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#ProgrammaBeniCulturali - I servizi aggiuntivi (2)

#ProgrammaBeniCulturali - I servizi aggiuntivi (2)

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di Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore

Bisogna certamente ricondurre il Ministero dei Beni Culturali, separandolo dal turismo, che ha un’altra logica, a una sua struttura che sia meno centralizzata, da un certo punto di vista, cioè con una testa meno grossa, una testa più snella e più autorevole, peraltro, al centro, e un corpo molto forte in periferia perché questo è un Paese che ha avuto mille civiltà, che ha un patrimonio straordinario, 2000 aree archeologiche, 4000 musei tra pubblici e privati, 40000 fra torri e castelli, 100000, quasi, chiese, 2500 biblioteche antiche, quindi sparse in tutto il territorio, con culture completamente diverse, dagli arabi, ai longobardi, ai romani, agli etruschi, ai celti e così via.

Quindi ci vuole un centro forte ma una periferia non meno forte o meno robusta mentre oggi siamo arrivati a una situazione delle soprintendenze, cioè della tutela, molto molto pericolosa perché molto fragile. Tutto nasce dal fatto che Franceschini ha puntato sulla scissione fra i concetti, che invece marciavano uniti, di tutela e di valorizzazione, tutela del soprintendente, sempre più deboli, quindi sempre più debole la tutela, valorizzazione ai poli museali, quindi un’autonomia fortissima dei poli museali, di quelli che poi hanno soldi, non dei piccoli musei, evidentemente, che vengono sacrificati.

Scissione anche fra musei e territorio, per cui, i musei che sono nati dal territorio, dalle grandi famiglie, dalla soppressione degli ordini monastici conventuali e così via, i musei si trovano a essere privati del loro humus. Pensate ai musei archeologici che nascono come musei di scavo ed è sullo scavo che nascono e crescono e si sviluppano. Questa è quindi una riforma che bisogna ribaltare, tornando a una situazione precedente al 2004, possiamo dire, in cui ci sia un centro, come dico, capace di dirigere tutta la macchina e una periferia, però, capace di dialogare in maniera forte. Questo fa sì che ci vogliano anche degli investimenti nel personale. Noi spendiamo troppo poco per la cultura. Siamo al 23° posto nella classifica europea. Siamo appena prima della Grecia e della Romania, che stanno come stanno. Un Paese col nostro patrimonio spende due terzi meno, tre o quattro volte meno della Francia o della Spagna, anche questo è intollerabile. 2 miliardi e 2 di bilancio vogliono dire la spesa del 2007, cioè di 10 anni fa che è molto meno di quella del 2000, ultimo governo dell’Ulivo, organico, possiamo dire, quando la spesa per la cultura era lo 0,40% circa del bilancio dello Stato e con Berlusconi è precipitata allo 0,19 e oggi sarà sullo 0,25. Siamo in una situazione veramente pazzesca, da questo punto di vista. Bisogna che lo Stato spenda di più. I cittadini devono sapere, e non sono grandi cifre, basterebbe un miliardo in più, in realtà, che si ritrova benissimo nelle pieghe di bilancio o quasi. Non lo si può spremere dai privati, ecco, il discorso dei privati. Il discorso dei privati è importante ma, se c’è questa premessa, cioè che lo Stato fa la sua parte e chiede ai privati di fare la loro. In Italia, per la verità, le sponsorizzazioni sono abbastanza antiche ma non hanno dato poi risultati straordinari anche perché lo sponsor, in genere, finanzia opere che gli diano un grande ritorno pubblicitario: ricordiamo i cavalli di San Marco restaurati dalla Olivetti per esempio, più di recente il Colosseo, restaurato, in parte, da Della Valle, con una serie di acquisizioni d’immagine straordinaria, peraltro, con tanti milioni di visitatori.

Ebbene, l’Art Bonus varato da Franceschini è certamente una buona cosa, ma vediamo che i contributi sono spesso di piccole entità, sono privati cittadini, non di aziende che finanziano o l’evento o il totem, il grande monumento. Io credo che, una cosa, invece, più importante sarebbe quella di, oltre che aumentare la spesa pubblica per i beni culturali e ambientali, quindi paesaggistici, anche ripristinare una legge che nell’82 dette degli ottimi risultati a favore dei proprietari di dimore e di giardini storici, che sono migliaia in Italia, che danno lavoro a migliaia di persone. Si pensi ai giardinieri, per esempio. Ebbene, nell’82 la legge Scotti, la 510, previde una detrazione secca del 27% dell’imposta sul reddito, e diede risultati straordinari perché in pochi anni mobilitò 350 miliardi di lire di allora, di investimenti privati, sul patrimonio di dimore storiche e di giardini storici. Questa mi sembra una misura.
Poi bisogna anche distinguere fra sponsor e mecenati. Gli sponsor hanno un ritorno e vogliono un ritorno pubblicitario, commerciale, più o meno vistoso ma lo vogliono e nella logica d’impresa è giusto. I mecenati, pochi, aimè, quasi nessuno italiano, sono… voglio citare due casi: uno è l’informatico, Mr. Packard a Ercolano che, almeno fino a qualche tempo fa, ha investito somme considerevolissime senza chiedere nulla e finanziando i progetti di restauro e di recupero, cominciando non a caso dalle fogne e dalle canalette di scolo delle acque per evitare i guai che sappiamo delle piogge nelle zone archeologiche.
La questione dei servizi aggiuntivi
In effetti i musei italiani erano molto indietro, non c’era neanche, spesso, un custode del guardaroba, se pioveva e uno arrivava con l’impermeabile non sapeva dove metterlo, o una borsa o una valigia. La legge Ronchey, però ha ecceduto, a mio avviso. Bastava creare dei servizi al visitatore.

