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Ecco come Vodafone tratta i lavoratori che non può licenziare

Ecco come Vodafone tratta i lavoratori che non può licenziare

Author di MoVimento 5 Stelle
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di Roberta Lombardi

Spesso i comportamenti concreti di un grande brand sono molto diversi dall’immagine di cartapesta che viene costruita grazie alle sfavillanti campagne di marketing e comunicazione.

Prendiamo il caso Vodafone: il colosso delle Tlc si lancia a corpo morto nell’impegno sui temi dell’uguaglianza di genere oppure muove la sua Fondazione sui progetti per lo sport e la disabilità. Però non tutte le vittime di discriminazioni sono uguali, a cominciare dalle donne. E Vodafone è l’ennesima azienda che, sul fronte della Corporate social responsibility, predica bene e razzola male. Soprattutto quando si tratta di comprimere indebitamente il costo del lavoro a danno dei propri dipendenti
Serena Antonelli, Rsu Cobas della sede Vodafone Italia di Roma, ha testimoniato al MoVimento 5 Stelle una storia che inizia nel 2007. Al tempo la multinazionale operò una cessione di ramo d’azienda ed esternalizzò 914 addetti di varie sedi (Roma, Ivrea, Napoli, Milano, Padova) a una società di servizi di call center, la Comdata Care SpA, che peraltro è protagonista, più di recente, di un’operazione simile con Wind.

Molti lavoratori fecero a quel punto ricorso contro una decisione che consideravano giuridicamente (e industrialmente) infondata. E, via via, i vari gradi della giustizia, dal Tribunale del lavoro di Roma fino alla Cassazione, tra il 2012 e il 2016, bollarono come inefficace la cessione e giudicarono nulli, soltanto sulla Capitale, 150 licenziamenti. Intanto, tra il 2014 e il 2017, giunsero a sentenza una serie di altri ricorsi e i giudici ordinarono il reintegro di altri 43 addetti a Pozzuoli e 17 in Piemonte. Mentre, ancora quest’anno, sono stati reintegrati altri 16 lavoratori tra Roma e Milano.
Insomma, per Vodafone è una Waterloo giudiziaria. Ma come tutte queste multinazionali insofferenti alle regole quando esse limitano i profitti sfrenati, il colosso della telefonia ha deciso di reagire con ritorsioni inaccettabili sui dipendenti, molto spesso donne: quelle stesse donne che a parole il brand dice di voler proteggere dalle discriminazioni.
E’ così che dei 130 lavoratori reintegrati, ben 79 sono stati subito messi in mobilità. Gli altri che formalmente hanno ottenuto giustizia, sono finiti man mano a casa senza salario oppure collocati sine die in distacco presso la cessionaria Comdata ed esonerati dall’attività lavorativa. Le ritorsioni e le discriminazioni si sprecano, alla faccia della social responsibility.

Anzi, Vodafone a un certo punto ha avviato una procedura di trasferimento collettivo e ha deciso di spedire 19 unità da Ivrea alla sede di Milano dopo aver annunciato la creazione di un polo meneghino e di un altro al Centro-Sud. Guarda caso, gli spostamenti forzati riguardano gli addetti protagonisti delle vicende giudiziarie e i lavoratori mai ceduti, ma con problemi di salute tali da non poter più svolgere attività di call center. Si tratta soprattutto di genitori con contratti part time di 5 ore per i quali un trasferimento a 120 km di distanza si preannuncia chiaramente insostenibile. Non è un caso che siano sempre più i dipendenti cui viene riconosciuta una malattia professionale per disagio psicologico.

Il MoVimento 5 Stelle sta seguendo la vicenda e ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministero del Lavoro di intervenire, affinché Vodafone rispetti le sentenze della magistratura circa la cessione del ramo d’azienda e la nullità dei licenziamenti.
Non possiamo tollerare che le regole vengano applicate a intermittenza o “à la carte”, in ragione degli interessi di lobby o grandi imprese.



