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“Alla fine il conto è arrivato: il Consiglio di Presidenza del Senato ha deciso di punire con la sospensione dall’Aula (tra i 7 e i 10 giorni) i Senatori del Movimento 5 Stelle che hanno protestato contro lo Sfascia Italia nel giorno in cui il governo calava dall’alto l’ennesimo voto di fiducia sull’ennesimo scellerato decreto. La decisione è stata presa da un Consiglio di Presidenza monco, in cui mancava il rappresentante del Movimento 5 Stelle, Laura Bottici, rimasta nella sua città, Carrara, accanto ai cittadini alluvionati. Ed è stata presa senza che venissero ascoltati i senatori M5S interessati, come invece prevede il Regolamento. Se ci avessero ascoltato, avremmo spiegato loro le ragioni della nostra protesta. Per la 24esima volta il governo ci ha imposto un voto di fiducia su un testo blindato, un decreto omnibus che condanna il nostro Paese al cemento, all’incenerimento e alle trivelle. Abbiamo potuto leggere e discutere questo testo, emendarlo, migliorarlo? NO. Per questa quotidiana violazione della democrazia e questa umiliazione del confronto parlamentare, anche noi ci sentiamo di invocare delle sanzioni nei confronti della maggioranza. Anche i cittadini, soprattutto loro, potrebbero invocarle, chiedendo una sospensione per il presidente Grasso che da due anni impedisce a quest’Aula una normale dialettica e per il governo, che devasta il Paese e calpesta il Parlamento. Invece, in questo Paese e in queste Aule, che sempre più assomigliano a un mondo capovolto, la sospensione arriva per noi che abbiamo cercato di impedire le trivellazioni selvagge, l’acqua privata, la devastazione dell’ambiente. Noi oggi abbiamo la coscienza pulita; le mani della maggioranza e di chi ha votato lo Sfascia Italia, invece, continueranno ad essere sporche, nere come la colata di petrolio con cui vogliono soffocare questo Paese.” Alberto Airola, capogruppo M5S Senato