Il Blog delle Stelle
#ProgrammaSicurezza - La Sicurezza dello spazio cibernetico

#ProgrammaSicurezza - La Sicurezza dello spazio cibernetico

Author di MoVimento 5 Stelle
Dona
  • 65

di Pierluigi Paganini

Decidere gli standard di sicurezza collettivi ed individuali, può influire sugli stili di vita che conduciamo e sull’intero impianto democratico del nostro Paese. In primo luogo, possiamo dire che la condizione principale per definire un determinato sistema “sicuro” è quella di prevenire o attenuare i rischi che potrebbero comprometterne l’integrità.
Oggi affronteremo i temi della cyber-security, un settore sempre più rilevante nell’attuale contesto geopolitico. Quando parliamo di cyberspazio stiamo parlando semplicemente dell’insieme delle infrastrutture informatiche interconnesse, comprensiva di hardware, software, dati ed utenti e delle relazioni logiche stabilite tra di essi.

Dal punto di vista della sicurezza, è necessario osservare l’uomo da tre differenti punti di vista, analizzarlo nella sua dimensione sociale di singolo, in quella economica di azienda e politica di governo.
Riferendoci alla prima dimensione, il singolo individuo ha oggi la possibilità di poter attingere ad una enorme mole di dati attraverso l’utilizzo, ad esempio, di uno smartphone o di un tablet può organizzare il proprio tempo, informarsi con fonti dirette ed indirette, condividere con gli altri le proprie informazioni, diffondere idee politiche, misurare istantaneamente i valori medici, socializzare con utenti che hanno interessi affini, acquistare, comprare e regalare determinati prodotti o servizi senza alcuna intermediazione, né limite linguistico e geografico.

Ne consegue che se iniziamo a pensare alla quantità ed alla qualità dei dati che destiniamo ai fornitori di un qualsivoglia servizio digitale ci rendiamo immediatamente conto che alcuni di essi possiedono informazioni che aumentano di gran lunga il nostro grado di vulnerabilità. La più grande sfida del singolo diventa quindi trovare una dimensione individuale in cui l’accesso alla tecnologia e la tutela dei propri diritti possano creare un equilibrio che minimizzi la probabilità di subire danni di tipo sociale, economico e politico.

La rapida evoluzione delle tecnologie ha infatti avuto un profondo impatto sulla nostra società e sulle nostre vite. La presenza di reti wireless a cui si può accedere praticamente ovunque ha incoraggiato la diffusione capillare di dispositivi in grado di connettersi alla rete: dai tablet ai cellulari fino ai più recenti wearable devices, oggetti tradizionali come l'orologio o gli occhiali che possono connettersi al web.
Ma collegarsi alla rete, oltre a permettere l'accesso a una mole enorme di informazioni e possibilità rende anche i nostri dispositivi potenzialmente vulnerabili, con tutto quello che contengono, dai dati personali, ai profili sui social network, fino agli accessi ai servizi di online banking.

Questo accade sia per i singoli che per le grandi realtà aziendali, come le banche, le società energetiche o gli ospedali, che usano la rete per scambiare informazioni, organizzare la fornitura dei servizi, coordinare le attività.
La seconda dimensione, infatti, che l’uomo vive nelle economie moderne è quella aziendale. L’informatizzazione dei processi di ricerca, analisi, produzione, vendita, distribuzione, comunicazione, contabilità e sicurezza è ormai concretamente possibile anche per le piccole e medie imprese. L’azienda però, come nel caso del singolo individuo, se non difenderà le proprie informazioni da intrusioni indesiderate, si renderà molto vulnerabile ai competitor di una gara ormai globale.
Sono quotidiane le notizie di reato riguardanti la violazione di database aziendali, conti correnti, documenti riservati, progetti in via di sviluppo e, per quanto l’esperienza ci dica che l’uomo rimane necessariamente il fattore di maggiore criticità, questo evidenzia quanto il cyberspazio in tutte le sue forme sia ancora molto vulnerabile nel suo insieme. Basti pensare al cyber attacco di poco tempo fa definito Wanna Cry, dove lo sblocco dei dati era possibile solo mediante il pagamento di un riscatto esclusivamente in bitcoin, la valuta meno rintracciabile del mondo.

In altre parole l'accesso a internet ci apre al mondo, ma rende le persone, le aziende e le istituzioni potenzialmente esposte a rischi di truffa, furto di informazioni o sabotaggio. Il pericolo non va assolutamente sottovalutato.
La vulnerabilità dei sistemi informatici consente di accedere in pochi secondi a segreti industriali, brevetti e innovazioni che hanno richiesto anni di ricerca. Il crimine informatico può decretare il fallimento di aziende e quindi danni economici enormi. Per le nostre piccole e medie imprese, che puntano sull'innovazione come elemento di sviluppo, il danno potenziale può essere incalcolabile.
La correlazione tra prosperità economica di un Paese e la qualità delle sue infrastrutture cyber sarà sempre più stretta e l'Italia dovrà quindi puntare sempre di più su alti standard di cyber-security nella società, nel sistema industriale e nella pubblica amministrazione.
Infatti non sono a rischio solo le persone e le aziende, anche la sicurezza nazionale può potenzialmente essere messa in pericolo. Si pensi alle conseguenze che potrebbero derivare dall'alterazione dei sistemi che regolano il trasporto, le reti energetiche o i sistemi di comando e controllo militari.

Una simulazione recente ha stimato che, in caso di attacco alla rete elettrica, un black-out energetico che duri qualche settimana, determinerebbe un collasso totale dell'intero sistema Paese, producendo danni, anche in termini di vite umane, paragonabile a quello di un'aggressione militare su larga scala.
Non stiamo parlando di un futuro lontano o di uno scenario da saga fantascientifica. Il cyber crimine è una realtà in continua crescita e ad essere prese di mira dai criminali informatici sono sempre più spesso le infrastrutture critiche, come appunto le reti di distribuzione dell'energia e quelle di telecomunicazione.
La terza ed ultima dimensione dell’azione umana che va considerata infatti è quella politica decisionale: il governo.