No, qui le società di servizi museali sono diventate una potenza anche economica, anche perché si è creato un oligopolio. Pensate, questi servizi non vengono appaltati da anni e anni, da decenni quasi, e sono tre i detentori dei servizi, che spesso, tra loro, collaborano: l’Electa Mondadori, quindi Berlusconi, la Lega delle Cooperative, CoopCulture e Civita, che è presieduta da Gianni Letta. Quindi abbiamo un chiaro quadro.

Io credo, però, soprattutto bisogna rivedere assolutamente, tornare a una struttura ante 2004, finanziando di più una struttura che sia coerente, che preveda che, come dice l’articolo 9 della Costituzione “la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” “tutela” ricomprenda anche la valorizzazione e, soprattutto, eviti questa spaccatura valorizzazione-tutela, eviti questa spaccatura soprintendenze-poli museali e crei quindi un tutto armonico, come prevede la Costituzione, ma un intervento pubblico articolato che, tra l’altro, non preveda, questo va detto, stipendi da 165 mila-195 mila euro per i direttori, super direttori dei 20, 30 musei, cosiddetti, d’eccellenza e 35 mila euro per quelli che tirano la carretta nei musei minori, per esempio nei musei medi anche, che non sono stati riconosciuti come eccellenza, chissà poi perché.

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29 Ago 2017, 09:01 | Scrivi | Commenti (44) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: beni culturali, m5s, programma, servizi aggiuntivi, Vittorio Emiliani

Commenti

 

Grazie Vittorio Emiliani, alcune considerazioni:

- può star bene una legge a favore di dimore storiche, per agevolare interventi manutentivi e circolazione di capitale a condizione di alcune contropartite a favore del territorio dove sono ubicati gli immobili oppure rendere accessibile la dimora ai cittadini a condizioni favorevoli e per certe manifestazioni;

- per eliminare un pò di oligopoli dei servizi basterebbe ridurre il periodo della concessione e prevedere contratti di appalto che non escludano a priori le piccole o nuove agenzie che potrebbero fornire i servizi;

- lo stato per spendere di più deve avere (tra l'altro) maggiori entrate, quindi bisogna combattere seriamente:la corruzione, l'evasione, il conflitto di interessi, e l'abusivismo edilizio!!!!!!!
Non esiste l'abusivismo di necessità, perchè se uno può permettersi di costruire una abitazione che minimo costa €. 100.000/200.000 su terreno demaniale o diversamente destinato alla residenza, non capisco dove stà la necessità. Quindi ora dovrò pagare anche la ricostruzione delle case abusive? Dopo aver pagato tutto quello che lo stato mi ha chiesto devo rimborsare i ladri per aver perso la loro refurtiva?

- se non contribuiamo tutti secondo le nostre possibilità è inutile fare programmi o progetti.

Grazie ancora Emiliani.

giuseppe belotti, ranica -bg- Commentatore certificato 30.08.17 15:13| 
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in italia il problema dei beni culturali dipende proprio dalla definizione di "bene culturale" legato alla testimonianza di civilte" contrapposto alla vecchi visione fascista di "bellezza naturale" più " bellezza artistica".

tutto quello che ha scritto Franceschini andrebbe buttato nel cesso e poi si dovrebbe ripartire dalla legge fascista per migliorarla pur mantendendo la definizione di "bellezza" e non di "testimonianza" altrimenti si rischia di trovare una LATRINA in una caserma del 1917 che diventa testimonianza di civiltà ( ci andavano a cacare quindi c'era qualche persona che non cacava per strada come certi africani ) e così qualche sinistroide può pensare di sottrarre i pochi denari destinati all'arte vera e alla bellezza vera per restaurare e trasformare in museo la latrina.

ripeto....

prima riagganciare il bene culturale al concetto di BELLEZZA anziché di TESTIMONIANZA ( si puù trestimoniare anche con le bruttezze ) e poi da quel punto di partenza .... eliminare dalla legislazione italiota tutto quello che porta il nome della progenie dei franceschini.

aiutati senza aspettare la politica 30.08.17 01:42| 
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Ma perche’ non pubblicate qualche Post di qualche Piccolo Imprenditore. Di qualcuno in difficolta’, costretto a chiudere che spieghi bene quali sono i suoi problemi e perche’ si trova in difficolta’.
E qualche altro Post, perche’ non lo fate scrivere a qualche imprenditore delocalizzato ??? a qualche laureato emigrato ??? a qualche disoccupato in continua ricerca di lavoro ???

Non solo a questi che ci spiegano continuamente come si debbano assumere precari malinconici e superdotati.

Qui bisogna che lo Stato dia la possibilita’ di studiare e laurearsi a tutti, ma, relativamente a facolta’ che GARANTISCANO un buon lavoro.

Le cose “culturali”, uno se le studia per conto suo e, invece, si laurea in Ingegneria Informatica, in Biotecnologie, in Scienze agrarie e alimentari, in Lauree sanitarie, in Fisica, Statistica, Matematica…

Qui, bisogna che OGNI, QUALSIASI struttura statale, non produca solo DANNI. Di debito pubblico e di tasse a carico di cittadini stremati, ce ne sono gia’ in misura INSOSTENIBILE.

bron shine 29.08.17 15:26| 
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Caro Emiliani, il suo articolo ha scatenato ben 39 interventi, molto graforroici, dei quali solo 2 attinenti al tema; il resto sono commenti, benché commendevoli, a c.d.c.

