interamente sull’isolamento, tralasciando l’impatto ecologico, per esempio dei materiali.

Il mio nome è Horst van der Wals (www.oekohaus-calden.de), sono un ingegnere civile tedesco e scrivo dall’account di mia moglie, che mi ha fatto venire voglia di prendere parte al dibattito su questo tema per chiarire alcuni punti che dal mio punto di vista, quale esperto in materia, trovo siano già completamente superati.

Ho esperienza nella progettazione e costruzione di case ecologiche a risparmio energetico da ca. 20 anni, ho progettato ca. 200 case ecologiche tra cui il primo palazzo interamente in legno di 4 piani costruito in Germania con materiali completamente ecologici, 2 case cosidette “ Plusenergiehäusern“ cioè che producono più energia di quella che utilizzano.

Nel 1984 per l'influenza e la pressione della crisi petrolifera della metà degli anni '70 fu costruita la prima casa passiva in Germania con l'idea di ridurre il consumo di energia dei singoli edifici e di conseguenza il consumo totale di energia nazionale. Poichè le famiglie sono responsabili di circa un quarto della domanda totale di energia in Germania, c’è un grande interesse a ridurre questo consumo di energia.

La casa passiva è stata certificata privatamente dal “Passive House Institute” come riportato nell’articolo, e non ha alcun carattere di diritto pubblico. Le definizioni della casa passiva per efficienza energetica sono in gran parte superate in Germania e anche dal punto di vista legislativo è un concetto superato, negli ultimi 10 anno attraverso un notevole irrigidimento legislativo si vuole raggiungere l'obiettivo di “casa a zero energia” entro il 2021.

giuseppina s., liebenau Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 20.01.17 20:34| 
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Sarà meraviglioso quando si capirà che a farle cinquestelle (magari attive) non solo si spende meno di quel che si pensa, ma ci si guadagna pure.

Alberto Architetto Steidl 20.01.17 13:25| 
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segue da sotto:
Purtroppo la mentalità delle ultime tre generazioni, più precisamente di coloro che han vissuto solo per l'arrivismo finalizzato al lucro e al potere dato dalla ricchezza, è quella per cui auspichiamo che tutti i nostri fiji facciano qualcosa in più di noi, ma solo egoisticamente; cioè che il fijo del bracciante faccia il contadino, il fijo del contadino faccia il fattore, il fijo del fattore faccia il mezzadro, il fijo del mezzadro il geometra, il fijo del geometra l'ingenere, dell'avvocato il giudice, del giudice il politico e così via e così via!
Finisce che le esperienze del proprio lavoro ricavate, trasmesse e tramandate da generazioni, per secoli, vadano perse e la competenza raggiunta e acquisita, in alcuni casi segreti tramandati in punto di morte data l'importanza vitale e redditizia più di altra cosa terrena e materiale, vengano rese vane nel giro di pochi anni!
...questo perché è sempre mancata l'eguajanza!
...se il bracciante avesse avuto ji stessi diritti del politico, ciò non sarebbe mai accaduto!
...per terminare, qualsiasi invenzione tecnologica quindi non ci darà niente di più se non sarà finalizzata con coscienza e responsabilità!
...PREGO IL MOVIMENTO DI MEDITARE, SE NON LO AVESSE FATTO, SU QUESTO MIO PENSIERO.

Fabio Ciottoli, Pistoia Commentatore certificato 20.01.17 04:57| 
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SEGUE DA SOTTO:
...sta di fatto che a monte di tutto, 'salvare il salvabile' resta un comportamento a cui non dovremmo trovarci se ci fosse stata una maggior coscienza e responsabilità a priori, che culturalmente è andata persa con l'avvento del consumismo; infatti, in altri tempi, quando in larga misura le famije vivevano tutte unite insieme, i fiji ereditavano le case dai genitori.
Il dato su cui si fonda questo mio pensiero è che la giusta mentalità sia salvaguardare questa esperienza culturale o tuttalpiù cercare di il recupero di questa.

Fabio Ciottoli, Pistoia Commentatore certificato 20.01.17 04:29| 
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...ben venga il giusto pensiero di progettazione per le nuove abitazioni in modo da risparmiare energia!
...ma questo vuol dire in ogni caso continuare a costruire; dunque anche a cementificare, ad asfaltare ecc. ecc.! ...ricoprendo immensi mq. di terra con la nascita di alti problemi idrogeologici, seppur di poco conto, (forse), in confronto al fabbisogno dovuto espansione demografica!!
...ma io credo, ciò soprattutto nella nostra nazione, che vede una miriade di piccoli insediamenti, quali i piccoli paesi se non comuni, borghi o nuclei di abitazioni, sicuramente più numerosi di tutti le periferie e di tutte le città, (credo), il problema vada focalizzato sulla questione di ?salvare il salvabile?!
...sia per poter salvare le bellissime e diversificate architetture di questi luoghi, che rappresentano i pilastri della nostra cultura, sia per non finire col fare il gioco di chi ha la visione di un mondo omologato, dunque da monopolizzare; non si può fare di tutto il mondo una 'città metropolitana', concorderete!
...vojo dire, con 'salvare il salvabile', di cercare una soluzione tecnologica per far si che siano le strutture già esistenti, malgrado che queste siano sia recenti,nel senso che, siano abitazioni della metà del secolo scorso, come ad esempio i moltissimi fabbricati come le così dette 'case popolari', sia che queste facciano parte agglomerati di vecchia data, non antichi s'intende, ma tuttalpiù medioevali.
...e questo è sempre stato il nodo ove il designer architettonico purtroppo a sempre fatto fatica a sciojere i nodi che avrebbero fatto si che la 'modernità' convivesse con l' 'antichità' in modo equilibrato.