In Italia il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è gestito direttamente dal Presidente del Consiglio che, sentito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, attraverso l’Autorità delegata detta le linee guida a tutto il comparto. Il cervellone che si occupa di ricercare, analizzare ed elaborare le informazioni richieste dal decisore politico si chiama Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e da esso dipendono quelli che una volta erano i Servizi informativi civili e militari (SISDE e SISMI) e che oggi sono stati suddivisi per competenze principalmente territoriali tra Agenzia informazioni e sicurezza interna ed Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISI e AISE).

Sviluppare nuove capacità e nuovi strumenti per migliorare la sicurezza cyber del sistema Paese rappresenta quindi una sfida di grande importanza per la crescita, il benessere e la sicurezza nazionale e quindi dei cittadini, che non può più essere rimandata.
Solo se l’individuo, l’azienda e lo Stato riusciranno a coordinare delle azioni di prevenzione, svilupperemo un sistema di difesa più sicuro. Delegare la nostra sicurezza agli operatori del settore non è più sufficiente, siamo entrati in una nuova fase dove la cooperazione tra le diverse dimensioni dell’uomo dipendono dalla nostra capacità di diventare parte attiva di una nuova Intelligence collettiva.



Fai una donazione a Rousseau: http://bep.pe/SostieniRousseau e poi annuncialo su Twitter con l'hashtag #IoSostengoRousseau

bannerrousseau.jpg

26 Mag 2017, 10:55 | Scrivi | Commenti (65) | listen_it_it.gifAscolta
Invia il tuo video | Invia ad un amico | Stampa

  • 65


Tags: cyber, m5s, Pierluigi Paganini, programma sicurezza

Commenti

 

its a very nice article, thanks for sharing this.

vinay chouhan 10.06.17 13:02| 
 |
Rispondi al commento

http://www.thefathersday.com

vinay chouhan 10.06.17 13:01| 
 |
Rispondi al commento

Onestamente, non capisco come mai ci facciate scegliere tra tre opzioni che non sono per nulla alternative:
-disciplinare forme di cooperazione tra pubblico e privato nello scambio di dati informatici, al fine di garantire una maggiore sicurezza dell'intero sistema paese
-stanziare maggiori risorse pubbliche nell'ambito della cyber security
-misure di defiscalizzazione per le aziende che investono sulla sicurezza

Nessuna delle tre esclude nessuna delle altre

Dario Fee, dariofe1986@gmail.com Commentatore certificato 31.05.17 16:05| 
 |
Rispondi al commento

Io mi occupo di queste cose in quanto parte del mio lavoro, purtroppo vedo molte inesattezze e/o conclusioni errate.
Comincio nel dire che uno dei primi problemi, in realtà a mio avviso e' il primo in assoluto, che permettono attacchi informatici (a prescindere che il vettore sia un virus, o un approccio in stile social engineering, o un MITM o che altro) e' la scarsa per non dire nulla alfabetizzazione di chi utilizza questi strumenti: purtroppo non c'è nulla che insegni quali siano le procedure minime di sicurezza per operare in rete, la stragrande maggioranza delle persone si getta a capofitto nei social condividendo molto più di quanto non dovrebbe e non si rende conto del fatto che sta consegnando a non si sa bene chi più dati personali di quanto non creda, senza contare gli attacchi phishing andati a buon fine e tutti i virus che vengono attivati a causa degli allegati che vengono tranquillamente aperti senza un minimo di controllo: tutto questo non va bene, ritengo assolutamente necessaria un'attività di formazione che possa non dico prevenire il 100% dei casi ma quanto meno ridurre sensibilmente questi numeri.
Si parla tanto di sicurezza e di privacy: le due cose non sono compatibili tra loro, chi reclama la privacy illudendosi di essere autonomo nel gestire chi accede a cosa di fatto lascia aperte migliaia (letteralmente) di porte di accesso ai propri dati senza che se ne renda neppure conto e quando se ne sarà accorto sarà troppo tardi... piaccia o no oggi come oggi non basta l'esistenza di un'Autorità come la Polizia Postale in grado di vigilare su questi reati, è anche necessario incrementarla proprio per l'aumento di questa tipologia di reati, non facciamo finta che il problema non esista o, peggio ancora, si pensi che colpirà solo gli altri: oggi come oggi chiunque è a rischio, prendete atto di questa cosa.
Ricapitolando: 1) investire nella formazione, 2) aumentare le risorse per la Polizia Postale (della quale sarei felice di farne parte).
Grazie.

Angelo Maggio 31.05.17 10:48| 
 |
Rispondi al commento

Il decentramento implicito nella crescita frattalica della rete non sempre è a favore dell'azione di resistenza: può essere anche una funzione di Stato. Per esempio, può capitare (e a voi non sembra che capiti?) che la griglia dell'elite fornisca alla popolazione macchine intelligenti ma in realtà semplicemente (non ho scritto esclusivamente) per una strategia di mercato. Più tecnologia è disponibile per il popolo, e più l'elite può insinuarsi negli algoritmi della vita quotidiana. Più tecnologia quindi e più ci sono possibilità che essa diventi un grande mercato di dipendenza.La dipendenza e il consumismo sono la base per l'espansione del mercato. Il drogato notoriamente ha sempre bisogno di averne di più. Queste ovvietà, di cui in parte mi scuso, non hanno ancora chiuso il cerchio come potrebbe parere a prima vista. Non siamo ancora passati da un'apologia della tecnologia ad un attacco contro la tecnologia. Come può apparire una azione di sabotaggio elettronico, ad esempio.
Il problema di cui ci si dovrebbe occupare anche a livello degli specialisti che cominciano a frequentare il Blog, è il seguente: come può il decentramento (sapete cosa si intende?) tecnologico restituire sovranità all'individuo piuttosto che togliergliela?

Di queste "sfumature" vorrei cominciare a leggere anche in questo benemerito blog.

Oreste Grani/Leo Rugens da non confondere da Oreste ***** che non so chi sia in quanto anonimo.

Oreste Grani 28.05.17 13:59| 
 |
Rispondi al commento

Semplicemente Internet non può più essere una giungla dove tutto è permesso, servono parametri di sicurezza e di controllo maggiori, ma è difficile farlo perchè ci sono enormi possibilità al momento di sfuggire alle maglie dei controlli. Crearsi un profilo falso su internet è ancora troppo facile. Penso che sia obbligatoria una collaborazione stretta di tutti i maggiore networks e providers di internet e si scrivano assieme a loro nuove regole più stringenti che facciano sì che la creazione di false identità e la creazione di siti con contenuti pericolosi diventi molto più difficile. Poi è chiaro che la cyber security non può più venire delegata esclusivamente a privati, è lo Stato in prima persona che dovrà occuparsene, sempre di più, condividendo le informazioni con anche gli altri paesi perchè Internet è globale e le minacce in rete sono globali.