Antonio Valentini 29.08.17 14:11| 
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Le feci restano sempre feci anche se le improfumi e noi italiani questo siamo altrimenti ci saremmo gia rivoltati a questi politici.

undefined 29.08.17 13:54| 
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In questi giorni stavo pensando alle ragioni di queste immigrazioni.
Perchè stiamo curando un malato di cancro con le aspirine.
Mi spiego meglio.
Questi disgraziati perchè fuggono dai loro paesi?
Ma nessuno si pone questa domanda per porre rimedio al fenomeno immigrazione?
Perchè cercare di risolverlo agendo sugli effetti?
La risposta me la sono data:
il problema non deve essere risolto,ma allontanato dagli occhi indiscreti di coloro sono incazzati(lega),infatti l'accordo europeo di ieri prevede centri di raccolta in alcuni paesi dell'Africa,con denaro dell'Unione Europea.
"Occhio non vede cuore non duole".
Ci saranno nuovi lagher sotto il controllo delle armi.
L'Africa abbandonata dai suoi abitanti,hanno trovato il vocabolo giusto"economici" sono diversi dai rifugiati a seguito delle guerre o dal conflitto fra bande?
Una volta ripulita dai suoi abitanti sarà facile preda delle multinazionali.
L'invasione dell'UE sarà programmata per età,indole,cultura e capacità individuale di integrazione.
Un'Europa multietnica sarà la soddisfazione dei capitalisti che avranno manodopera a basso costo e una riduzione salariale dei nativi.
Un'Europa che per sopravvivere,sovra-popolazione, dovrà adattarsi a mangiare prodotti scadenti e di conseguenza malnutrizione,malattie e consumo di farmaci.
Faremo contenti anche le imprese farmaceutiche.
Siamo veramente impazziti se permetteremo tutto ciò!

oreste .., sp Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee 29.08.17 11:48| 
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Discussione

O.T.
Quando sento questi abusivi accusare Virginia Raggi (votata dal 67 per cento dei romani) di non aver fatto niente, vorrei gridare quanta fortuna sarebbe stata per gli italiani, se anche loro non avessero fatto niente e avessero lasciato le cose com’erano prima di loro. Ora avremmo un governo vero al servizio degli italiani e non dei banchieri. Avremmo ancora la sovranità politica e monetaria e non sarebbero stati distrutti i colossi statali (venduti ai privati e fatti fallire). Gli italiani non sarebbero i più poveri, ma avrebbero continuato ad avere uno stipendio superiore agli altri, avrebbero ancora il posto fisso, i propri diritti e la vecchiaia assicurata. Saremmo ancora un paese libero e autonomo, non agli ordini delle banche mondiali e delle multinazionali. Non avremmo partecipato a guerre con la conseguente invasione di milioni di extracomunitari. Avremmo ancora la nostra meravigliosa agricoltura, invece di distruggere le nostre eccellenze, per mangiare merda proveniente da tutto il pianeta. Nella loro idiozia si permettono di criticare chi tenta di guarire un paese dall’agonia in cui l’hanno messo, senza capire di essere dei luridi traditori, costretti a fare i compitini dettati dai loro padroni e senza neppure rendersi conto di quanto male stanno facendo alla propria nazione e ai suoi cittadini. Nella loro conclamata deficienza, osano criticare chi intende ridare all’Italia il posto che merita e restituire agli italiani quella dignità che le è stata tolta. Questi abusivi hanno ucciso la Democrazia e contribuito ad instaurare una dittatura globale, che arricchisce l’uno per cento della popolazione, affamando il novantanove per cento della stessa.

Maria Pia Caporuscio 29.08.17 11:26| 
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In realtá bisognerebbe davvero potenziare le zone periferiche, per toglierle di mano a squallidi personaggi. A Crotone le biblioteche si chiudono o li si sfratta lontano dal centro. Inoltre quando ci sono beni monumentali si sorvola su alcuni aspetti di tutela e valorizzazione quando di mezzo ci sono interessi che riguardano un sottosegretario per cui è meglio non scoperchiare il vaso di Pandora. Condivido l'analisi soprattutto per quanto riguarda i musei delle aree archeologiche, funzionali agli scavi. Ci vorrebbero soldi per investire e rilanciare la cultura del Bel Paese e far conoscere le tracce di un passato dormiente sotto la coltre dell'oblio.Comunque sia bisogna fare di tutto per salvaguardare ciò che abbiamo e impedire ad organizzazioni criminali di allargare i propri tentacoli in un settore fondamentale per la nostra Storia.

Antonella Policastrese 29.08.17 10:53| 
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SIAM TUTTI NON-RAZZISTI

Corrado Guzzanti
La nuova destra

Non ce l’abbiamo con i neri e gli africani
solo non vogliamo che ci rubino il lavoro.
Non ce l’abbiamo con gli omosessuali
solo non vogliamo che ci contaminino col loro morbo.
Questa è una destra nuova che vuole battersi per il
rispetto della civiltà e della democrazia.
Non ce l’abbiamo con gli zingari,
solo non vogliamo che mettano in pericolo
la nostra comunità.
Non ce l’abbiamo cogli extracomunitari,
solo non vogliamo che occupino le nostre case.
Questa è una destra nuova che vuole mettersi
dalla parte del cittadino e del lavoratore.
La pelle, la lingua, la razza non c’entra.
E se non capite questo siete degli ebrei!

