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La magistratura in Italia è indipendente dal potere politico. Così indipendente da avere nel Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), in qualità di presidente, il diessino Giorgio Napolitano e, come vice presidente, il biancofiore Nicola Mancino. Il tutto per garantire gli equilibri istituzionali (a favore della politica).
“Il CSM è l’organo di autogoverno della Magistratura; tramite la previsione del CSM, i costituenti hanno teso a garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo.” (Wikipedia). Autonomia, indipendenza?
Il CSM ha dieci commissioni. La prima, che si occupa delle inchieste sui magistrati, è composta da: Patrono Antonio (presidente), Vacca Letizia (vicepresidente), Anedda Gianfranco, Pepino Livio, Roia Mario, Arcuri Maurizio, Lignola Ferdinando, Brancaccio Matilde, Digilio Maria. Una commissione talmente autonoma e indipendente che alcuni suoi membri sono messi in quota, pubblicamente, ai partiti: Vacca (Pdci), Anedda (An). Cosa vuol dire essere messi in quota? Fare gli aquiloni per Diliberto e Fini?
Il CSM dovrebbe riferire agli italiani, non ai partiti perchè, se riferisce ai partiti, se ha a capo esponenti di partito, allora succede che la Forleo è trasferita, umiliata, scippata dell’indagine Unipol (che tocca due partiti: Ds e ex-Forza Italia) e accusata non si sa più di che cosa:
“La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina Forleo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”. www.csm.it
La vicepresidente dilibertiana della commissione Vacca ha spiegato: “Le sue dichiarazioni (della Forleo, ndr), eccessive, forzate e gravissime, hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo” assicura Vacca, che intanto però pronuncia un giudizio durissimo sul magistrato milanese e sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris, anche lui, nei prossimi giorni, oggetto di una pronuncia della Prima Commissione: “Sono cattivi magistrati”. “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano, non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi; altrimenti sono figure negative”.
Oliviero, hai qualcosa da aggiungere o sei troppo impegnato a Ballarò?
Il CSM deve cambiare nome in Consiglio Superiore della Magistratura sotto Tutela Politica, CSMTP, oppure rispondere ai suoi veri datori di lavoro, i cittadini. Rendere pubbliche le sedute in cui si sanzionano magistrati coraggiosi come la Forleo e si insabbia l’inchiesta Unipol. Forza Clementina, non sei sola.
Invito i cittadini a scrivere il loro pensiero sulla sentenza della prima commissione direttamente al presidente del CSM, Giorgio Napolitano: clicca.

Ps: Ricevo e pubblico una precisazione del deputato del PDCI Elias Vacca.
Ho letto come mia abitudine il post di oggi ed essendomi a suo tempo registrato ho inserito il seguente commento. Mi dispiace che la cognonimia con la persona di cui si parla nel post e la riferibilità, pur in diversi ruoli, alla stessa area politica mi esponga ingiustamente all’equivoco ed alla possibilità di un integrale travisamento della mia posizione. Mi rendo conto che Vacca contro Vacca è meno elegante che Kramer contro Kramer, ma…è così, basta leggere le agenzie di ieri l’altro ed il Corriere della Sera di ieri. Sarebbe preferibile considerato il caso di omonimia e di coincidenza di sigle che quando si parla di “VACCA-PDCI” si specificasse di volta in volta il nome proprio, considerato che il sottoscritto ELIAS VACCA-deputato del PDCI-sul Corriere della Sera e su La Repubblica di ieri ha espresso considerazioni diametralmente opposte a quelle della quasi omonima LETIZIA VACCA (non deputato ma membro del CSM) sul caso Forleo.Nello specifico il sottoscritto ha affermato che salve le critiche di merito ad aspetti tecnici dei provvedimenti della Forleo, come di qualsiasi altro magistrato, il provvedimento invocato nei confronti della Forleo è SPROPOSITATO.Detto commento è stato ripreso dal Corriere in un trafiletto dal titolo “SCONTRO TRA OMONIMI NEL PDCI”.Non specificare quindi i nomi e non citare neppure il mio commento nel post mi espone ingiustamente (ed in parte espone il PDCI che evidentemente in sede politica è rappresentato dai deputati e senatori) ad una ingiusta critica.” Elias Vacca

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