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di Nicola Pedicini – La plastica è il nemico maggiore degli oceani e delle forme di vita che li popolano. Bisogna prendere un impegno ben preciso per salvaguardare la salute dei nostri mari, minacciati quotidianamente da un flusso d’inquinamento divenuto ingestibile. Una missione che deve essere intrapresa non soltanto dei cittadini, ma anche e soprattutto dalla politica, attraverso l’introduzione di provvedimenti mirati a diminuire la produzione è il consumo di plastica nella vita quotidiana di tutti quanti noi.

Al Parlamento europeo è in corso un’iniziativa di Sky e WWF che invita i cittadini a fare piccoli cambiamenti nelle loro abitudini per portare grandi cambiamenti nel quotidiano. Davanti alla sede principale, infatti, è stata installata una balena di plastica chiamata “Plasticus”, che rappresenta la quantità di plastica che viene gettata ogni secondo nell’oceano. Il quantitativo è impressionante, parliamo di ben 250 chilogrammi ogni secondo. E sappiamo tutti come la plastica nell’oceano sia ormai diventata un problema enorme: si calcola che nel 2050 questo materiale riversato in mare peserà di più di tutti quanti i pesci messi insieme. È necessario quindi un impegno internazionale per trovare una soluzione mondiale a questa drammatica minaccia.

La ragione per cui questa balena di plastica è stata installata è semplice: gli eurodeputati stanno lavorando ad una direttiva sulla plastica, la prima nel suo genere. Noi stiamo lavorando ad una strategia per ridurre il consumo di plastica e per sostituire quella tradizionale – derivata dal petrolio – con materiali sostenibili, biodegradabili e anche compostabili. Più di cento eurodeputati hanno già firmato l’impegno, lavoreremo con loro e con altri membri del Parlamento europeo affinché si affronti il problema della plastica monouso rimuovendola e sostituendola con prodotti più sostenibili. Ci stiamo impegnando concretamente con una serie di provvedimenti mirati, ad esempio, al riuso degli imballaggi oppure all’introduzione di sistemi obbligatori di vuoto a rendere.

Pensiamo che questa sia un’opportunità economica, una cosa giusta da fare per l’ambiente e la salute dei cittadini e dell’ecosistema e, al contempo, una scelta che delineerebbe una strada grandiosa per l’Europa. Ogni singolo cittadino deve dare un contributo a questa battaglia, noi dobbiamo fare altrettanto all’interno delle istituzioni.