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Pantelleria, SOS ricevuto
(02:23)

>>> Oggi, mercoledì 5 giugno, sarò a Paceco ore 18 e a Menfi, ore 21. Domani, giovedì 6 giugno, sarò a Pomezia alle ore 21. Le dirette saranno trasmesse su La Cosa <<<

“Perché questa è un’isola nel vero senso della parola. Perché quando arrivi a Pantelleria, se ci arrivi, non riesci più ad andare via: è un incubo. Il biglietto aereo ti costa una fortuna, devi fare il mutuo con la banca; infatti la Compagnia è svizzera. Mentre la nave non sai mai se arriva, perché Pantelleria è un’isola senza porto. Ci possono attraccare in sicurezza solo le zattere, come in Polinesia. L’unico modo per andarsene è a nuoto, sperando di incrociare una carretta del mare nel Canale di Sicilia, così ti dà un passaggio. E’ un’isola dove non puoi neanche nascere perché, taglia e taglia, l’ospedale è diventato una tenda della Croce Rossa. I bambini non ci nascono più, hanno paura. E sei stai male di notte l’elicottero arriva da Lampedusa. Parte già con i fiori preparati, tanto non arriva mica in tempo. E il porto lo hanno fatto fare a Ravenna, ci hanno speso miliardi, è un buco nell’acqua. Sì, Pantelleria è un disastro, non c’è più niente. Hanno venduto anche gli asini, ne son rimasti quattro e li han messi in un museo in Sicilia. C’era un vino spettacolare, sembrava miele. Forse lo fanno con le api, anche perché non ci sono più vigneti, li hanno mangiati tutti i conigli. Ecco, l’isola fa conigli: a grappolo. Ma fa anche i vincoli: è tutto un fiorire di divieti, ne crescono ogni giorno, sembra una giungla. Non puoi fare più nulla, neanche usare il sole.
Pensate, un’isola che è un vulcano e non ha un impianto geotermico. C’è il sole tutti giorni e fanno l’energia con la nafta. Fanno l’uva passa nel forno, è una follia. Vendono il vino per tagliare quello degli altri, in Sicilia e in Piemonte. Qui ci sono case uniche i dammusi, fatti pietra su pietra, e li hanno venduti ai turisti. E adesso passano il tempo a fare i giardinieri, i guardiani, i servi delle pulizie. Un’isola che era un paradiso non produce più niente. Hanno spazzolato anche il mare, sono venuti tutti con l’aspirapolvere. Un’isola che non ha un pesce, non ha un pescatore, non ha un porto, dove scappa anche l’aeronautica, dove i turisti vengono sempre meno, anno dopo anno. Avevano le palme, gli erano rimaste solo quelle, e gliele ha fottute il punteruolo. Avevano dei risparmi, i vecchi, e vent’anni fa sono venute le finanziarie mafiose e non c’è rimasto niente. Non riescono neanche a dissalarsi l’acqua: ne fanno solo un po’, poi basta l’altra la raccolgono quando piove, come nel medioevo. E viene una nave cisterna perché altrimenti muoiono di sete.
Ma con quale faccia, mi chiedo, tornano a candidarsi gli ex sindaci. Ne viene uno anche da fuori, d’importazione, da Mazara. L’isola non produce più neanche un candidato, sono tutti riciclati. Alcuni non sanno neanche chiedere le tangenti, si fanno arrestare ogni volta che vengono eletti. Se potesse Pantelleria si metterebbe in ginocchio, a supplicare un candidato nuovo, onesto, pulito. Diamo un domani ai giovani di Pantelleria e non solo opportunità agli speculatori. Un domani di energia pulita, di agricoltura, di benessere di turismo e di dignità. Votate per voi. Votate il Movimento 5 Stelle.”

M5S Pantelleria