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:44| 
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Paola Bassi

La legge in Italia:
Schettino resterà libero e
daranno l'ergastolo allo scoglio
"Motivazione
La nave andava pe' caxxi sua e lo scojo nun je doveva rompe i cojoni.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:42| 
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Maria Pia Caporuscio
MANO NE’ LA MANO

Quello che io noto ne’ la ggente,
nun zo’ le frasi belle, oppuro dure,
né er soriso dorce o ‘mpertinente,
ma so’…le sfumature!

‘na cosa c’ammé pare ‘n incanto…
è ‘na mano che strigne ‘na manina.
Nun c’è poesia, né musica, né canto,
che uguaj ‘na mamma cor bambino.

E’ tutta qui l’essenza de ‘stà vita…
amore, sicurezza, dedizzione,
sinno’ prima de nasce…è già finita!

‘sté mani, libbere e ‘nzieme fuse,
come nelle favole, se parleno…
drento ‘sté mani …er monno cianno chiuso!

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:42| 
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Ileana segnala

"Dovrei portare sempre il lutto. Vestita di nero e velata perché è morta la cultura di classe, la mia. E' morta la coscienza di classe, la lotta di classe proletaria, morta l'idea di uguaglianza, è morto mio padre, mia madre, i miei zii e anche io non mi sento tanto bene. In lutto dovrei andare alle riunioni di quartiere del movimento 5 stelle. E il mio unico pensiero positivo sarebbe: se mio zio non si sacrificava nel lager, io come Donna non potevo votare. Solo dopo il 1946 noi Donne abbiamo ottenuto il riconoscimento della nostra dignità umana. Per donarmi questo diritto, ultimo rimasto, si è fatto uccidere di lavoro forzato. Dovrei portare il lutto per i sacrifici fatti dalla mia gente per creare i sindacati, i partiti, la democrazia. Dovrei portare il lutto, invece posso partecipare concretamente oltre che votare, ringrazio il movimento cinque stelle che mi da una ultima possibilità."

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:41| 
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CONFLITTO DI INTERESSI
Monti ha millantato che il suo governo non ha conflitti di interessi.
Si immagina allo stesso modo che nemmeno Berlusconi abbia mai avuto conflitti di interessi (e quando mai la casta è in conflitto di interessi con se stessa?) ed è per questo che né D'Alema né Prodi si sono mai preoccupati di regolare questo conflitto, mentre Violante si è vantato addirittura di favorirlo.
Se ne deduce che l'unico e vistoso conflitto di interessi esistente sia quello che tra la casta dei dominanti e la plebe dei dominati. Come diceva sempre Pompeo Biondi: “Ci sono solo due classi, chi c’ha il potere, e chi non ce l’ha”.
Ogni altra definizione è da duplicare in conformità di questo binomio irriducibile.
Equitalia è per noi. La prescrizione è per loro.
Ogni valutazione in tal senso è da deviare in un sano e conveniente razzismo, ove per il povero leghista cretino esso sia l'odio per lo straniero e per Fassino o D'Alema anche per quello sfigato dell'operaio.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:39| 
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LIBERTA’
Una parola troppo seria, della quale si abusa e che racchiude concetti troppo importanti per essere destinata ad un certo genere umano al quale piace, invece, farsi sottomettere spesso in virtù di faccende piuttosto ridicole.(DAL WEB)

Ma perché la maggior parte della gente svende le proprie libertà troppo spesso per un piatto di lenticchie o, a volte, nemmeno per quello, esaltandosi per il piatto di caviale mangiato da altri?

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:38| 
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I PREDATORI DELLA LIBERTA'
Un paese fatiscente dove l'analfabetismo di ritorno non permette all'80% della popolazione di capire il senso di un articolo
La classe politica più corrotta d'Europa
Un milione e 200.000 ladri di Stato che difendono coi denti il loro bottino e la loro sfacciata impunità
Una delle più grosse associazioni criminali del globo
Un fisco iniquo,duro coi piccoli e cieco coi grandi
Un'evasione alle stelle con grandi evasori che patteggiano o sono prescritti e piccoli evasori assassinati
120 miliardi di capitali in nero incettati impunemente in un solo mese in Svizzera
Il più grande evasore d'Italia prescritto mentre i piccoli sono assassinati
Lo Stato stesso inadempiente verso chi gli ha fatto dei lavori per 70 miliardi
I politici peggiori e più pagati d'Europa
Una opposizione collusa o inesistente che è arrivata a voler governare con la dx
Una libertà di stampa scesa così in basso da stare al 75° posto con la Nabibia e dove i giornalisti sono strozzati con le querele milionarie o sono uccisi
L'unico paese UE commissariato e per di più dagli emissari di una banca americana
Il 2° debito pubblico più alto del mondo e un governo che ordina 'ancora' grandi e inutili opere pubbliche, con la forza dell'esercito
Una legge elettorale che ha ammazzato la sovranità popolare
Un paese in tracollo finanziario che si permette il lusso di essere tra i primi per spese militari per 46 miliardi di euro in armi, mutando le missioni di pace in decise azioni di guerra
Un governo della bancarotta che calpesta i diritti civili e del lavoro dei suoi cittadini, insultando la Costituzione
Una disinformazione premeditata che inganna 60 milioni di persone
Una magistratura costretta a fare da serva a una classe di ladri,applicando leggi processuali e penali che farebbero vergogna a qualunque paese civile
Ladri di stato e di bordello che si prescrivono i processi da soli e si depenalizzano le pene
Un 30% di elettori scellerati che ancora li votano
L'agonia del nostro Paese

