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“Il 20 giugno 2011 l’IPSO, International program of the state of the ocean ha pubblicato un rapporto sull’impoverimento ittico degli oceani, molto più grave del previsto per il gruppo di scienziati internazionali guidato da Alex Rogers, direttore scientifico e Senior Research Fellow all’ Institute of Zoology di Londra: “La situazione è così grave che si sta alterando la chimica dell’Oceano, con un forte impatto sulla vita marina e il funzionamento degli ecosistemi marini. L’oceano ha già assorbito oltre l’80% del calore aggiunto al sistema climatico e circa il 33% dell’anidride carbonica. Gli ecosistemi sono al collasso, le specie sono spinte verso l’estinzione a causa della distruzione degli habitat naturali“. Particolarmente allarmante è poi che la pesca ha ridotto alcuni stock ittici commerciali di oltre il 90%. Non è solo più un problema di etica, se scegliere se cibarsi o meno di pesce. E’ una questione di sopravvivenza dell’ambiente marino e quindi degli oceani che ha effetti sull’ecosistema globale e sulle nostre vite. L’oceano, ricordano gli esperti, è “il più grande ecosistema della Terra, che garantisce a tutti noi delle condizioni vivibili sul pianeta”. E’ meglio continuare a cibarsi indiscriminatamente di pesci di ogni genere senza alcun ritegno o salvaguardare questo nostro sempre più malato pianeta? Sono convinto che la risposta la conosciamo tutti”. Alessandro I.