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7 Lug 2017, 10:09 | Scrivi | Commenti (28) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: dipendenti, lombardi, m5s, rsu, vodafone

Commenti

 

Se le cause di lavoro in Italia non si concludono in primo grado immediatamente, la conservazione del posto di lavoro diventa una chimera.E se i sindacati non difendono il valore dal salario dall'aumento spaventoso dei prezzi, non sono di fatto sindacati.La distruzione in atto della società,la deindustrializzata,le privatizzazioni, oltre alla resa della magistratura e del sindacato, che non tutela in primis il potere di acquisto del salario dall'aumento insostenibile dei prezzi, le privatizzazioni, la deindustrializzazione,la deportazione di massa ecc. e tant'altro ancora attestano il pericolo di perdere la sovranità dello Stato nazionale.Una delle agenzie di rating e suonato già da un mese circa il segnale di attacco. Il momento è grave.

STEFANO A. Commentatore certificato 08.07.17 15:38| 
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intervengo ancora a sostegno di quanto affermato dall'amico Massimo, il quale cita lo sconcio dell'ENASARCO riferito alle ruberie reiterate ai danni di chi non ha raggiunto il minimo contributivo di 20 anni: CREDO SIA LO STESSO IDENTICO FURTO PERPRETATO UN PO DA TUTTE LE CASSE "PRIVATE " (COMPRESA QUELLA DEI GEOMETRI) : UN VERO FURTO LEGALIZZATO !!!! Specie per chi, come me, essendosi iscritto tardi, NON HA MATERIALMENTE RAGGIUNGERE I 20 ANNI DI CONTRIBUTI !!!! È possibile che NESSUNO si sia accorto di questo vero e proprio atto delinquenziale ?? Eppure è sufficiente fare il classico "conto della serva" per verificare come migliaia di lavoratori VENGONO LETTERALMENTE DERUBATI DEI PROPRI CONTRIBUTI, SOTTO GLI OCCHI COMPIACENTI DI TUTTA LA CLASSE POLITICA !!!! Non è ora che qualcuno faccia cessare questo stato di complicità attiva da parte delle istituzioni a chi ruba quelli che sono i contributi pensionistici di alcuni, PER DARLI AD ALTRI ?!?!

Umberto Tordone Commentatore certificato 07.07.17 18:12| 
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Cara Lombardi, a che punto sono le iniziative del M5S sull'Enasarco che deruba costantemente i suoi iscritti che non giungono a 20 anni di contributi e quindi perdono tutto quanto versato? So che vi eravate interessati alcuni anni addietro ma adesso, in vista anche delle elezioni politiche, date voce a mezzo milione di Agenti e eRappresentanti di commercio truffati dai dirigenti della triplice che da sempre gestiscono l'Enasarco.

massimo 07.07.17 17:00| 
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Il paese sta uscendo dal tunnel! Certamente si, sta entrando in un cunicolo. Altre due azine italiane, SPERLARI E SAILA, passano in mani tedesche. La lista infinita di aziende italiane passate in mani straniere continua, inarrestabilmente, ad allungarsi. Questo perché le cose stanno, a detta dei buffoni, sempre meglio. Pensate, cosa sarebbe successo, se le cosa stavano andando peggio.
Talelbano

Gianfranco B. Commentatore certificato 07.07.17 16:28| 
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Purtroppo lo sfruttamento dilaga !

salvatore livorno, dolo Commentatore certificato 07.07.17 15:48| 
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sono in disaccordo su una parte dell'articolo : onestamente mi riesce difficile pensare ad una malattia professionale contratta nell'esercizio di una funzione da call center. Oppure vogliamo ragionare nei termini vergognosi del governo renzi che ha individuato nell'insegnamento alle materne, UN LAVORO USURANTE? Siamo seri amici !!!! Non abbandoniamoci alle logiche sindacali pepponiane DA VOTO DI SCAMBIO, CHE HANNO CONTRIBUITO AD AFFOSSARE L'ITALIA PORTANDO IL COSTO DEL LAVORO, DA NOI, AI VERTICI MONDIALI !!!!! Inoltre ahimè, chi ha visibilità e appigli sindacali in alto, IN QUESTO PAESE RIESCE PERSINO A FARSI ASCOLTARE DA QUALCUNO CHE CONTA (COME IN QUESTO CASO) chi invece, COME NEL CASO DELLA CASSA PREVIDENZA DEI GEOMETRI, che opera nel silenzio più assoluto e nel disinteresse generale dei politici (compresi i 5*), continua a perpetrare nei confronti di certi pensionati, una politica CHE DEFINIRE UMANA SAREBBE UN IMMENSO RICONOSCIMENTO. Cari amici 5 *, ho già detto qui, OVVIAMENTE INASCOLTATO, che l'orizzonte di veduta sul malaffare nel lavoro, VA ALLARGATO A 360 GRADI... PER SCOPRIRE SACCHE DI INGIUSTIZIE E PREVARICAZIONE ASSOLUTAMENTE INCIVILI CHE SI PERPRETANO GRAZIE AL DISINTERESSE DELL'INTERA CLASSE POLITICA !!!!! PERCHÉ NON CREARE UN OSSERVATORIO DEL MALAFFARE SUL LAVORO AL QUALE I CITTADINI SENZA CONOSCENZE IN ALTO , POSSANO RIVOLGERSI DOCUMENTANDO I CASI DI DELINQUENZA LEGALIZZATA NEL CAMPO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA ?

