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Odio i viaggi, le vacanze, i bagagli, farli e disfarli.
Odio le vacanze nei “villaggi” con il cocktail di benvenuto.
Odio gli animatori sempre allegri, il tennis alle 8, la pallavolo
alle 10, lo snorking alle 14 e il calcetto alle 18:
torni a casa che sei uno straccio!
Odio gli aeroporti con il duty free, il check point e la sala vip e il “grazie signore da quella parte”.
Ma odio soprattutto l’aereo, le compagnie aeree che ti tengono in ostaggio con qualche minuto di ritardo, i sedili per nani, le hostess con i loro “prego lo zainetto”, “scusi lo schienale”.
Odio la spiegazione delle dotazioni di sicurezza. Quando tua moglie assume l’espressione della hostess mentre spiega devi velocemente divorziare.
Odio gli alberghi tutti uguali, i last minute, quelli che viaggiano senza muoversi di casa.
Odio i viaggi alternativi come www.latourex.org, l’archeoturismo (rifare un viaggio già fatto), il dodecaturismo (si parte il giorno 12 alle ore 12 con il treno e si scende alla dodicesima stazione), il retroturismo (quello in cui si parte velocemente e si torna lentamente).
Odio il turismo alternativo, in cui parti a piedi, volti alla prima a sinistra, quindi a destra fino a che non prendi una facciata contro un muro.