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“Il signor Mancini è assistente capo e fa parte di una unità speciale, creato al interno della direzione centrale per l’immigrazione. Come ruolo istituzionale questa unità speciale ha quello di recarsi nei luoghi dove è necessaria un know how specifico. Fu creata dal prefetto Ronconi, in questo momento in carica abbiamo il Dott. Giovanni Pinto da circa un anno. Dal maggio scorsohanno ritenuto, e direi anche giustamente, come elaborato specifico e specialistico, di inviare questi soggetti, ormai divenuti 9 – 10, con qualche aggregato, presso le zone degli sbarchi, nel caso specifico abbiamo Ragusa e Siracusa. Esiste all’interno del ministero già dal 2004 un protocollo di profilassi per tutti. E’ del 25 maggio 2004, dipartimento della pubblica sicurezza, ministero degli interni: “Tutela degli operatori delle forze di polizia a rischio di esposizione da agenti biologici“, che prevede una serie di mezzi, strumenti, abbigliamento adeguato, là dove tutti i soggetti che possono anche in via assolutamente ipotetica, essere esposti a rischi biologici, devono indossare. Invece questi soggetti sono stati inviati senza queste protezioni, che non sono mai neanche state utilizzate! Che cosa succede a Mancini? È venuta fuorila problematica e tutti e 9 gli appartenenti richiedono di essere sottoposti al test di Mantoux per valutare una ipotesi di sopravvenienza o di contagio tebercolare. Richiedono loro attraverso un fax alla direzione centrale di essere sottoposti al test del Mantoux. Lo chiedono il 4 di luglio, vengono sottoposti il 21 di luglio e il signor Mancini risulta positivo al test. Il soggetto non è contagioso. Non ha la tubercolosi in forma attiva, non è infettivo in nessuna maniera. Facciamo un sondaggio: quanti poliziotti hanno indossato le tute e i presidi sanitari? Il protocollo del 24 maggio del 2004, non il 24 maggio 2014, prevede per la tutela di tutti gli operatori, che poi i medici ci dicano: “guarda, mi sono interfacciato con la Marina, tutto a posto” e certo! Perché gli unici che vediamo vestiti di bianco, e grazie a Dio, sono i signori della Marina! Lo sbarco Siracusa del luglio scorso, San Giorgio, salgono su quella nave Mancini e un suo collega: ci sono le foto che sono apparse sui giornali con la mascherina da estetista e i guantini da estetista. A quello sbarco c’erano 66 casi di scabbia e 4 tubercolosi accertate!
Quello che è deprimente è che piuttosto che correre ai ripari, non dico chiedere scusa, ci mancherebbe altro, fermarsi fronte a una problematica seria, ci inventiamo scuse! Presso la questura di Brescia è stato chiesto ai civili se vogliono sottoporsi al test. Questo non ce lo dice nessuno, e allora lo sapete che c’è qualche cosa che non va e la colpa non è dei signori migranti, che Mancini non è infettivo, non è contagioso, ma che ha una qualità di vita diminuita per questa vicenda. Allora che la amministrazione si fermi e affronti il problema!
Hanno parlato per fare trapelare che tutto il discorso era contro i migranti! No no! Ma proprio assolutamente no! Anzi la battaglia è per i capoccioni che abbiamo dentro i ministeri. Penso che se le norme di sicurezza e di profilassi vengono seguite è giusto che un paese più civilizzato, ma non è vero che siamo civilizzati, ma la colpa è la nostra, si prenda cura di queste persone!
Quanto è costato tutto questo alla sanità italiana, che già non è un fiore all’occhiello di questo paese?
