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Lettera a Jean-Claude Juncker (Presidente della Commissione Europea) e a Federica Mogherini (alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Vicepresidente della Commissione).

“I sottoscritti membri del Parlamento europeo e del Parlamento italiano, esprimono tutta la loro preoccupazione per le violazioni dei diritti umani di cui è vittima in maniera continuata Julian Assange.
In particolare, i sottoscritti rappresentanti dei cittadini a livello nazionale ed europeo, denunciano il fatto che Julian Assange a partire dal 7 dicembre 2010 viene sottoposto a forme diverse di privazione della libertà, come conseguenza sia delle azioni che delle omissioni poste in essere dalla Svezia e dal Regno Unito, come è stato confermato, di recente, anche dal Working Group on Arbitrary Detention delle Nazioni Unite. Nella sua Opinione n. 54/2015 “Concerning Julian Assange (Sweden and the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland)”, il suddetto organismo ha, infatti, dichiarato:
“La privazione della libertà cui è soggetto il Sign. Assange è arbitraria e viola gli articoli 9 e 10 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e gli articoli 7, 9(1), 9(3), 9(4), 10 e 14 del Patto interazionale sui diritti civili e politici. Essa rientra all’interno della Categoria III delle categorie applicabili dal Working Group nel considerare i casi ad esso sottoposti”.

In altre parole, secondo il suddetto organismo, che opera nell’ambito del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, Julian Assange è vittima di detenzione arbitraria e di trattamenti inumani e degradanti; è stato privato del suo diritto fondamentale ad un’udienza pubblica ed equa da tenersi davanti ad un tribunale indipendente ed imparziale, che decida sulle accuse a lui mosse; è stato privato del suo diritto ad essere condotto prontamente davanti ad un giudice o altra autorità autorizzata dalla legge all’esercizio del potere giudiziario o ad essere rilasciato; del suo diritto fondamentale all’habeas corpus; del suo diritto ad essere trattato secondo umanità e nel rispetto della dignità umana, durante la privazione di libertà; del suo diritto ad un processo equo e imparziale e alla presunzione di innocenza.
Di conseguenza, il suddetto Working Group ha richiesto al Governo del Regno Unito
“di prendere in considerazione la situazione del sign. Assange, di garantire la sua sicurezza e la sua integrità psichica, di agevolare l’opportuno esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà e di assicurargli il pieno godimento dei diritti riconosciutigli delle norme internazionali in materia di detenzione”.
Inoltre, dopo aver preso in considerazione tutte le circostanze del caso, il Working Group ha ritenuto che:
“il rimedio adeguato consisterebbe nell’assicurare il diritto di libero movimento al Sign. Assange e nel riconoscergli un diritto azionabile al risarcimento, ai sensi dell’art. 9(5) del Patto internazionale sui diritti civili e politici”.

Tenendo in considerazione quanto detto, i sottoscritti rappresentanti – a livello nazionale ed europeo – dei cittadini, esprimono tutta la loro più grave preoccupazione per il silenzio delle istituzioni europee sul caso Assange e sulla violazione dei suoi diritti fondamentali. Esortano le loro persone, in quanto Presidente della Commissione europea ed in quanto Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione, a condannare espressamente le suddette violazioni dei diritti umani e a prendere immediatamente tutte le misure necessarie al fine di spingere efficacemente gli Stati interessati ad adempiere agli obblighi derivanti dal Patto sui diritti civili e politici e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e a rispettare i diritti umani di Julian Assange”
I membri del Parlamento europeo e i membri del Parlamento italiano del MoVimento 5 Stelle