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Dietro l’acronimo Cop21 si nasconde la sfida per la sopravvivenza del pianeta che sta morendo soffocato dalle emissioni gas serra prodotte dall’uomo. L’Onu ha organizzato la Conferenza di Parigi che si chiuderà il prossimo 10 dicembre. I rappresentanti di 195 Paesi devono trovare un accordo vincolante che contenga entro i 2 gradi il surriscaldamento globale. Se non si interviene l’Italia sarà una delle vittime del riscaldamento globale. Secondo uno studio Enea, la foce del Tevere, la laguna di Venezia, le saline di Trapani, il porto di Cagliari verrebbero sommerse dall’innalzamento delle acque. Il MoVimento 5 Stelle Europa ha messo attorno allo stesso tavolo i protagonisti di questa storica Conferenza: l’Onu, organizzatore della Cop21, le Istituzioni e il mondo delle imprese europee che devono trovare una sintesi fra un modello di sviluppo che non inquina e la concorrenza sleale di chi ha, purtroppo, libertà di inquinare, come in Cina. Segui il live blogging del M5S Europa con aggiornamenti, video, inchieste, interviste e ultim’ora da Parigi.
Il Passaparola di oggi è con Paola Albrito, Direttore Ufficio Onu per la riduzione dei disastri, e Barbara Mariani, Responsabile Clima ed Energia, Confindustria Bruxelles.

Blog: Perché fanno così paura i cambiamenti climatici?

Paola Albrito, Direttore Ufficio Onu per la riduzione dei disastri: Buongiorno, prima di tutto è un piacere essere qui con voi oggi e di parlare attraverso il vostro blog a una una serie di cittadini che vogliono interessarsi a questa tematica. E’ una tematica estremamente importante: i cambiamenti climatici sono una realtà e sono una realtà che noi vediamo ogni giorno. La connessione tra cambiamento climatico e catastrofi naturali è estremamente concreta e molto attiva. E’ stato chiaramente appurato che i cambiamenti climatici portano a una estremizzazione degli eventi climatologici. Questo significa che avremo piogge più intense, periodi di siccità molto più intensi, delle discrepanze di temperature che si alternano tra estremamente alte ed estremamente basse. La connessione tra cambiamento climatico e catastrofi naturali é estremamente concreta e molto attiva. Vi dò un esempio: oggi analizzando le statistiche europee vediamo che l’incremento di eventi estremi dovuti a cambiamenti climatici, quindi di alluvioni, é altissimo. Abbiamo avuto un 45% di incremento dal punto di vista delle statistiche. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che dobbiamo riuscire ad adattarci meglio ai cambiamenti climatici e mettere in atto una serie di misure che aiutino a ridurre il rischio, affinché noi possiamo continuare a essere sostenibili o continuare nelle nostre attività quotidiane ma anche di sviluppo economico e sociale.

Blog: Quali sono le aspettative e i timori del mondo delle imprese?

Barbara Mariani, Responsabile Clima ed Energia, Confindustria Bruxelles: Le imprese si aspettano prima il raggiungimento di un accordo globale, giuridicamente vincolante, che includa tutte le maggiori aree economiche del mondo secondo impegni comparabili, cioè secondo un contributo di riduzione di emissioni a livello globale che possa essere equivalente sulla base della grandezza dell’economia e della produzione di uno Stato. Questa è una priorità assoluta, perché le imprese italiane ed europee oggi sono penalizzate da una concorrenza distorta, dovuta al fatto che l’Unione europea è l’unica grande area economica mondiale ad aver adottato una normativa vincolante sul 100% delle emissioni prodotte al suo interno. E questo significa che le imprese sono sottoposte a vincoli di emissioni (quindi dei costi) che le penalizzano nella competitività globale. Quindi le imprese chiedono prima di tutto un accordo globale, vincolante, secondo impegni equivalenti e che preveda anche degli aspetti fondamentali, cosiddetti di contesto, che sono però essenziali. Mi riferisco alle regole per quanto riguarda la misurazione, la verifica e la rendicontazione delle emissioni, perché altrimenti le distorsioni continueranno a persistere se, ad esempio, la Cina ha un metodo di calcolo diverso da quello delle altre aree. Questo per noi è fondamentale.

Blog: Quali sono le aree del mondo più a rischio per i cambiamenti climatici?

Paola Albrito: Tutti siamo vulnerabili ai rischi. In particolare, le nostre le società che vivono in grandi agglomerati hanno un rischio superiore. In particolare, dove le aree verdi sono diminuite, le piogge intense possono dare atto a dei fenomeni di alluvione. Quindi, il rischio esiste in tutte le parti del mondo.

Blog: Si possono prevenire i disastri naturali?

Paola Albrito: I rischi possono essere ridotti e nel momento in cui un rischio si trasforma in una catastrofe bisogna essere pronti ad una risposta adeguata ed una ricostruzione che non ricrei il rischio. Dobbiamo poi assicurarci che ci sia anche un impegno di investimento economico rispetto alla prevenzione del rischio. Molto spesso noi rispondiamo a un evento catastrofico, mentre se avessimo agito a livello di prevenzione avremmo risparmiato 6 volte l’ammontare che dobbiamo spendere per rispondere alla crisi.

Blog: I governi aiutano le imprese a investire in innovazione tecnologica e a inquinare meno?

Barbara Mariani: Ci vuole un quadro normativo stabile e coerente. Sono necessarie tutte quelle condizioni che possono spingere l’imprenditore a innovare rimanendo in Europa, non trasferendo il know how altrove e quindi trasferendo anche posti lavoro e produzione. E’ essenziale anche un sostegno da parte dei governi che comunque si sono impegnati a rispettare questi obiettivi quindi parlo di politiche come quelle sull’efficienza energetica che comunque hanno previsto anche dei finanziamenti per agevolare le industrie verso l’utilizzo di tecnologie più’ efficienti e quindi stimolare le imprese anche a produrre queste tecnologie. E poi per consentire alle innovazioni di poter diffondersi e di trovare un mercato, è essenziale anche continuare a informare il consumatore.

Blog: quale appello rivolge l’Onu ai leader del mondo?

Paola Albrito: L’appello dell’ONU è quello di essere presenti, di assumersi delle responsabilità, di portare avanti degli impegni che verranno poi sostenuti e messi in opera. Quello che emergerà fuori da questo importante
incontro di Parigi deve essere un qualche cosa che verrà sistematicamente messo in opera. Penso anche che il lavoro che stiamo facendo anche oggi, che state facendo voi con questo blog, il lavoro di continuare a condividere le informazioni sia un lavoro estremamente importante. Non dobbiamo pensare che quello che succede a Parigi sia un qualche cosa di isolato dove l’attenzione cade e automaticamente si parlerà di altre cose. L’impegno deve essere sistematico, sostenuto e verificabile. Penso che al momento ci siano queste possibilità Grazie a tutti voi. E’ stato un piacere contribuire a questo blog e mi raccomando passateparola perché in realtà solo passando parola si crea quella che è poi la conoscenza della tematica e la conoscenza del rischio.