Fabio Ciottoli, Pistoia Commentatore certificato 20.01.17 04:19| 
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Vorrei parlare dell mia esperienza a riguardo della ristrutturazione della mia casa da classe G con un consumo di 240 KW. ora al m2 anno, in una casa in classe a+ (passiva) classe oro, con un consumo di 6 Kw in riscaldamento e 7,5 in raffrescamento.

Consiglio di fare come ho fatto io cioè seguire la fiera apposita di CASA CLIMA a Bolzano, e comprare appositi volumi che spiegano le procedure corrette di ristrutturazione.

Innanzitutto ho demolito la parte superiore della casa esistente (soffitta) per poi costruire una struttura prefabbricata SU MISURA in legno X-Lam da 10 cm. di spessore.

Fondamentale eliminare tutti i ponti termici dove la temperatura esterna trova canali per entrare all'interno e creare spreco di energia.

Poi isolare tutto anche il pavimento, con materiale isolante, di spessore adeguata, io ho usato stiferite da 15 cm. sulle pareti e da 20 cm. sul soffitto, il quale dovrà avere pure le giuste coperture con gli appositi teli freno vapore, naturalmente tetto ventilato.

I serramenti sono di vitale importanza, utilizzare di regola quelli con i tripli vetri, io ho scelto quelli in PVC con vetri pellicolati.

Calcolare finestrature molto ampie a sud per favorire il riscaldamento invernale da parte del sole.

Con un riscaldamento a pavimento adeguato, se si fanno le cose bene, potrete scaldare quasi 500 m2 di abitazione con una caldaietta da 25 kw.

Importante la ventilazione meccanica controllata che mantiene costante il ricambio d'aria con una live perdita di energia.

Infine persiane oscuranti che in estate favoriscono la riflazione dei raggi solari, mantenendo fresca l'abitazione.

Sono 3 anni che ci lavoro a tempo perso, ma ormai sono in dirittura d'arrivo, e i costi non sono così alti, naturalmente se ci si adatta a realizzare in proprio quello che si è in grado di fare.

Max P., BG Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day 19.01.17 20:53| 
 
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La casa passiva o ecologica sarà sicuramente il futuro. Però nessuno parla dei lati negativi di gran parte di esse che, dotate di pompe di calore con unità esterne molto rumorose, quando inserite in un contesto urbano generano un notevole inquinamento acustico fastidioso per deve sopportarlo molte ore al giorno. Purtroppo in fase di progetto e civile installazione si considerano solo i benefici per chi le utilizza e non viene anche imposto il contenimento delle emissioni acustiche, che eventualmente è lasciato alla decisione di un giudice.
Trattandosi di tematica ambientale, butto la il sasso al Movimento per un eventuale iniziativa in questo campo, sicuramente gradita a moltissime persone che sopportano in silenzio.

Claudio B 19.01.17 18:44| 
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Buongiorno,
vorrei segnalare due iniziative.

Una mirata a censire il numero di case passive in italia, promossa dal sito:
http://www.lacasapassivaitaliana.it/indagine-preliminare-case-passive/

L'altra mirata a diffondere le case passive in italia. Quest'ultima iniziativa piuttosto recente (gennaio 2017) in cui ogni settimana viene pubblicata un'intervista attinente al mondo delle case passive:
http://mypassivehousetour.net/

Samuel Buraschi 19.01.17 18:30| 
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IL costo di una casa del genere è cosi elevato che poche persone possono permettersi il lusso di avere la coscienza pulita. Non manca la volontà mancano i soldi, se fossimo un paese ricco lo stato potrebbe mettere dei vincoli, o le case sono ad impatto zero o non si fanno, ma in italia non ci possiamo permettere questi lussi. Pensate a risolvere il problema della disoccupazione giovanile che poi il progetto per una casetta così ve lo faccio gratis.

ANDREA 19.01.17 18:30| 
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Negli anni 80 ho costruito la mia casa passiva.Ad eccezione del progetto, un bravo artigiano edile è in grado di costruirla. E' un sistema costruttivo che crea poco business, molto più remunerativi pannelli solari e fotovoltaici.

GUIDO VALFRE', Torino Commentatore certificato 19.01.17 17:32| 
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Ci abitueremo anche alle case passive, se non altro per necessità'. Cerchiamo almeno di salvaguardare il bello, i nostri centri medievali e rinascimentali, le uniche cose belle che ci rimangono .

