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Alberto Sasso, architetto nel settore della progettazione e dell’efficienza energetica

“Mi fa molto piacere essere qui, ma sono anche un po’ depresso, perché io di questi argomenti: efficienza energetica, edifici passivi o roba del genere ne parlo veramente da tanti, troppi anni, con qualche esperienza in Germania. Pensavo che le cose in Italia fossero un pochino più rapide. Quelle che porto oggi non sono lamentele, ma proposte.
Due proposte, una è relativamente alle opportunità economiche che ci sono in Italia e che sono nascoste, ma che tutti voi, tutti, ciascuno di voi, ha, e cioè l’enorme patrimonio edilizio, cioè le case, totalmente inefficienti. Spesso e volentieri si parla di energie rinnovabili, è assolutamente giusto, ma il concetto di energia rinnovabile non ha valore se prima non si procede con una grandissima efficienza del patrimonio immobiliare. Noi abbiamo degli edifici vecchi, il 98% degli edifici italiani risalgono a prima degli anni ’60 e ’70, significa edifici come questi, certamente interessanti e molto belli, ma che consumano una enormità di energia, e quella energia la paghiamo tutti noi, tutti voi la pagate come bolletta per il riscaldamento, tutti voi la pagate come bolletta di riscaldamento delle scuole, dei comuni, sono migliaia di euro, milioni di euro in complessivo, CO2 che viene prodotta per mantenerci caldi con uno spreco immenso. Solo recentemente la comunità europea ci impone, ci chiede, ci implora di arrivare a edifici a energia quasi zero, quindi edifici di tipo passivo. Avremmo dovuto pensarci prima! E’ importante capire quanto consuma la propria casa, esattamente quanto sapete quanto consuma la vostra macchina, perché la maggiore parte del patrimonio edilizio italiano è scadente! È opportuno che venga fatto un ragionamento di riduzione di questi consumi, perché con i soldi che effettivamente si possono risparmiare noi potremmo fare mille e mille altre cose. Cito alcuni esempi per farvi capire che cosa vuole dire efficienza energetica e edifici in standard di basso consumo passivo. Uno per esempio che è arcinoto, io ho mandato anche Beppe a vederlo, e vi invito tutti a andarlo a visitare, è un edificio realizzato in 5 anni dalla decisione di progetto alla realizzazione, a Bolzano, di fianco alla stazione di Bolzano, quindi in Italia, al di là di tutto, era un edificio di proprietà delle poste che è stato acquistato e trasformato nella nuova sede della provincia autonoma di Bolzano. Questo edificio aveva 270 chilowattora di consumo… 270 chilowattora al metro quadrato anno di consumo energetico, un edificio molto scadente, è stato trasformato, con un aumento di volumetria in un edificio in standard passivo! Ci sono voluti 5 anni, ,a la bolletta energetica è passata da 90 mila euro anno, soldi pubblici, a 4 mila euro anno! In 5 anni! Poco più di 5 anni! La spesa di 7 virgola 6 milioni di euro è rientrata, grazie a questo enorme efficientamento. Io lo trovo fenomenale.
Un altro esempio è invece a Linz, in Austria, molto più ambizioso, di nuovo un edificio residenziale. Con una tecnologia molto interessante, di prefabbricazione a altissima efficienza energetica, sono riusciti a trasformare con coibentazione a altissima prestazione, con ventilazione con il recupero di calore, con sostituzione di finestre, andiamo avanti. L’edificio da 179 chilowattora metro quadrato anno, neanche tanto, è passato a 14 virgola 4! Un edificio oltre che passivo! Da 500 mila chilowattora anno di energia, buttati nel cesso, scusate, per riscaldare sono passati a 45 mila. Da 14 mila euro di riscaldamento a 1273. Ognuno di voi, casa vostra, se è nella media tra 80 e 100 metri quadrati, se siete nel nord Italia pagate più di mille euro di riscaldamento, con quella cifra lì ci scaldano un intero palazzo. È una cosa fenomenale.
Sono opportunità di lavoro, sono know how, sono cioè capacità di professionalità, inespresse, rendetevene conto tutti! Ai laureati, alla università, alle aziende, c’è lavoro per tutti, per tutti! Andiamo avanti. E poi il vecchio, ragazzi il vecchio! Non c’è volta che non capiti il discorso sì, ma il nuovo, il nuovo è il due per cento dell’esistente, vale niente dal punto di vista energetico, il vecchio è il 98. L’Italia dovrebbe farsi capofila di una ricerca, della capacità di rendere efficiente, iper efficiente, gli edifici.
E poi un progetto a cui tengo molto, credo che sia un progetto molto interessante e ringrazio anche Beppe, con cui avevamo discusso tempo fa, di darmi l’opportunità di parlarne, che si chiama “riabitare le Alpi“. Tutti noi, che abitiamo in città, pensiamo che il mondo finisca ai confini di una città, ma non è così! Esiste una quantità di territorio immenso, meraviglioso, degno di nota, che sono i territori ai margini, che sono questioni che sono in sofferenza adesso, che sono, per esempio, i borghi alpini, io sono partito da questo, dai borghi alpini. Insieme a altre persone abbiamo costruito un modello e stiamo costruendo un modello di rivitalizzazione del patrimonio esistente, non sto parlando delle case a tre mila metri, ma di quei borghi che sono anche in Liguria e che sono poco abitati, in Francia sarebbero assolutamente tenuti in maniera perfetta, da noi sono spopolati. Perché la città è diventata accentratrice di persone che poi non trovano lavoro, non hanno un terreno da coltivare, non hanno opportunità. Ci sono solo in Piemonte più di 5 mila edifici in stato di abbandono, in posti che sarebbero recuperabili con infrastrutture, strade, opportunità di lavoro. Esistono terreni a disposizione per essere coltivati, per generale reddito e sono progetti che devono portare le infrastrutture tecnologiche, per permettere di avere la connettività, ma banda larga, poter avviare la ricoltivazione dei territori, opportunità di aziende, di lavoro, siamo di nuovo lì. E’ l’opportunità di riqualificare edifici esistenti, conservando, è un progetto a cemento zero! Ci sono tante situazioni in Italia dove sarebbe possibile procedere. Andiamo oltre. Bisogna andare oltre per iniziare.”