Lorenzo P., Cuneo Commentatore certificato 27.05.17 19:38| 
 |
Rispondi al commento

Nel post c'è scritto: "Quando parliamo di cyberspazio stiamo parlando semplicemente dell’insieme delle infrastrutture informatiche interconnesse, comprensiva di hardware, software, dati ed utenti e delle relazioni logiche stabilite tra di essi."

Il cyberspazio (mondo virtuale) è paragonabile allo spazio reale (mondo reale). Nel cyberspazio i pensieri e le azioni viaggiano, sottoforma di dati, tramite software, percorrendo le infrastrutture hardware. Come un uomo che spostandosi da un luogo ad un'altro, percorrendo una strada, fa "muovere" il proprio pensiero.

Il "sistema sicurezza" è caratterizzato almeno tre aspetti:
1) prevenzione
2) vigilanza
3) repressione

I primi due aspetti possono essere svolti in compartecipazione tra Stato e cittadini. Il 3° spetta esclusivamente allo Stato.

Ad esempio. Per proteggere il contenuto della mia abitazione posso prevenire i furti installando infissi e porta blindati. Per vigilare, posso installare un'impianto di allarme e delle videocamere.
Allo stesso modo, per proteggere i miei dati, posso prevenire e vigilare i sistemi dagli attacchi installando del software specifico.

Ma, se malauguratamente i ladri dovessero riuscire ad entrarmi in casa o qualcuno dovesse riuscire ad appropriarsi dei miei dati, chi si occuperebbe di identificare il ladro, recuperare eventualmente la regurtiva, arrestarlo e punirlo?

Nel modo reale, alla base del "sistema sicurezza" ci sono le forze di polizia. Anche il mondo cibernetico non può fare a meno dello Stato che faccia prevenzione, vigilanza e repressione/giustizia.
Va bene incentivare gli investimenti e lo sviluppo dei privati per la prevenzione cibernetica ma le risorse dovrebbero essere spese più affinché le forze di polizia siano nelle condizioni di svolgere il loro ruolo anche nel cyberspazio.

Invece, proprio in questi ultimi mesi si sta dando atto aduno scellerato progetto per cancellare la Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Otello Chimenti Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 Commentatore che ha donato a Rousseau 26.05.17 21:54| 
 |
Rispondi al commento

Volevo solo avvisare gli addetti ai lavori che se non ci date ascolto sul tema delle vaccinazioni per aprire un tavolo di confronto qui ci si sta organizzando da soli al di fuori del Movimento... Siete ancora in tempo per battere un colpo, non lasciate i genitori da soli a contrastare il decreto della vergogna!!! Marco

Marco 26.05.17 17:52| 
 |
Rispondi al commento

la sicurezza e la privacy non vanno daccordo.

se vuoi sicurezza devi rinunciare alla libertà nella rete.

preferisco più libertà e gestirmi la sicurezza in proprio anziché delegare la sicurezza a qualcuno che poi la usa come pretesto per la censura e per la propaganda di regime.

la sicurezza comporta l'utilizzo di routere a layer 7 e ciò significa zero libertà e massimo condizionamento e zero neutralità.

già che ci sono mi permetto di ricordare a tutti che chi scrive commenti sull ANSIA viene supercontrollato quindi se volete farlo account anonimo e fatelo da un netcafè.

di sento 26.05.17 16:18| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

oreste ★★★★★ °.°, sp
Hai fatto questo commento: “MI preoccupa questa frase...[..]"in caso di attacco alla rete elettrica, un black-out energetico che duri qualche settimana, determinerebbe un collasso"
...con il fotovoltaico la fonte non verrebbe danneggiata!”

mi dispiace, ma ti devo dare una notizia: la rete italiana, è fatta da produttori, dal fotovoltaico della villetta (2,3, 6 kW, 230 Vac), fino alla centrale di Montalto (3.600.000 kW ) https://it.wikipedia.org/wiki/Centrali_elettriche_in_Italia.
Tutte queste fonti si collegano, alla fine, al circuito elettrico della Terna, che come un cerchio, gira l'Italia; la tensione è di 380.000 – 220.000Volt. C'è pure un ( almeno 1 ) collegamento che collega la Sardegna, dalla Toscana; il collegamento, 25 anni fa, era in CC. Adesso non so.
Tra le fonti e le utenza ( fabbriche, scuole, tu...) ci sono le stazioni, sottostazioni e le cabine di trasformazione; queste ultime trasformano da 20.000 (10.000) a 400/230 Volt.

Allora quando si è colpiti nella rete, seriamente, per esempio se fanno saltare la stazione di bussolengo, altro che settimane, per l'area servita ( Brescia, Verona ecc ); le fabbriche, gli ospedali per un, due mesi potranno chiudere. Resteranno attivi solo le realtà dotati di gruppo elettrogeno [esempio : http://www.laserindustries.it/]

Prima di parlare, informati. Chiedi, specialmente a chi ci lavora su queste cose, non su internettttt.

Paolo TV

Paolo Z., Crocetta Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 26.05.17 16:04| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

