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“Caro Beppe, non so se leggerai questo commento, non so nemmeno quanto sia utile scriverlo poiché, quelle che scriverò, sono cose che, dopo i tanti comizi che hai tenuto, ormai ti sono note. Noi attivisti, sostenitori ed elettori del M5S, milioni di persone, ti vogliamo bene. Tu, ormai, fai parte d’ognuna delle nostre famiglie. Il tuo nucleo familiare è il nostro. Se ti offendono, offendono ognuno di noi. Perché siamo come te: persone perbene. E, in quanto tali, di fronte all’offesa, e ciò per gli offensori è paradossale, ci offendiamo. Invece, le facce come il culo, gli operatori delle macchine della merda, tutta gente che ha venduto la propria dignità a chi gli garantisce la rendita di posizione di cui fruiscono, poiché, appunto, non hanno più dignità, e non ne conoscono il valore, offendono per rispondere a un progetto preciso, ma anche perché, mi ripeto, il rispetto l’hanno perso così tanto tempo fa da non ricordarsi più cosa sia.” Giulio Cabella