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Adriano Olivetti e la “Democrazia senza politica senza Partiti”
(14:00)

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“Il Pensiero di Comunità era che la società dovesse essere composta da piccole comunità, torno a ripetere che parliamo di una Italia del dopoguerra con una popolazione diversa da quella di oggi, e queste piccole comunità si sarebbero dovute confederare in qualche maniera e esprimere i loro rappresentanti.
E così attraverso una sequenza di rappresentanti si sarebbe poi arrivati al governo centrale.
una delle cose a cui più Adriano Olivetti teneva, erano le competenze.” Laura Olivetti

Il Passaprola di Laura Olivetti, figlia di Adriano Olivetti e Presidente Fondazione Adriano Olivetti

L’ordine politico delle comunità (espandi | comprimi)
Innanzitutto saluto gli amici del Blog di Beppe Grillo, io sono Laura Olivetti, Presidente della fondazione Adriano Olivetti e l’ultima figlia di Adriano Olivetti.
Mi è stato chiesto di raccontare quello che fa la fondazione che io dirigo e perché esiste in quanto chiamandosi Adriano Olivetti ha uno stretto legame con la figura e l’opera di mio padre.
La fondazione è nata nel 1962, Adriano Olivetti è morto del febbraio 1960, per volontà della famiglia di mio padre, dei miei fratelli più grandi, io sono l’ultima di 4 figli, nata quando mio padre era già anziano, anche se oggi non sarebbe tanto anziano, ma allora non usava avere figli dopo i 40 anni.

Una forma di vera democrazia (espandi | comprimi)
Quindi ho parlato di un trattato di ingegneria costituzionale, perché tutti questi aspetti sulla tipologia di persona che doveva essere quella che rappresentava la comunità presso le istituzioni, doveva avere delle caratteristiche molto precise.
E comunque tutte le decisioni che poi sarebbero state espresse al livello istituzionale venivano prese dai rappresentanti che la comunità aveva eletto, quindi è molto difficile spiegarlo in poche parole, ma a me è sempre sembrata una forma di vera democrazia,

Informazioni sulla Fondazione:
sito: http://www.fondazioneadrianolivetti.it
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Gli edifici che Adriano Olivetti ha voluto come luoghi di lavoro e di vita a Ivrea sono oggi candidati a entrare nella lista del Patrimonio mondiale dell’ UNESCO per iniziativa del Comune di Ivrea e della Fondazione Adriano Olivetti, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività culturali.