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Otto milioni di semafori
(7:30)

La crisi non c’è più e se c’era non è stata vera crisi. Solo una crisetta. Tutto grazie al nostro governo, alle banche italiane, al Noemi boy e al ministro Tremorti.
I disoccupati, i cassintegrati, gli imprenditori che hanno chiuso i battenti, i creditori che non incassano più le fatture neppure a 240 giorni, sono italiani che sbagliano. Che non si impegnano abbastanza. E’ gente, forse gentaglia, che fa parte delle decine di migliaia di precari del settore privato lasciati a casa. O dei 60.000 precari della pubblica amministrazione che saranno licenziati dal primo luglio 2009, fino a 120mila nel 2010, oltre 200mila nel 2011. O delle centinaia di migliaia di cassintegrati pagati, ma ancora per pochi mesi, da una cassa integrazione cresciuta dell’864% in un anno. O dei milioni di disoccupati in crescita nel 2009, ma anche nel 2010 come riportato dalla Commissione Europea.
Perchè la barca Italia non affonda ancora? La risposta è semplice: cresce il debito pubblico. Ci stanno indebitando. Siamo arrivati a quota 1700 miliardi di euro. Lo Stato paga circa 80 miliardi di interessi all’anno. Esiste una soglia prima del crack, ma non l’abbiamo ancora raggiunta. Nel frattempo il fabbisogno dello Stato è cresciuto di 17 miliardi di euro nei primi tre mesi del 2009, 48 miliardi di euro contro 31 del 2008. Aumentano le spese e diminuiscono le entrate, il fisco ha incassato 4 miliardi di euro in meno nei primi due mesi dell’anno. Gli sprechi nella Pubblica amministrazione sono all’ordine del giorno, la Regione Sicilia assumerà 500 dirigenti in più. Uno per ogni 8,4 impiegati. Siamo uomini o dirigenti?
La decrescita infelice del PIL continua imperterrita, ora siamo a -4,4% sul 2008. Tremorti è ottimista, stima in pochi altri decimali il peggioramento annuo. Sarà invece, come tutti sanno e anche lui, molto peggio. Per Tremorti nel 2010 ripartiremo. Le previsioni del ministero dell’Economia, sempre più simili ai sondaggi dello psiconano, dicono che il PIL crescerà dello 0,3%. Fantastico Tremorti. Per i disfattisti della UE il rapporto debito pubblico/PIL arriverà al 113%. Insomma, il debito dello Stato (quindi il nostro e quello che lasceremo ai nostri figli) aumenta, l’occupazione tracolla, i soldi della cassa integrazione stanno finendo e il gettito fiscale diminuisce. In compenso le spese dello Stato aumentano in letizia.
Se Mussolini poteva vantare otto milioni di baionette, Testa d’Asfalto avrà otto milioni di disoccupati.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?).Noi neppure.

Ps: Lunedì 11 maggio, dal pomeriggio, sarò di fronte al Parlamento in piazza Montecitorio con una tunica rossa. Farò la Pittima e chiederò che venga saldato il debito verso i cittadini che hanno firmato la richiesta di legge popolare per un Parlamento Pulito.