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Gli alimentari aumentano di quasi il 20%, lo dicono gli italiani che fanno la spesa. Bisogna credergli. La produzione industriale sta crollando. Lo dicono gli industriali. Bisogna credergli.
Morfeo Napolitano firmerà il lodo SchifoAlfano, lo scudo spaziale per la banda dei quattro. Lo psiconano sarà finalmente al sicuro dalla galera e Napolitano, Fini e Schifani potranno, se vorranno, delinquere senza rischi. La banda dei quattro non sa quanto costa il pane e, forse, nemmeno lo champagne. E’ immune dal caro vita. Lì fuori. Lontano dai palazzi, la gente è sempre più povera, ma da oggi più consapevole che loro sono loro e noi non siamo un cazzo.
Mi scrive Nadia, una donna italiana che combatte ogni giorno per sè e per la sua famiglia.
Forza Nadia, vincerai tu, vinceremo noi.

Caro Beppe,
buon giorno mi chiamo Nadia ho trent’anni, lavoro in un supermercato come cassiera, dodici ore al giorno. Sono diventata mamma da poco, mio figlio ha nove mesi. Sono in aspettativa, da uno stipendio di mille euro, ora ne prendo il trenta per cento, circa trecentocinquanta euro.
Sono sposata mio marito lavora come guardia giurata e grazie a qualche ora di straordinario riesce a guadagnare milleduecento euro. Abitiamo in affitto paghiamo ottocento euro, abbiamo provato a trovare un affitto più basso, ma di meno non c’era nulla. Abbiamo dovuto chiedere un prestito personale per affrontare le prime spese che hanno i giovani che vanno a costruirsi una famiglia. La rata complessiva è di cinquecento settantatreeuro ho uno scoperto in banca di duemila euro.
Ho fatto domanda all’asilo comunale perché il privato è troppo costoso, ma come reddito e come coppia che lavora mio figlio è stato scartato perché ha venticinque punti e duecentociquantacinque bambini davanti, la rata dell’asilo privato, mi sono informata che è aperto sino alle diciassette e trenta, è di cinquecento euro mensili, non me lo posso permettere.
Mia suocera non sta bene, i miei genitori non mi possono aiutare perché mia madre è non vedente mio padre ha un pacemaker, quindi detto ciò mio padre deve badare alla sua salute e quella di mia madre.
Tra poco il periodo di aspettativa sarà finito ho provato a cerare un lavoro part-time, ma la prima cosa che mi chiedono ha figli? Rispondo di sì, mi dicono le faremo sapere o mi sbattono la porta in faccia.Tra poco l’aspettativa finirà ed io dovrò licenziarmi ammesso che riuscirò a prendere la disoccupazione, come pagherò le spese, la legge “Biagi”, per cui lui ha donato la vita a che serve? Se non è applicata, possibile che nel 2008 si debba lavorare dodici ore, perché se ho un figlio debba essere trattata cosi e non ho la possibilità di cambiare di migliorare la mia posizione sono una donna oltre che mamma ho diritto a lavorare come dice la Costituzione italiana, L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto.
La famiglia e un’istituzione importante per lo Stato italiano c’è stato il Family-day perché devo stare male nel paese dove sono nata, sto entrando in depressione non ho più voglia di uscire mi sento una fallita che futuro darò a mio figlio se tra un po’ non avrò più i soldi per comprare il latte. Possibile che nessuno possa ascoltarmi, cos’è la mia situazione cosi non fa notizia, ma se la disperazione per essere ignorata mi porta a un gesto estremo allora sì.Per essere ascoltata devo arrivare a questo!
Devo urlare il mio dolore, ma mi serve qualcuno che mi dà voce. AIUTO SONO DISPERATA! Potrò sembrare una piagnucolona, ma non mi sarei abbassata a tanto se non ero veramente disperata. So che non sono la sola ad essere in difficoltà, ma questo non è un buon motivo per non chiedere aiuto anzi come lo faccio io lo possono fare anche gli altri se c’è qualche d’uno che ha i bambini mi può capire per un figlio si lotta sino alla morte.” Nadia


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Scarica "La Settimana" N°27-vol4
del 6 luglio 2008