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:37| 
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NONCICLOPEDIA- SATIRA

La prescrizione è la massima pena tuttora applicata per il riciclaggio di denaro, il falso in bilancio e tutti gli altri crimini commessi da B (non mi metto qui a elencarli, altrimenti divento più vecchio di quanto già sono) e la gente della sua risma (banchieri, dirigenti d'azienda, ecc)
Mentre i delinquenti comuni sono esonerati da una pena così gravosa e inumana, la prescrizione (parola che fa paura già solo a pensarla) è adottata esclusivamente nei casi di pezzi grossi della politica o della mafia, che poi sono cose piuttosto vicine tra loro.
Qualunque politico attualmente in carica ha una paura fottuta della prescrizione e i pochi che sono sopravvissuti a tale pena, come Andreotti, hanno subito uno shock emotivo devastante (ma va?).
Questo perché il principio di prescrizione implica che, dopo lungo ed estenuante processo, l'imputato riconosciuto colpevole venga liberato senza neanche un giorno di galera.
Ora, mettetevi nei panni di uno come B: immaginate di sapervi colpevole e non poter in alcun modo scontare la giusta pena in prigione! Pensate quanto può essere dilaniante psicologicamente per un uomo una simile affronto! Non poter pagare i propri debiti con la giustizia a vita!
Molti uomini politici e non si sono scagliati contro la prescrizione, ritenendola un abominio. Lo stesso Berlusconi, usufruendo della sua carica di Presdelcons, ha più volte proposto leggi ad personam in cui chiedeva l'abolizione della prescrizione per poter finalmente saldare i conti, sbagliando però a piazzare qualche lettera (è un noto analfabeta) e facendola diventare ancora più severa e facile da infliggere per le dannate toghe rosse.
Purtroppo nessuno fino a oggi è riuscito a far ragionare i subdoli e sadici magistrati che continuano imperterriti a utilizzare questo sistema che definire tortura è riduttivo. Grazie al cielo, il 99% della popolazione non ricade tra quelli a cui viene imposta questa pena ....

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:35| 
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LADRI DI GIUSTIZIA. LADRI DI VERITA'

E dunque rispondete a questa domanda:
Pesa più un chilo di merda
o un chilo di prescrizione?

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:34| 
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by Roberto Mangosi
Da sempre i farabutti cercano di sfuggire alla legge.
E nei paesi incivili, più si è farabutti, più ci si riesce.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:33| 
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STIGLIZ: "I primi a lasciare l'euro ne usciranno meglio"

L'Observatoire de l'Europe pubblica un'intervista a Stiglitz, in cui il Premio Nobel per l'economia, noto per le sue posizioni keynesiane, paragona la pratica attuale dell'austerità ai "salassi della medicina medievale." Egli ritiene che solo gli investimenti pubblici possono interrompere questa spirale verso il basso.
Durante il Forum finanziario Asiatico di Hong Kong, tenutosi a fine gennaio, il famoso economista ha avuto parole di un pessimismo raro a proposito dell’Europa. Per lui, i funzionari Europei, sotto la pressione di un dubbio consenso finanziario, stanno portando i loro paesi nel caos, e la moneta unica verso una sparizione quasi inevitabile.
..

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:33| 
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-Ci sono infine gli innovatori, esistono in tutto il mondo, e il Movimento 5 Stelle potrebbe farne parte, sono quelli che stanno lasciando molti dei vecchi schemi di pensiero e stanno abbandonando molti dei vecchi paradigmi mentali che hanno colonizzato la nostra mente. Per questo si parla della necessità di 'una DECOLONIZZAZIONE CULTURALE'
E IL WEB SERVE ANCHE A QUESTO, a lasciare i vecchi indicatori economici (Pil, Libero Mercato, Globalizzazione, multinazionali, lucro ecc.) per creare LA TRANSIZIONE a una Nuova Era, a un nuovo mondo senza petrolio né nucleare, senza liberismo o consumismo, improntato a sobrietà, senza poteri accentrati ma mirante a una democrazia partecipata, senza questo tipo di mercato, di Borsa, di sistema bancario, senza una globalizzazione economica che distrugge le speranze e i diritti, senza il dominio delle multinazionali o governi al loro servizio, senza distruzione ambientale e moderando gli effetti del cambio climatico, contro l’attacco indiscriminato alle fondamentali libertà e ai principali diritti di tutela per la dignità di un essere umano, contro i modi con cui le potenze mondiali tentano di asservire l'umanità per portarla a uno stato bestiale e servile.
Il vecchio mondo, avido e nefasto, è fallimentare, sta morendo, non è in grado di operare il passaggio al futuro. E' il mondo di poche migliaia di persone che vogliono costruire una oligarchia perversa su molti miliardi di persone.