Perché se il ministero fosse una ditta privata di appalto che non ha rispettato le norme di sicurezza, perché questo appalto non è stato sequestrato e i direttori dei lavori rimossi dall’incarico?! Se Renzi, se vuole, quando ha tempo e Alfano possono rispondere a questa semplice domanda. Perché allora le norme di sicurezza non valgono per nessuno e allora io direi facciamo così con tutti i cantieri. E allora vuole dire se tu trovi un soggetto senza scarpe infortunistica e senza caschetto tu non glielo levi l’appalto, no! Il cantiere non si sequestra! No, perché per loro che sono le istituzioni non valgono le leggi italiane?! Ma che sono dei posti franchi?! Ma che siamo in Svizzera e San Marino?! Ma di che parliamo?!” Avvocato Luisa Cicchetti, legale di fiducia di Mancini

“Ringrazio gli amici del Bog di Beppe Grillo, perché ci hanno dato la possibilità di arrivare in maniera specifica e molto attenta e precisa nelle case delle persone a dire quella che è la verità su determinati fatti che purtroppo molto spesso non vengono seguiti in maniera corretta dai mezzi di informazione.
Io sono Igor Gelarda, segretario della Consap e oggi parlo del collega Alberto Mancini che fa parte di una task force specializzata e che adesso ha contratto ufficialmente l’infezione tubercolare latente, che non vuole dire che sia infettivo, che sia malato di tubercolosi, ma che per i prossimi due anni piuttosto che passarseli a svagarsi tranquillamente, a non avere pensieri, dovrà pensare a fare degli esami e delle analisi, tutto questo perché? Chi avrebbe dovuto garantire la sua e la nostra incolumità non ci ha pensato.
Questa è la prova di quanto la polizia sia stata in parte mandata allo sbaraglio e della disorganizzazione della polizia, e quello che ci fa più specie l’errore è stato fatto, è quello che si sta cercando di fare oggi, di disconoscere gli errori, un po’ di mettere il silenzio su questo problema, non è vero che ci sono poliziotti che sono stati infettati, abbiamo sentito decine, centinaia di dichiarazioni, anche i medici, di personaggi autorevoli, che adesso vengono smentiti! Non è infettivo, non può portare malattie a altri, però lui comunque ha subito dei danni! Anche solo psicologici.
È uscita, da pochissimi giorni, una circolare della questura di Brescia, ma ne seguiranno a breve in tutta Italia, in cui si sta organizzando lo screening per il monitoraggio per l’infezione tubercolare.
Avete saputo? Dei casi della scabbia dei colleghi di Padova? Ecco quando io vi parlato delle tutine bianche a che cosa servono! Questi due colleghi, adesso, la malattia non è gravissima, ma è molto antipatica, può avere un tempo di incubazione da tre a 6 settimane, e dovranno grattarsi per tanto tempo, perché nessuno gli ha dato le tutine, ecco a che cosa servono le tutine e le mascherine!
In questo momento, come sapete tutti c’è un momento di difficoltà, la polizia sta manifestando, sta protestando, è prevista una grande manifestazione nazionale. Siamo disperati è normale perché come vedete ci mandano allo sbaraglio a operare, se un poliziotto o un Carabiniere sbaglia per strada avete visto che cosa può succedere al poliziotto o anche agli altri, abbiamo i salari bloccati, abbiamo i mezzi che non funzionano, abbiamo la metà delle nostre macchine che hanno fatto più di 250 mila chilometri. Ecco perché noi chiediamo una maggiore attenzione nei confronti delle forze dell’ordine, da parte dei cittadini, e anche da parte dei mezzi di comunicazione, che devono approfondire un po’ di più le vicende che ci riguardano, entrare di più nella notizia e dare una informazione corretta, non cercare solo lo scoop e la notizia facile, per cercare di entrare dentro quello che è il vero problema.
Alla popolazioni e ai cittadini italiani chiediamo la solidarietà e comprensione, i nostri problemi, che sono tanti, i problemi delle forze dell’ordine, che sono tanti e profondi, molto spesso vengono misconosciuti, molto spesso vengono ignorati, allora vi chiediamo di essere vicini a noi, perché noi siamo a difesa vostra, ma siete voi anche a difendere noi e cercate di informarvi in maniera più approfondita e specifica su quello che sono tutto quello che ci circonda, tutto quello che sono le attività che facciamo, nel bene e nel male, anche quando siamo a volte vittime.
Quindi la polizia accanto ai cittadini, i cittadini accanto alla polizia.” Igor Gelarda, segretario Consap