.2
e forse non saremmo immersi in questa lunga notte

Ma come fanno loro a pagare meno di noi?
Queste aziende utilizzano pratiche di elusione fiscale,attraverso forme di “tax ruling” (accordi preventivi con i Paesi che permettono di trasferire gli utili e pagare meno tasse)e usando società di facciata dislocate nelle cosiddette “isole del tesoro”,che a volte sono località lontane(come Panama,le isole Cayman o Bermuda), mentre spesso sono Paesi che fanno parte della nostra stessa Europa(ad es. Regno Unito, Irlanda,Lussemburgo,Olanda e Malta)
In queste ore è partita la campagna “Think different,pay in Italy” e il 1° Giugno saremo (insieme a Sx Italiana,a Possibile e ai ricercatori di Oxfam)davanti all’Apple Store di Torino,perché ogni 1° del mese festeggeremo “Robin Hood e i giorni della redistribuzione” davanti ai luoghi simbolo dell’ingiustizia fiscale
Cosa chiederemo?
Che l'Ue istituisca al più presto l'obbligo per le multinazionali di rendicontare pubblicamente le tasse che pagano Paese per Paese nelle giurisdizioni in cui sono presenti,e che siano varate norme comuni per la tassazione delle imprese.I governi europei devono inoltre definire sanzioni efficaci contro i paradisi fiscali e contro le imprese che vi sono stabilite e smettere di competere tra di loro abbassando artificialmente le tasse per singoli e multinazionali,per sottrarre proventi fiscali ad altri Paesi.
In questo senso l'Italia ha offerto recentemente un es.molto negativo:la vergognosa “Flat tax” introdotta dal governo italiano per i residenti stranieri ad alto reddito è una misura profondamente sbagliata,dannosa per i normali contribuenti e sleale verso gli altri Paesi e i partner europei.
E infine chiediamo che i redditi di impresa delle multinazionali del digitale siano tassati nei Paesi in cui vengono generati,non attraverso la “web tax” proposta da alcuni e che profuma di condono,bensì attraverso attraverso una vera “digital tax” che farebbe recuperare all’Italia fra i 2 e i 3 mld di e

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 26.05.17 15:45| 
 |
Rispondi al commento

RIAPRE LO ZOO A TORINO??? DIO MIO NON RIUSCIAMO AD ESSERE COERENTI NEANCHE SU QUESTO?

Claudio G., Olbia Commentatore certificato 26.05.17 15:43| 
 |
Rispondi al commento

.1
Basta offshore, basta elusione fiscale
Marco Grimaldi
240 mld di dollari: è il costo annuale dell’elusione fiscale delle multinazionali a danno dei Paesi in tutto il mondo secondo le stime di Oxfam International.
1.000 mld di euro: è la perdita totale stimata per gli Stati dell'Unione Europea derivante da pratiche di evasione ed elusione fiscale da parte di singoli e multinazionali.
170 mld di dollari: sono le entrate perse ogni anno dai Paesi poveri per colpa delle pratiche di abuso fiscale di individui e grandi corporation.
I recenti scandali, come Panama Papers e Luxleaks, hanno portato di fronte agli occhi dei cittadini europei la gravità e l’enorme dimensione dei fenomeni di evasione ed elusione fiscale che aumentano le disuguaglianze, sottraggono risorse necessarie agli Stati per investimenti e servizi pubblici e alimentano una situazione di concorrenza sleale verso le imprese oneste.
Questa situazione riguarda in maniera evidente alcune grandi multinazionali dell'economia digitale. I rapporti di Ue, Ocse ed enti indipendenti dicono che tali imprese versano in Italia meno dello 0,1% di tasse: 9 milioni versati a fronte di un mercato digitale che vale più di 11 mld, in cui sono egemoni.
Di fatto a pagare le tasse siamo noi lavoratori, partite Iva, piccoli e medi imprenditori, che non possiamo spostare la nostra sede legale o fiscale all’estero.Quando leggiamo che la pressione fiscale è al 42,3%,significa che per ogni multinazionale che paga lo 0,1% ci sono migliaia di cittadini che pagano il 45,il 48 o il 50% di tasse.
Se in questi anni l’Europa e i principali partiti europei avessero mostrato la stessa severità e “austerità” che hanno riversato sul popolo greco e sullo stato sociale italiano verso le multinazionali del digitale, le corporation, le banche,i re della moda e dell’elusione, se avessero chiesto indietro le ingenti somme di tasse non versate detenute nei cosiddetti paradisi fiscali,sicuramente avremmo avuto più risorse da ridistribuire

segue

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 26.05.17 15:41| 
 |
Rispondi al commento

@Max:
-concordo con la necessita' di introdurre una qualche forma di "perdono giudiziale" ove l'opera di una divulgazione di dati protetti risulti in una rilevazione di un reato .

-vi e' una fondamentale differenza fra Italia ed USA: l'infrastruttura USA e' totalmente privata di proprieta' e di controllo, quella Italiana e' (e deve essere) in controllo dello stato .

-Come per le armi: i dati sono le armi di oggi. In USA libere da noi no . Sono scelte che nascono dalla differente costituzione e differente etica dei popoli.

Conoscendo i miei polli faccio proposte che possano funzionare QUI.

Aldo Masotti, Verona Commentatore certificato 26.05.17 15:36| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Che bello ! Sono qui a ascoltare la mia cantante preferita : Ariana ! Mi sembra un sogno , mia madre non voleva che ci venissi perchè sono piccola diceva . Piccola a dodici anni ! Mamma , ormai sono grande , capisco la vita e i pericoli ! Non do confidenza a nessuno per strada e poi sono con le mie amiche ! Stai tranquilla , che può succed...................

vincenzodigiorgio 26.05.17 15:35| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Rispondo ad alcuni sotto:

-il virus recentemente attivatosi non ha fatto quasi nulla in Italia in quanto non vi e' una rete univoca affidata alle grandi multinazionali .
Sopratutto gli ospedali sono dotati di tanti software differenti quanti sono i politici locali a cui va assunto un cugino .

-la politica invece si riempie la bocca di "cyber sicurezza" senza sapere di cosa si tratta "REALMENTE" perche' vi intravvede una potenzialita' di appalti e magna magna

-come nel caso del turismo mettere in sicurezza la struttura informatica dell'Italia si fa facendo funzionare tutto quello che non funziona e che NON e' informatica.

-Un discorso a parte meritano strutture ab-normi come SOGEI e CINECA , ma non e' "sicurezza informatica" ma "buonsenso informatico" .

Aldo Masotti, Verona Commentatore certificato 26.05.17 15:28| 
 |
Rispondi al commento

Argomento attuale, post di totale ovvieta'.

PROPOSTA
Istituzione del concetto giuridico di "CONFINE INFORMATICO" cioe' "l'ultimo router in territorio italiano oltre il quale si raggiunge un router giuridicamente posizionato in territorio non Italiano."

Il "giuridicamente" mette sotto il concetto i router satellitari .

Il "CONFINE INFORMATICO" e' presidiato dagli organi dello stato in analogia del confine fisico .

Registrando 1 mese di pacchetti (cosa fattibile) sara' sempre possibile scavare e trovare chi delinque usando IP "estero rivestiti" .

A livello giuridico va definita la competenza del giudice in rapporto al livello ISO-OSI per la ricerca sulle registrazioni .