Adolfo Treggiari, Romai Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 19.01.17 15:27| 
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Le case passive sono una realtà presente in tutto il mondo, dal Giappone agli USA, dall'Australia all'Italia. I punti di forza di una costruzione passiva sono il comfort (aria indoor) e il risparmio energetico. Abbiamo in Italia bravi progettisti di case passive che hanno maturato importanti esperienze, ed aziende artigianali di eccellenza che hanno creato prodotti certificati PHI e PH. La più importante manifestazione fieristica su questi argomenti sarà la settimana prossima a Bolzano !

Pietro I., Vignola, MO Commentatore certificato 19.01.17 14:28| 
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Sul fatto che bisogna migliorare il consumo di energia sono d'accordo. Indicare la Germania, la Svizzera e via dicendo come punti di riferimento è ridicolo. I nostri professionisti/ricercatori sono all'altezza, diamogli gli strumenti per lavorare.

Maximo L., Roma Commentatore certificato 19.01.17 13:58| 
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Ancora una volta i colleghi del parlamento europeo, continuano a fare traduzioni di articoli stranieri. Quando un post proveniente dal loro cervello? Forse chiedo troppo

carlo p. Commentatore certificato 19.01.17 13:00| 
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Costruiamo case in legno passive ed antisismiche da molti anni, purtroppo in Italia per cambiare mentalità ci vuole sempre un terremoto e lo stato non le incentiva. www.urbangreen.it

Case in Legno 19.01.17 12:35| 
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Isolare le case è una cazzata, basta volerlo.
-30 non si sentono per niente in casa...

http://www.glava.no/teknisk-isolering

undefined 19.01.17 12:27| 
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Questo articolo è molto fuorviante in quanto presenta le case passive come una realtà lontana: in Italia ci sono già centinaia di case passive e molti progettisti certificati in grado di progettare una casa passiva. Che poi non ha nulla di diverso da una casa tradizionale, solo che si fanno gli opportuni calcoli e le opportune scelte che molto spesso il committente inconsapevole ed il costruttore ignorante non sono in grado di fare. Basta dire che la casa passiva si può tranquillamente fare (ed ormai le normative, praticamente lo impongono...), solo che bisogna rivolgersi alle persone giuste se non si vogliono buttare via i soldi ! http://www.phi-italia.it. http://www.zephir.ph.

Roberto Vincenzi 19.01.17 11:58| 
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Leggo nel post “ ...ha raggiunto un efficace isolamento con appena 20 centimetri di spessore nelle pareti esterne”
Appunto, negli anni '30 del XX secolo, lo spessore dei muri, delle case in Italia, spesso erano di 13 + 3 + 3 centimetri, negli anni '70 30 centimetri, negli anni '90 40 centimetri, e adesso 50 centimetri. Mezzo metro di spessore del muro di una casa.
Questo non mi inspira.
Dei muri grossi come un bunker. E vedo che questa casa, nel post, ha vetro. Tanto vetro. Ovviamente saranno vetrocamere (più vetri a panino, con aria/gas tra i vetri). Forse è meglio cambiare prima i serramenti, che gli impianti solari, che le finestre/porte servono 365 gg all'anno, 24 ore al giorno.

Mi piacerebbe sentire un laureato in energie alternative, o qualcosa di equivalente.

Paolo TV

Paolo Z., Crocetta Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 19.01.17 11:32| 
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Zampano.
Rispondo adesso, scusandomi, su una tuo commento del 17.01 17 19:13, sotto il post “la Russia è un alleato, non un nemico”
Scrivi
“Pari modo, chi pensa che i greci abbiano frenato gli italiani, è in malafede, o è ignorante, così come chi afferma che gli italiani non hanno combattuto la prima guerra mondiale”

Non solo frenato, ma ci hanno respinto in Albania https://it.wikipedia.org/wiki/Campagna_italiana_di_Grecia
(come è scritto dal “mio” libro).
Io che dico che l'Italia non ha combattuto la prima guerra? Ma se nei mio bosco, (colli Asolani ) ci sono le trincee fatte durante la prima guerra... Senza parlare del Montello, del Grappa e del Piave.
Liberando la fantasia, se la prima guerra la vinceva l'Austria, il Nord Est e la Lombardia, ritornava all'Austria, e probabilmente ci si risparmiava la seconda guerra mondiale, e gli eroi, le statue, erano altre. Purtroppo sono fantasie!!!

Io non critico l'Italia a prescindere.
Non dico che le scelte di vita delle popolazioni italiane siano giuste a sbagliate. Nei miei interventi, da anni, dico che le popolazioni italiane non c'entrano niente una con l'altra. Un sardo con un pugliese, come un avellinese con un comasco, per mentalità, per coltura; per questo dico che non è giusto che ci siano solo 4 regioni autonome + il FVG. O tutti, o nessuno. Questo mi porta ad invidiare un pò i Länder tedeschi, federali, e che i tedeschi non sono tra loro diversi come siamo noi italiani.
Paolo TV

Paolo Z., Crocetta Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 19.01.17 11:10| 
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