Umberto Tordone Commentatore certificato 07.07.17 15:32| 
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E poi leggetevi pure questo perche' e' qui che si va a parare:

http://sollevazione.blogspot.com/2015/02/da-hitler-alla-merkel-le-costanti-della.html

Aldo Masotti, Verona Commentatore certificato 07.07.17 15:29| 
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Le stesse cose ma come mi piacerebbe vederle trattate da noi:

http://orizzonte48.blogspot.it/2017/07/ceta-e-trattati-multilaterali-il-metodo.html

Aldo Masotti, Verona Commentatore certificato 07.07.17 15:26| 
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a)La via giudiziaria al lavoro non esiste
b)Se l'art.18 avesse funzionato nel 2014 saremmo stati in piena occupazione

Il lavoro , l'economia, le aziende , i processi produttivi in generale non si affrontano con il metro GIUSTO/SBAGLIATO ma con quello FUNZIONA/NON FUNZIONA

Una massa di incapaci, traditori , e nel caso M5S molti "esperti" lavorano col primo metro e VOLUTAMENTE ignorano il secondo .

Aldo Masotti, Verona Commentatore certificato 07.07.17 15:04| 
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La cessione di ramo d'azienda è un escamotage spesso usato , anche in passato, per aggirare le norme sui licenziamenti. Costituendosi in holding e creando, col giochetto delle scatole cinesi, delle ditte artificiose collegate con numero di dipendenti tali da aggirare le norme poste a tutela dei lavoratori, le aziende vi spostano tutte le unità di lavoro sgradite dopodichè con trasferimenti improponibili, mobbing,chiusure e tutto il repertorio di massacro dei diritti, se ne liberano. Fa benissimo il m5s a porre l'attenzione sull'uso strumentale della cosidetta "cessione di ramo d'azienda", altrettando avrebbero dovuto fare i sindacati sollecitando una verifica della legislazione di merito.Roba da ritorno ai tempi dei padroni delle ferriere che insieme a job act e voucher farebbe ridire al Sig.Marx che i lavoratori non hanno più nulla da perdere, se non le catene.

marco 07.07.17 14:54| 
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La gravità di quanto riportato ... e l'esiguità della risposta politica del M5S sono la riprova che i solo requisiti di onestà, correttezza morale e trasparenza non fanno dei nostri portavoce una classe politica capace di raggiungere obiettivi reali... l'indignazione o l'interrogazione parlamentare sono aria fritta per chi ha subito i torti raccontati. Bisogna aver il coraggio di non far passare nulla...

Giovanni Velato, Roma Commentatore certificato 07.07.17 14:42| 
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Complimenti Roberta, utile approfondimento, comunicazione in sintonia con i bisogni reali del Paese, con il vissuto delle donne che lavorano e non, dei giovani in cerca di lavoro che credono con candore alla pubblicità abbagliante di questi colossi della finta relazionalità, vere fabbriche di solitudine e cinismo. Precariato, reddito, disparità, accesso al lavoro e vera relazionalità, sono i nuovi temi quotidiani che pongono tutti di fronte all'onnipotenza 'legale' del capitalismo contemporaneo. Brava, la lavoratrice a cui va tutta la mia più profonda solidarietà nella lotta esemplare contro queste multinazionali dell'ipocrisia.