Quando parliamo di differenziata, di energie pulite, di democrazia partecipata, di riciclaggio dei rifiuti, di controlli dal basso, di lotta alla casta politica o finanziaria, di transition town o di permacultura, di diritti del web.. noi non facciamo che costruire un tassello per un'epoca futura perché questa è finita ed è da folli sperare di perpetuare la sua agonia, peggiorando anche le cose nella speranza stolta di passare a un'era nuova conservando tutte le caratteristiche micidiali di quella vecchia.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:32| 
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A questo punto la massa è divisa tra:
-chi intende dolosamente ripetere una via già fallita, perpetuando il liberismo morente e accettando le ultime razzie, che dai paesi colonizzati si stanno abbattendo ora su di lui, accettando che siano mandati emissari di grandi gruppi finanziari come alla guida dei paesi UE (non solo Papademos in Grecia,Draghi alla Bce o Monti in Italia..si pensi che Strauss Kahn stava per sostituire Sarcozy in Francia ed era capo del Fondo Monetario, e che persino le elezioni tedesche hanno rischi pesanti ai danni della Germania stessa, che almeno la Merkel finora ha tutelato, mantenendo forte la sua economia e senza distruggere i diritti del lavoro o delocalizzare).
I tentativi da parte di gruppi finanziari di capeggiare i paesi europei per le ultime rapine ci stanno davanti agli occhi eppure continuiamo a non capire e non vedere, e leggiamo con vera pietà quanti inneggiavano a Monti per gli applausi in USA, perché dopo le baldraccate di B, "portava in alto il nome dell'Italia!".Ma quale portare in alto? Era stato mandato dagli USA per rovinare l'Europa, tornava dai mandanti a missione compiuta e veniva elogiato per questo come un sicario che ha portato a termine una missione! Tutto ai danni nostri! C'è ben poco di cui essere fieri!

-poi c'è l'enorme gruppo di persone che non si rende minimamente conto di ciò che accade perché è digiuna di economia e di politica

-infine ci sono i rivoluzionari di sx da tastiera, attaccati a vecchie ideologie ormai sepolte che non capiscono che sostituire l'attuale piramide durissima di potere verticistico con una piramide di potere ugualmente verticistico non risolve il problema, e che è mera illusione pensare a una rivoluzione proletaria che aggiungerebbe solo altre dittature a quelle della finanza, come ogni rivoluzione proletaria ha sempre fatto. La cosa più grave di costoro è che non riescono nemmeno a capire il mutamento epocale in atto, la fine di un'era e la necessità di doverne costruire un'altra

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:29| 
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Continuano a parlare in termini di mercato, di Pil, di consumismo, di lucro, di vecchie contrapposizioni politiche ogni evidenza dovrebbe dare per morte... Non riescono proprio a capire che il cambiamento cambierà tutto. Tanti sembrano pensare che potranno conservare quello che già oggi 'solo alcuni'hanno, senza cambiare niente del quadro generale di riferimenti.
La rivoluzione maggiore, ancora una volta, sarà quella mentale. Sradicarsi dal vecchio per inventare il nuovo. E non è facile.
Continuiamo a parlare di cose che vogliamo conservare quando l'evidenza dei fatti dovrebbe farci vedere chiaramente che quelle cose le abbiamo già perdute

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:28| 
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-Fukushima ha messo grossi dubbi in chi voleva la via del nucleare, per l'opposizione crescente delle popolazioni dopo gli immani disastri che hanno mostrato che questa via non era percorribile. Per cui abbiamo di colpo un tipo di società interamente basata su un tipo di risorse e sull'ideologia collegata ad essa che deve accettare il fatto che tra poco quel tipo di risorse non esisterà più, trascinando con sé tutta l'ideologia sociale e politica che le era collegata. E questo è così sconvolgente che i più non riescono neanche a capirlo e restano collegati a sterili diatribe sulle differenza ideologiche, quando necessariamente anche le ideologie dovranno cambiare col cambiamento dell’ambiente. Accade così che i nuovi movimenti ecologici siano anche movimenti politici, ma che i vecchi movimenti ideologici non riescano spesso a capire l’importanza dell’ecologia, e anche questo è uno dei motivi che li rende obsoleti
-Occorre accettare come inevitabile il passaggio a un'era diversa, che "non sarà più l'era del petrolio" e "non dovrebbe essere più l'era dell'iper-liberismo"
Petrolio e liberismo camminavano insieme e insieme sono falliti, sono finiti.
Occorre ideare un mondo diverso che ha necessità di una visione diversa.
Il cambio di paradigmi è enorme e occorre una forte immaginazione per arrivarci. Non sarà solo un enorme cambiamento dovuto al mutare delle risorse energetiche, dovrà essere un cambio di mentalità, che avrà ripercussioni enormi sul quadro generale della nostra vita, sulla nostra filosofia generale, sulle nostre abitudini.
Al momento questa rivoluzione è tanto grande che solo pochi riescono a concepirla. Tutti gli altri, alla proposta di un nuovo mondo sostenibile,non più basato sul petrolio e non più dominato dal capitalismo secondo l'ideologia neoliberista, faticano a liberarsi dalle vecchie condizioni e continuano a chiedere se la nuova era garantirà tutto quello che sta sparendo.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:28| 
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-l'era capitalista basata sul neoliberismo, sul predominio di un libero mercato de-regolato, dove spadroneggiano le multinazionali, i gruppi finanziari mandanti dei Governi e i grandi organismi economici internazionali che sono al servizio dei principali gruppi di potere economico, è fallita
-anche se al momento i suoi emissari stanno ancora saccheggiando gli Stati, portandoli alla rovina e dominando le economie con gli strumenti speculativi incontrollati liberati dalle amministrazioni statunitensi, da Reagan in poi e specialmente dal 2008, con le armi dei titoli tossici, del rating, dello spread, delle ricette assassine del Fondo Monetario, dei tagli al welfare e della distruzione dei diritti dei lavoratori e dei cittadini... malgrado tutto questo, il mondo si rende sempre più conto che questo gioco al massacro, per l'avidità senza fine di un pugno di azionisti, è fallimentare e porta alla miseria e alla disperazione un numero crescente di popoli
-l'arma distruttiva delle guerre militari impugnata per secoli dai potentati per rafforzare la propria ricchezza e stroncare le popolazioni, si è trasformato nell'arma letale del sistema bancario e borsistico che affama le Nazioni, abusando di strumenti finanziari e di false rappresentazioni del debito nella distruzione delle democrazie del 1900 e della loro immagine
-sia le ultime guerre militari che le nuove guerre finanziarie hanno sostituito ormai qualunque pianificazione economica e hanno distrutto qualunque autonomia e indipendenza sovrana delle Nazioni per un calderone intollerabile dove solo alcune migliaia di speculatori contano contro tutto il mondo
-ciò che ha dominato l'ultimo secolo è stato prevalentemente il petrolio. La rapina degli Stati è avvenuta per il petrolio, le guerre sono state combattute per il petrolio, una civiltà intera si è modellata sull'uso e abuso del petrolio. Ora il petrolio ha passato il suo picco e sarà sempre meno e la sua estrazione sempre più costosa

