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Le periferie contengono persone periferiche, ma importanti. Distanti dal centro storico e dai quartieri residenziali, le estreme periferie hanno una funzione sociale. Sono la pattumiera delle città. Lì abitano gli ultimi, quelli da nascondere sotto il tappeto dell’indifferenza. Extracomunitari, tossici, pensionati con la pensione minima, disoccupati, precari.
Le periferie non hanno le luci di Natale e i militari per le strade. Spesso non hanno neppure le strade. Nessuno vi dirà: “Andiamo a fare un giro in periferia”. In periferia non ci sono luci, vetrine e stelle nel cielo. Neppure alberi. La periferia non è una città e non è un paese. E’ un luogo dell’anima. Ma non ci abitano le anime morte.
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori, per questo le discariche sono sempre in periferia. I gabbiani e i corvi e i ratti vivono nelle periferie. I poveri, i clandestini, i rom vivono nelle periferie. Sono i nuovi ghetti del capitale. L’autobus non arriva in periferia e neppure la volante della Polizia. Le macchine rubate si parcheggiano in periferia. Sono usate come casa.
La gente in periferia è tutta diversa. In centro è tutta uguale. Gli edifici in periferia si assomigliano. Grigi, alti, immobili, con di fronte un marciapiede sporco. Disegnati da un architetto carcerario. Le periferie sono sempre più grandi, ma non diventeranno mai città. La periferia può però diventare comunità. La periferia è un non luogo dove per sopravvivere bisogna dare e ricevere aiuto. I sindaci organizzano le notti bianche per le città, luminarie, sprechi e cotillons. Alle periferie rimangono le notti grigio topo.
Stasera ho organizzato la prima “Notte Grigio Topo” in alternativa alla Notte Bianca del Comune di Genova. La prima di molte in tutta Italia. Dalle ore 21 al quartiere del Centro Edilizia Popolare, via della Benedicta 14, presso la struttura del Consorzio Pianacci. Un incontro pubblico sul degrado del ponente genovese. Ci saranno anche Monsignor Giorgio Parodi, parroco della zona, l’architetto Alberto Sasso, esperto in bioarchitettura. L’ingresso è libero e eventuali offerte saranno devolute alle Suore di Santa Maria di Calcutta e al Centro d’Ascolto del quartiere gestito dall’associazione ospitante.

Ps: Potete inviare i link ai video nella sezione:”Invia il tuo video” attinenti all’argomento del post. Saranno inseriti in sequenza al fondo del post. L’obiettivo è di avere un’informazione video completa, la VOSTRA, in 24 ore, il tempo che intercorre tra un post e il successivo

Scarica "La Settimana" N°36-vol4
del 7 settembre 2008