A livello giuridico vanno definite le protezioni dei vari livelli ISO-OSI in funzione della "privacy" .

Speriamo che qualcuno capisca.


Aldo Masotti, Verona Commentatore certificato 26.05.17 15:19| 
 |
Rispondi al commento

...i ''sistemi'' sono ''linguaggi''..Basta saperci ''parlare'' ed essi ''collaborano''...


https://books.google.it/books?id=A-vSgDM7ipcC&pg=PA270&lpg=PA270&dq=stringa nociva&source=bl&ots=xZqFIO9EPB&sig=fUzVuGijMOiX2jmekv3RSvvgAek&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiapoXwxo3UAhVoB8AKHciiBWgQ6AEIIDAB


Tony 26.05.17 14:37| 
 |
Rispondi al commento

Ho letto che in Inghilterra il virus Wannacry ha fatto danni enormi negli ospedali perché i software non erano aggiornati.
In Italia quel virus non avrebbe comunque potuto attecchire (non lo sapremo mai se ci hanno provato) perché gli ospedali italiani hanno dei software arretrati.
L'arretratezza informatica come miglior antivirus o, piuttosto, il fatto che in Italia esiste ancora un controllo umano sui sistemi?

Teresa, Bari 26.05.17 14:34| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Anche se non centra niente con la sicurezza dello spazio cibernetico ma visto che si è affrontato l'argomento, vorrei dire che Io sono per le vaccinazioni. Sono una conquista della scienza medica e dobbiamo riconoscere il grande beneficio che ne è derivato per l'umanita'. Non so se dietro a tutto cio' vi sia il busines delle case farmaceutiche, ma a parte questo i vaccini sono importantissimi. Forse, ma senza essere competente in materia, avrei frazionato un po' la vaccinazione facendola in piu' riprese perchè 12 ceppi virali mi sembrano un po' troppi da fare in un colpo solo, pero' ripeto non sono competente in materia. In ogni caso chi propende per non fare vaccinare i FIGLI DEGLI ALTRI , secondo il mio modesto parere, è un ciarlatano.

Carlo A., forli' Commentatore certificato 26.05.17 13:48| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento
Discussione

A proposito di sicurezza...

https://aurorasito.wordpress.com/2017/05/25/il-governo-inglese-protegge-i-terroristi-di-manchester/

Giovanni Antonio 26.05.17 13:44| 
 |
Rispondi al commento

cracker..chi manomette sistemi informatici, grazie alle sue conoscenze tipiche di un hacker..

Tony 26.05.17 13:40| 
 |
Rispondi al commento

Il problema dei problemi

La Sicurezza dello spazio cibernetico mi sembra secondaria rispetto all'insicurezza che percepiamo noi cittadini, tutti i giorni, in tutta Italia, a causa della mala gestione dell'immigrazione. Gente disperata che rende disperati anche coloro che li accolgono.

A parte il papa, lauretta mia e qualche intellettualoide di sinistra, la gente è davvero stufa.

Il problema dei problemi è la sicurezza che manca totalmente e che nessun politico è, fino ad ora, riuscito a garantire. Tutto il resto sono discorsi preelettorali.

Patty Ghera, Firenze Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 26.05.17 13:28| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

-2
senza alcuna apertura al dialogo e alla comprensione delle critiche. Abbiamo una scoraggiante lista di studi che dimostrano che la vaccinazione è una cattiva idea.
E’ importante notare un punto che viene sempre tralasciato in questa campagna mediatica portata avanti in Italia da televisioni e giornali dove si usa tanta retorica e poco cervello, perché “non si discute sui vaccini” ovvero “non si usa il cervello, si fa il gregge e basta”. La questione degli additivi trovati nei vaccini che non “non sono sostanze per la salute e certamente non appartengono ai neonati o ai bambini”.
Quali sono gli additivi dei vaccini? Thimerosal. E’ composto a base di mercurio che ha la funzione di conservante. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato il collegamento tra mercurio e autismo. Sali di alluminio. Ha la funzione di adiuvante. L’alluminio provoca enormi danni a livello cerebrale. E’ stato dimostrato che è collegato al morbo di Alzheimer.
Formaldeide. Usata per inattivare virus e tossine durante la produzione e viene nella maggior parte eliminata nella fase di purificazione. E’ una nota sostanza cancerogena.
Tessuti di feti umani abortiti nei vaccini
C’è uno studio che mostra la connessione tra autismo e inserimento di feti umani abortiti nei vaccini.
Dai dati rusulta che più del doppio di persone è morto per vaccino contro il morbillo rispetto al morbillo reale…

Da notare che in Francia una decisione simile a quella della Svezia è stata presa all’inizio di quest’anno – il ministro della sanità stava spingendo per i vaccini obbligatori e aumentando il numero di vaccini raccomandati, avevano una commissione e stavano spingendo questa opzione, ma il pubblico e alcuni esperti li persuasero a non farlo.


viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 26.05.17 13:11| 
 |
Rispondi al commento

-1
Il 10 maggio il Parlamento svedese ha respinto 7 proposte che avrebbero promosso le vaccinazioni obbligatorie. Il governo svedese ha deciso infatti che le politiche di vaccinazione forzata sono contrarie ai diritti costituzionali dei loro cittadini.
La Svezia, invece di aderire alla pressione delle aziende farmaceutiche o delle tattiche spaventose dei media mainstream, ha adottato la decisione di rifiutare l’applicazione della vaccinazione obbligatoria ai suoi cittadini. Infatti, un tale mandato, hanno affermato, violerebbe la Costituzione del paese.
Anche altri fattori hanno influenzato questa decisione. Da un lato c’è stata la pressione dei cittadini che hanno manifestato chiaramente il loro dissenso oltraggio al concetto di vaccinazioni forzate. Il testo di uno dei moti relativi alla decisione ha rilevato che i parlamentari avevano osservato “una grande resistenza a tutte le forme di coercizione per quanto riguarda la vaccinazione“.
I politici hanno anche citato alcuni dati dal sistema sanitario svedese (NHF) che hanno rivelato frequenti e “gravi reazioni avverse” al vaccino MMR (morbillo, orecchioni e rosolia) ed hanno osservato che tali reazioni sono specificate anche nel foglietto informativo del vaccino. I politici hanno affermato che siccome i bambini dovrebbero ricevere due dosi di questa vaccinazione, questi considerevoli rischi sarebbero raddoppiati. Inoltre hanno sottolineato che tali rischi non erano limitati al vaccino MMR, ma che altri vaccini causavano “reazioni avverse simili”.
I politici parlamentari hanno sicuramente notato che c’è una massiccia resistenza a tutte le forme di coercizione per quanto riguarda la vaccinazione.
Inoltre, questo deve essere osservato da tutti i paesi che impongono vaccinazioni obbligatorie di bambini e adulti, specialmente in Italia, dove esiste un vero e proprio regime nazista fatto di minacce e ritorsioni a tutti coloro che mettono in dubbio il dogma dei vaccini,

segue

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 26.05.17 13:09| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