VITO BARRESI, CROTONE Commentatore certificato 07.07.17 14:36| 
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Siamo in mano a una masnada di banditi, spalleggiati da esecutivi come gli zerbini, con la inerzia di sindacati ridotti a notai delle decisioni aziendali.

gianluigi f., pandino Commentatore certificato 07.07.17 14:16| 
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@ Talelbano
Gianfranco B
"Il problema non è la Vodafon, in quanto tale, ma le regole che permettono alla Vodafon, e tutte le aziende, di poter fare i propri porci comodi, in nome di un’ottusa politica del profitto". Condivido

Massimo impegno di ciascuno di noi, fino all'insonnia, per spazzare via, politicamente, questa partitocrazia omicida che continua implacabile a rubarci e la vita presente e il futuro

La nostra partitocrazia è come un cagnolino addomesticato dal Potere finanziario:

“il guinzaglio è troppo corto e non possono muoversi neanche di un centimetro” (Alessio Villarosa).


massimo m., Roma Commentatore certificato 07.07.17 13:58| 
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ecco dimostrato come ora (dopo abolizione art.18) aziende come la vodafone faranno dei propri dipendenti ciò che vorranno (almeno per quelli che sono e/o saranno assunti da entrata in vigore del jobs act).
Gli pagheranno quello che devono e li spediranno a casa senza che il dipendente possa poi farsi reintegrare per ingiusto licenziamento.
Si badi bene .... non è che questa cosa potrà farla solo la vodafone .... la potranbno fare tutte le aziende italiani.
Ai lavoratori che assunti negli ultimi due anni ed a coloro che cercano lavoro e che magari lo troveranno dico questo, di questa situazione ringraziate pure il "bomba", ed a chi lo ha pure votato dico di NON PERMETTERSI MINIMAMENTE di protestare se si trovano coinvolti in vicende come quella qui riportata.
ZITTI, MUTI E LAVORARE A TESTA BASSA ................. SCHIAVETTI.

luigi 07.07.17 13:30| 
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morto il sindacato, ormai allineato con i poteri delle multinazionali e partitocratici.

Quei ricorsi legali sono principalmente eseguiti dai singoli lavoratori oppure da piccole e insignificanti (per numero d'iscritti) sigle sindacali.

E' come per gli elettori con i partiti, esistono italiani che continuano a votare il loro aguzzini in parlamento e senato come i lavoratori continuano a versare la quota associativa ad alcuni sindacati inefficienti e collusi con la politica degli aguzzini.

Clesippo Geganio, LT Commentatore certificato 07.07.17 12:10| 
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Il problema, voluto e votato da tutti, non è la Vodafon, in quanto tale, ma le regole che permettono alla Vodafon, e tutte le aziende, di poter fare i propri porci comodi, in nome di un’ottusa politica del profitto.
Questa logica, spinta a livelli demenziali, non tiene conto, in prospettiva, di un aspetto elementare: quando hai impoverito, fino ai limiti della sopravvivenza, la popolazione a che potrai vendere i tuoi beni e servizi?
Talelbano

Gianfranco B. Commentatore certificato 07.07.17 11:38| 
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Possiamo condannare Vodafone alla perdita di clienti per solidarietà con i lavoratori vittime dell'arroganza e prepotenza di Vodafone, da parte mia non sapendo ancora della sutuazione di numerosi dipendenti vittima della Società ho già dato il mio piccolo contributo al boicottaggio, attraverso la portabilità del numero sono passatoo ad una nuova azienda telefonica, risparmiando il 33% al mese e ottenendo migliori condizioni, farò fare lo stesso a mia moglie, togliere la goccia che alimenta costantemente e tiene in vita questo colosso telefonico, anche se dovessi avere la convenienza economica Vodafone non mi potrà più annoverare fra i suoi clienti, a meno che cambi completamente di rotta nei confronti dei suoi dipendenti.

Adolfo Levanti 07.07.17 11:34| 
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Solidarietà ai lavoratori, ma il lavoro non si crea con sentenza del tribunale.

Michele C. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 Commentatore che ha donato a Rousseau 07.07.17 11:24| 
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