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:27| 
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Casaleggio diceva: "Il mondo dell'informazione sta cambiando molto rapidamente. In realtà i giornali non solo non hanno futuro ma, spesso non hanno neanche un passato. Molti giornali, soprattutto negli Stati Uniti dove la rete è maggiormente diffusa,hanno già chiuso per la versione on line e per la versione off line.
Il trend è quello di spostare sempre più l'informazione verso i contenuti e non verso la struttura. Se noi pensiamo al giornale, questo è un palinsesto: ha un comitato di redazione, ha degli azionisti. È un'azienda ed e un'azienda anche molto complessa. Se viceversa pensiamo all'informazione on line, immediatamente ragioniamo in termini di contenuto, non di testata..Se si valuta il futuro, secondo me è corretto valutarlo in termini di maggiore qualità. Spesso un giornalista dentro un giornale ha dei vincoli:il giornale ha degli azionisti che possono non volere certi contenuti. Sul web la libertà del giornalista è maggiore e anche la sua popolarità, e può diventare un opinion leader.
Alcuni blog sono ormai punti di informazione stimati esattamente come il New York Times o il Financial Times. E la cosa interessante dell'informazione su blog è che i blogger stessi ne fanno parte e possono dare informazioni o opinioni o idee anche migliori di quelle del blog stesso. E' una tendenza irreversibile che in futuro ci sia sempre più spazio per inchieste nate on line e per opinion leader che potranno essere indipendenti attraverso la rete.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:24| 
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Da un libro di Grillo/Casaleggio: "È in corso una guerra tra due mondi, tra due diverse concezioni della realtà. Può apparire lenta, quasi impercettibile, invece è feroce e sempre più rapida, con avanzamenti improvvisi. È nascosta dai media, temuta dai politici, contrastata dalle organizzazioni internazionali, avversata dalle multinazionali.
Questa guerra totale, che coinvolge ogni aspetto della nostra vita e mette in discussione strutture economiche e sociali date per scontate da secoli, è dovuta alla diffusione della Rete.
Il mondo sta cambiando. I movimenti spontanei stanno emergendo ovunque sostituendosi ai partiti, dall'Islanda alla Svezia, dal Partito dei Pirati tedesco agli Indignados spagnoli, fino al MoVimento 5 Stelle italiano nato in Rete.
I giornali stanno scomparendo, poi verrà il turno delle televisioni, seguite dai libri. Entro 10 o 20 anni saranno considerati alla stregua di specie estinte.
La Rete è un'opportunità unica per creare "un'intelligenza collettiva" che possa affrontare i problemi della società permettendo a ciascuno di partecipare alle scelte che lo riguardano.
"Siamo in guerra" per una nuova politica".
Quando gli internauti saranno tanti, «la Rete condizionerà il potere e cambierà le forme di rappresentanza democratica. Passando dalla delega alla partecipazione diretta». Siamo solo all'inizio «Gli Usa sono davanti anni luce e noi siamo il fanalino di coda dell'Europa»

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:24| 
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La scelta culturale che andrebbe seriamente discussa è: Lo Stato puo'/deve fare business sui beni culturali? Qualunque sia la risposta tutte le istituzioni non sono palesemente in grado di gestire l'immenso patrimonio italiano. Gli interventi di questi sapidi anziani signori, protagonisti, complici, o pure inadeguati personaggi, dello sfascio che abbiamo sotto gli occhi ci piacerebbe non venissero pubblicati. Se il fine del turismo è quello che vediamo, trasformare le città e i centri storici, spopolandoli dai residenti, in ignobili b&b e "lasvegas del poraccinoi", possiamo pure tenerci Franceschini e consorte, per arrivare allo sfascio più totale. Il turismo viaggia con la cultura, non è lì il problema, se dividere ministeri per creare ancora centri di potere da gestire. Se la scuola non funziona, un popolo di ignoranti che trasmigra da un colosseo a un bar, usufruendone come fosse la stessa cosa significa che le vittime siamo e saremo sempre noi cittadini.

A L., roma Commentatore certificato 29.08.17 10:23| 
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"Internet è una rivoluzione. Non un semplice prodotto che può aiutarci a vivere meglio la vita di sempre o a lavorare meglio nello stile di sempre. Internet deve, necessariamente, portare ad una vera e propria trasformazione radicale delle aziende, dei prodotti, delle relazioni umane e aziendali. E' questa l'idea forte di Casaleggio, che ispira le sue riflessioni, le sue denunce, la sua prefigurazione di possibili scenari futuri..a cambiare non sarà solo la superficie, ma la sostanza delle cose".