----HACKERS PARTIGIANI O BANDITI? IMPARIAMO A DISTINGUERE!----


"In altre parole l'accesso a internet ci apre al mondo, ma rende le persone, le aziende e le istituzioni potenzialmente esposte a rischi di truffa, furto di informazioni o sabotaggio. Il pericolo non va assolutamente sottovalutato."


GIUSTISSIMO! ATTENZIONE PERO' A CHIARIRE!

Chiunque vìoli le leggi che regolano l'accesso a Internet e si introduca illegalmente, surretiziamente in infrastrutture informatiche, in siti web altrui e in PC altrui, violando la cyber-security, non necessariamente è un delinquente, come invece, sempre, le leggi dello Stato dichiarano. Assange e la storia di Wikileaks e Anonymous lo insegnano.

Se non esistessero gli hackers, noi utilizzeremmo ancora il Sistema Operativo Windows MS DOS 6.3 e non esisterebbe Linux e forse Mac costerebbe una cifra almeno doppia alla attuale.
In altri termini, tra gli hackers e i delinquenti esistono le stesse differenze che nel secolo scorso esistevano tra i partigiani e i rapinatori al solo scopo di ottenere profitto per se.

Solo osservando il comportamento di mia moglie davanti al PC, ho capito che siamo noi stessi che ci procuriamo i guai prodotti dai delinquenti e non certo dagli hackers. Ogni massimo due mesi, ero costretto a riformattare il PC di mia moglie, poi, quando le insegnai/imposi alcune semplicissime regole prudenziali, tutto si risolve con un po' di spam e ordinarie scansioni.

IMPARIAMO NOI CITTADINI LE NORMALI REGOLE DI PRUDENZA CHE, SE RISPETTATE, CI METTEREBBERO AL SICURO DI GRAN PARTE DEI PROBLEMI CHE IL SINGOLO CITTADINO SI PROCURA DA SE'. LASCIAMO CHE GLI ACKERS SVOLGANO IL LORO RUOLO DI "SALUTE PUBBLICA"

Eppure, dagli Stati legittimi del tempo, i partigiani erano definiti banditi!

Pensateci!

Max Stirner Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 26.05.17 13:00| 
 |
Rispondi al commento

..sicurezza cibernetica...Staccare allaccio internet...!

Tony 26.05.17 12:51| 
 |
Rispondi al commento

la piu' grande vulnerabilita' per il singolo consiste nel demandare la propria sicurezza agli altri!

giampaolo gottardo, go Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che ha donato a Rousseau 26.05.17 12:47| 
 |
Rispondi al commento

b Montanari
Penso che i vaccini potrebbero essere un’ottima idea se fossero puliti e se fossero spiegati in maniera corretta, cosa che non avviene. Purtroppo ci raccontano un sacco di bugie. Si finge che ci siano delle epidemie di meningite. E’ falso. Però non si dice che non è detto che quel vaccino abbia effetto. La meningite può derivare da diverse fonti.; il meningococco è presente in 13 ceppi. Il vaccino, sempre che funzioni, vale per un ceppo o in casi particolari per 4. Poi ci sono meningiti con altre cause. Per cui raccontare che se si fa il vaccino si è protetti dalla meningite è delinquenziale. Lo stesso vale per tutti i vaccini. Se si guarda la storie delle malattie si vede che dal 1900 al vaccino le malattie infettive erano tutte in calo verticale, quando è entrato il vaccino, si è visto che esso non aveva il minimo effetto sulla discesa naturale della malattia. Lo dicono gli enti di statistica del mondo. I vaccini non hanno avuto il minimo effetti sulle malattie. MAI. IN NESSUN CASO. Ci vacciniamo perché i vaccino sono una enorme causa di guadagno per le case farmaceutiche. Quindi si convince il medico che i vaccini hanno salvato molte vite umane quando storicamente e statisticamente non è vero. Addirittura in Italia la poliomelite ha ripreso ad aumentare dopo l’ingresso dei vaccini. Invece è calata drasticamente quando si è cominciato ad avere acqua pulita, le fogne che funzionavano. Il tetano è calato quando c’è stata una maggiore igiene. Dietro i vaccini ci sono business miliardari che in pochi anni si sono decuplicati. E’ vero che queste società vendono ogni sorta di farmaci ma se i vaccini sono inquinanti, procurano dei malati a vita e questo per le società farmaceutiche equivale a una pensione. Non esiste nessun farmaco che non abbia effetti collaterali.

https://www.youtube.com/watch?v=GJQkHrU6cf0

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 26.05.17 12:20| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

a
Sentite l’intervista al Prof. Stefano Montanari:”Abbiamo cominciato 12 anni fa ad analizzare i vaccini, scoprendo che contengono polveri molto piccole che provocano varie malattie. Una dozzina di anni fa dei tedeschi ci mandarono dei reperti strani. Nel punto di iniezione dei vaccini si formava un gonfiore, guardammo questi reperti e i vaccini che risultarono contenere delle particelle di acciaio, piombo, tungsteno … nessuno si farebbe mai delle iniezioni di piombo. Abbiamo analizzato 19 vaccini e tutte contenevano queste polveri. Negli anni ne abbiamo analizzati 29 (l’ultimo per la meningite) e 27 erano sporchi. L’unico che non era sporco era per i gatti. Queste polveri sono respinte dall’organismo, si forma una infiammazione perché si difende da un corpo estraneo che l’organismo non riesce ad espellere. Alla lunga (decenni) questa infiammazione diventa un cancro. A volte l’incubazione è più lunga della vita umana. Il bambino comincia ad essere ammalato e lo sarà per sempre. Queste polveri possono andare a cervello e vanno a interferire con dei centri cerebrali con varie reazioni negative (ne trovammo anche nella mucca pazza). Noi non sappiamo cosa produce l’autismo però ci sono dei vaccini in cui l’autismo è citato addirittura dal foglietto illustrativo come effetto possibile. Se hanno fatto dei vaccini per gli animali che non contengono queste polveri, vuol dire che li sanno fare. ma se non li hanno fatti per i bambini, ciò vuol dire che le case farmaceutiche si sono premuniti di avere essere umani malaticci tutta la vita. Eppure queste non sono polveri costruite in laboratorio, sono polveri di inquinamento normale. Nel bugiardino del vaccino per la meningite è scritto chiaramente che non sono state fatte prove per vedere se il vaccino funziona o no, cosa che è comune in parecchi altri vaccini. In tutti i vaccini ci sono degli inquinanti. Io non mi vaccino perché questi inquinanti non li voglio.

