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Qualcuno ci vorrebbe come vogatori incatenati ai remi mentre lui batte il ritmo del Pil. Più Pil, più crescita, più benessere. Di certo non per noi.
“AGI: Napolitano: “E’ imperativo per l’Italia andare al di là di questi limiti, forzare la crescita oltre le previsioni che sono troppo inferiori alle nostre esigenze, all’esigenza di un rafforzamento della nostra collocazione nell’economia europea e ancor più mondiale”. Ma le previsioni (e qui si parla di Banca Italia) hanno una base scientifica. Invitare ad andare oltre le previsioni è come invitare i matematici a forzare il risultato di 2+2 a 7. Preoccupante il fatto che sono inferiori alle esigenze. Chi ha mai determinato il livello delle “nostre esigenze” al di là delle previsioni? Facciamo i nomi Presidente. La collocazione economica europea è quella che abbiamo e che ci siamo guadagnati, non un traguardo per dar lustro al Paese o coprirne le malefatte della classe politica. Non c’è solo l’economia nella vita, c’è la cultura, l’aria pulita, il tempo libero, la qualità della vita. Quali sono i traguardi previsti in questi ambiti così importanti? Perché gli italiani dovrebbero correre per l’Italia se l’Italia non ha alcun progetto per loro e per cui valga la pena correre? L’obiettivo dei lavoratori non è arrivare spompati alla pensione (che non c’è più), e gli imprenditori non sono tutti disposti a faticare per riuscire a pagarsi stormi di idiote ragazzine ventenni. No presidente. L’Italia non è in gara con nessuno perché non ha un progetto condiviso per il futuro.” Peter Amico