Beppe Grillo

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:22| 
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Il mondo è mosso dalle IDEE, e, se riusciremo ad attivare un numero abbastanza ampio di menti pensanti, anche una maggiore democrazia sarà più vicina perché una mente che pensa soggiace peggio a ogni dittatura.
Non c’è solo la rivoluzione armata, come credeva Marx: la rivoluzione maggiore che le masse possano fare è quella del pensiero. Un uomo che pensa e riesce ad usare bene il suo pensiero ha già fatto forti passi sul cammino della libertà.
La rete ha fatto parlare i contadini oppressi della rivolta del Chiapas, ha sostenuto la causa degli studenti di piazza Tienanmen, ha mettere Sarajevo in collegamento col mondo durante la guerra in Bosnia, ha permesso la cattura degli assassini del leader ecologista brasiliano Chico Mendes, ha aiutato le rivoluzioni dell’Egitto, della Libia, del Barhrein, diffonde il dolore dei rivoltosi della Siria.
La rete è la voce del villaggio globale e mai come sulla rete gli oppressi si sono sentiti uniti in una battaglia comune.
Domani, se questa battaglia andrà avanti, la rete sarà la voce di una nuova democrazia, non elitaria ed esclusiva nelle mani di una casta di potere, ma finalmente partecipata e nella disponibilità di tutti.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:20| 
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Il fiorire di siti aperti e rinnovabili come wikipedia o youtube a forte funzione informativa e i blog con l’elemento della socialità hanno creato nuovi tipi di rapporti umani di grande interesse, soprattutto per portare avanti un discorso politico, ricreando le basi dell'agorà antica, quel dibattito nella comunità umana, che è, solo, produttivo di democrazia.
Ciò è importante dunque per un discorso politico, creando la piazza virtuale, una novità di grande interesse nel solipsismo di vite che non trovano più spazi comuni per una condivisione di intenti, mentre il consumismo e il liberismo tendono ad appiattirle in una massa senza nome.
Il web, dunque, è un progresso nell’informazione e nell’apprendimento ma anche nella democrazia.
A differenza delle enciclopedie illuministiche che avrebbero dovuto divulgare la conoscenza come strumento politico di parificazione sociale, i blog adempiono a un altro scopo: permettono al pensiero di articolarsi in modo dialettico, compito non facile per chi non è abituato a sintetizzarlo in modo efficace e non sa dibattere con un avversario ideologico, ma compito utilissimo che con un esercizio quotidiano finisce col migliorare l’espressione, l’uso delle parole e quindi del pensiero, la forza incisiva, il desiderio di farsi capire, l’amor proprio, il pensiero che si fa volontà.
Come in uno specchio, il blog rimanda l’immagine sempre più chiara di se stessa, precisa l’identità di ognuno e la mette alla prova nel confronto con gli altri, confronto che può essere molto duro ma in cui uno può crescere e imparare anche da un punto di vista di carattere. Per cui oltre che informativo il web può essere formativo, una scuola di vita come un’altra. E proprio per questo la frequentazione di un blog può attirare molto come una palestra dove ci si cimenta ma anche si creano squadre, in una trasformazione e auto trasformazione continua che è essa stessa scuola di democrazia.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:19| 
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Nella storia dell’occidente cristiano, ciò che sblocca il fiume dell’apprendimento chiuso di enclave e lo allarga alla comunità umana non è la rinascita artistica e individuale del Rinascimento, ancora elitaria e circoscritta, ma piuttosto l’enciclopedismo illuministico, con la sua pretesa di divulgare lo scibile umano ai non indotti. L’enciclopedismo è una caratteristica della nostra civiltà. A questo slancio democratico verso la divulgazione del sapere che da patrimonio di pochi diventa possibilità di tutti, il web regala la facilità e la rapidità del sapere facilmente rintracciabile, che non si paga e non si compra, ma semplicemente è lì per chiunque voglia accedervi, un sapere diventato finalmente famigliare e domestico, accessibile, facilmente consultabile, rapidissimo e puntuale.
Un accesso così immediato e gratuito ha effetti sconvolgenti sulle conoscenze personali, e ancor più spezza quell’atteggiamento di sudditanza e minorità che esisteva quando il sapere compariva solo nella forma cartacea del libro costoso e pregiato e perciò di difficile accesso, per cui la stampa di Gutemberg prima e il pc dopo hanno avuto l’altissimo merito di divulgare la cultura, alzando il livello del sapere diffuso.
Lo scibile a portata di tutti ha migliorato il gap tra chi ha potuto studiare e chi non ha potuto ma ha abbastanza capacità di sapersi cercare le informazioni. La conoscenza, oggi, non è più qualcosa di raro e lontano, ma ognuno, con un minimo di basi e un po’ di buona volontà sul web può trovare di tutto.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 29.08.17 10:18| 
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E' da tempo che penso che i privati si avvalgono delle risorse pubbliche per far guadagni e business, con la scusa che il pubblico non funziona. Guardacaso dopo che la stampa, in ogni occasione denigra e spara fango contro le gestioni pubbliche. Curiosamente lasciate senza controlli e in mano a incapaci.
Questo è confermato alla fine di questo articolo, quando si legge che i servizi museali non vanno a gara da decenni e a gestirli sono società di e cooperative di Berlusconi e Letta.
Il partito di Berlusconi, il pd, la Lega ecc. non sono stati in grado di governare l'Italia, non sono stati in grado di difendere i beni della nostra repubblica e gli interessi degli italiani, ma soltanto i propri.

Veronica2 29.08.17 09:51| 
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