segue

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 26.05.17 12:19| 
 |
Rispondi al commento

Questa mattina un PI-DIOTA mi ha detto :
i5s sono sempre in TV!
hahahha..questo è proprio rincoglionito.
Ma quanti ce ne sono ancora così messi male!
Dentro di me l'ho mandato a.....!

oreste ★★★★★ °.°, sp Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee 26.05.17 12:14| 
 |
Rispondi al commento

_________


_________


....con i soldi che spendono per una cena del G7 o i soldi spesi per la sicurezza del G7 o i soldi persi per mancata produzione nel paese per colpa del G7...

ci potrebbero ricostruire Amatrice Castelluccio Pescara del Tronto Arquata ecc.....

e l'ipocrisia del rappresentante della UE di Brussel che dice che parlerà dei rifugiati ed emigranti...

...proprio lui che bombarda la Libia la Siria e in tutto il Medio Oriente insieme al G7 che ha provocato tutti questi profughi !

Buffoni assassini !

andatevene a casa vostra e mangiatevi i vostri prodotti al OGM (GMO) invece che i naccheroni Siciliani !

John Buatti 26.05.17 12:11| 
 |
Rispondi al commento

In tema di Sicurezza e di Insicurezza,
mi permetto di postare alcuni dati su ISIS “Islamic State of Iraq and Syria”.

Le origini di ISIS risalgono ad "al-Qa'ida in Iraq" (rinominata "Stato Islamico dell'Iraq" dal 2006 al 2013) fondata da Abu Mus'ab al-Zarqawi nel 2004 per combattere l'occupazione dell'Iraq (iniziata nel 2003) da parte di una coalizione multinazionale guidata dagli USA
e il governo iracheno sciita sostenuto dagli USA dopo il rovesciamento di Saddam Hussein (accusato, falsamente, dagli USA di volersi dotare di armi di distruzione di massa).

Mi domando, di quale Sicurezza parliamo, e per chi?
A quanto ammonta realmente la massa di persone distrutta ad oggi dalle armi degi USA (..e getta?)
http://www.lastampa.it/2017/05/26/esteri/siria-civili-uccisi-in-un-raid-antiisis-jYEZdyvBDbiYSn2NrnmWWL/pagina.html

Lorella L. 26.05.17 11:57| 
 |
Rispondi al commento

Verità per Giulio Regeni

Erica 26.05.17 11:49| 
 |
Rispondi al commento

QUELLO CHE NON CI DICONO SUI VACCINI

Magari sarebbe bene sapere che:
in Giappone il vaccino contro il papilloma virus è stato introdotto in aprile e ritirato nel giugno dello stesso anno o che dal 1993 non si fa più il trivalente perché giapponesi lo ritengano pericoloso;

http://www.japantimes.co.jp/opinion/2013/06/14/editorials/hpv-vaccine-raises-questions/#.U8zsOPldV8E

che negli USA l'ordine dei pediatri ha pubblicato una nota con preoccupazioni per le reazioni avverse sempre al vaccino contro l'HPV;

https://www.acpeds.org/the-college-speaks/position-statements/health-issues/new-concerns-about-the-human-papillomavirus-vaccine

stessa cosa in Inghilterra

http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/thousands-of-teenage-girls-report-feeling-seriously-ill-after-routine-school-cancer-vaccination-10286876.html

che in Svezia il 10 maggio il parlamento ha votato CONTRO l'obbligatorietà dei vaccini per i rischi oltre che per l'anticostituzionalità dell'obbligo sanitario

http://www.thenhf.se/riksdagen-rostade-nej-till-alla-vaccinmotioner/

http://yournewswire.com/sweden-and-finland-comply-with-russia-military-demands/

Ma se un medico in Italia dice questo, viene radiato!!

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 26.05.17 11:26| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

thanks for sharing this, its a useful information, keep up the good work.

sunil pareek 26.05.17 11:22| 
 |
Rispondi al commento

340.000 di arredo nuovo per l'ufficio della Boschi.
Poi a noi ci chiedono dov'è che troveremmo i soldi per il reddito minimo di cittadinanza!!!

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 26.05.17 11:18| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

2
L’Italia, mediante una decisione presa a Washington e non certo dal nostro Stato sovrano, è stata eletta capofila e apripista della nuova strategia mondiale di vaccinazione coatta (Global health security agenda). Il capitale controlla in modo totalizzante la vita.
Nessuno si chiede come mai di 40 Paesi l'Italia sola viene scelta per una vaccinazione su larga scala? Nessuno si chiede quale sovranità e quale democrazia ci siano rimaste quando il Governo, senza sentire il parere di nessuno, fa un atto legislativo così opprimente e di cui nessuno sentiva la necessità? Nessuno si chiede se questo è un Governo per l'Italia o un Governo servo delle multinazionali per fare gli interessi di queste?

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 26.05.17 11:11| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

1
E così il Governo Renzi-bis decide (come già aveva deciso Renzi primus) di imporre 12 vaccini obbligatori (che poi sono 14), cioè decide di inoculare in forma leggera l'enorme botta di 14 malattie di cui alcune gravissime nel delicatissimo organismo di un bambino piccolo, col rischio di gravi danni e anche della morte (già 1334 sono stati gravemente danneggiati e 41 sono morti, già coi 4 vaccini precedenti), e questa cosa gravissima la fa il nostro Paese, unico al mondo! Lo fa con decreto mentre mancano tutte le condizioni di nececcità e di urgenza previste costituzionalmente per i decreti che sono diventati ormai la scorciatoi dei cattivi Governi non democratici. Lo fa gravando la legge di pene fortissime come la non iscrizione a scuola, multe fino a 7500 euro e addirittura la sospensione della patria potestà. Lo fa senza nemmeno sentire le Regioni a cui spetterà o sobbarcarsi l'enorme spesa o trasferirla sulle famiglie (quando solo uno di questi vaccini costa 306 euro!). Mentre in tutti i Paesi civili non esiste nessun vaccino obbligatorio e solo nei Paesi dell'est ne troviamo con 4. E, cosa ancora più grave, non lo fa per eccessiva preoccupazione per la nostra salute, ma perché gli viene ordinato dalle multinazionali del farmaco che vogliono massimare i loro profitti!
PERCHE' SONO STATE LE MULTINAZIONALI A ORDINARE I 12 VACCINI AL GOVERNO ITALIANO
“L’Italia guiderà nei prossimi 5 anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. È quanto deciso al Global health security agenda (Ghsa) che si è svolto il 19 maggio scorso alla Casa Bianca. Il nostro Paese, rappresentato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, accompagnata dal Presidente dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) prof. Sergio Pecorelli, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche l’ex presidente USA Barack Obama” .

segue

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 26.05.17 11:10| 
 |
Rispondi al commento

MI preoccupa questa frase...[..]"in caso di attacco alla rete elettrica, un black-out energetico che duri qualche settimana, determinerebbe un collasso"
...con il fotovoltaico la fonte non verrebbe danneggiata!

oreste ★★★★★ °.°, sp Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee 26.05.17 11:10| 
 |
Rispondi al commento

Teresa, Bari mi hai risposto ieri, 25.05.17 19:19
"Una donna in un gruppo di uomini è trattata come una principessa"( avevo scritto in un commento)
La tua risposta “Forse perché gli uomini fanno a gara per fottersela?”

Forse sei una suora, e vecchia.
Adesso, da me, i giovani bellocci, o simpatici, non hanno difficoltà a fare sesso. Anzi, troppa richiesta. E mi risulta anche in Lombardia, Emilia, Lazio, ecc. Ah, sono un padre, di 2 ragazzi e 1 ragazza, pertanto posso valutare i miei tempi con i tempi attuali.
Le donne bruttine e poco simpatiche, poverine, qui da me, hanno le ragnatele nel sesso, se non la sciacquano ; non è come i maschi nati fino agli anni '70, che bastava che una donna la dava via, e c'era la fila; bastava darla, non serviva essere bella o brutta; infatti fino a qualche decennio fa, c'era il detto “ belle o brutte, si sposan tutte”.

Pertanto, sempre da il mio pulpito da trasfertista/cinquantenne, ti dico che se una donna è in un gruppo di, esempio, lavoro, è trattata moolto bene; l'inverso è una jattura per l'uomo, che non sa come difendersi da punzecchiature, dispettini.

Ovviamente le storie di sesso fra colleghi si sprecano, dalle cliniche alle aziende di fungicultura. Ma questo è un'altro argomento.

Paolo TV

Paolo Z., Crocetta Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 26.05.17 10:50| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

ecco và .. voliamo nello spazio ciber .. che è meglio ..

antonello c., pescara Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 26.05.17 10:39| 
 |
Rispondi al commento



Inserisci il tuo commento

Il Blog di Beppe Grillo è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Beppe Grillo

Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email
- messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Non è possibile copiare e incollare commenti di altri nel proprio.
Per rispondere ad un commento è necessario utilizzare la funzione "Rispondi al commento"

Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

La lunghezza massima dei commenti è di 2000 caratteri
Se hai dei dubbi leggi "Come usare il blog".


 

Invia un commento

Invia un commento certificato





Memorizza i miei dati?

*Campi obbligatori




Numero di caratteri disponibili:      




   


Inserisci il tuo video

Invia un video

Invia un video certificato





Memorizza i miei dati?

*Campi obbligatori











Informativa Privacy (art.13 D.Lgs. 196/2003): i dati che i partecipanti al Blog conferiscono all'atto della loro iscrizione sono limitati all' indirizzo e-mail e sono obbligatori al fine di ricevere la notifica di pubblicazione di un post. La mail di segnalazione dell'avvenuta pubblicazione di un nuovo post sarà impiegata anche per sottoporre agli utenti opportunità di consultazione e/o acquisto di materiali editoriali, fotografici e filmati realizzati dal MoVimento 5 Stelle, dalla Associazione Rousseau e non solo. Fra le finalità del trattamento dei dati conferiti dovranno intendersi comprese quelle della promozione di iniziative commerciali e pubblicitarie rispetto alle quali si avrà comunque, ed ogni volta, la possibilità di opporsi, chiedendo la cancellazione del proprio indirizzo di posta dall'elenco di quelli cui vengono indirizzati i predetti messaggi.
Per poter postare un commento invece, oltre all'email, à richiesto l'inserimento di nome e cognome. Nome e cognome vengono pubblicati - e, quindi, diffusi - sul Web unitamente al commento postato dall'utente, l'indirizzo e-mail viene utilizzato esclusivamente per l'invio delle news del sito. Le opinioni ed i commenti postati dagli utenti e le informazioni e dati in esso contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione sul Blog; in particolare, non ne è prevista l'aggregazione o selezione in specifiche banche dati. Eventuali trattamenti a fini statistici che in futuro possa essere intenzione del sito eseguire saranno condotti esclusivamente su base anonima. Mentre la diffusione dei dati anagrafici dell'utente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell'utente medesimo, garantiamo che nessuna altra ipotesi di trasmissione o diffusione degli stessi, salvo quanto previsto di seguito, è, dunque, prevista. In ogni caso, l'utente ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all'art. 7 del D.Lgs. 196/2003. Per l'utilizzo dei cookies, si rinvia alla lettura della Cookie Policy. Titolare del trattamento ai sensi della normativa vigente è l'Associazione Rousseau in persona del Presidente pro-tempore, con sede in Milano, Via G.Morone n. 6, 20121.




Invia il post ad un amico


Invia questo messaggio a *


Il tuo indirizzo e-mail *


Messaggio (opzionale)


*Campi obbligatori