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Il Passaparola di Aldo Giannuli sui super poteri del presidente della Repubblica

Perché la distinzione tra Capo dello Stato e Capo del Governo
Assemblea Costituente discusse a lungo se mantenere la figura del Capo dello Stato distinta da quella del Capo del Governo, a molti sembrava soltanto una riedizione inutile della figura del Re. Alla fine prevalse l’idea di mantenere la carica di Capo dello Stato per non concentrare troppi poteri nelle mani del Capo del Governo e il Capo dello Stato fu pensato essenzialmente come un organo neutro, un potere di arbitrato con funzioni di mediazione e garanzia. Al Presidente della Repubblica sarebbe spettato fare due cose: mediare tra le forze politiche per assicurare il buon funzionamento delle istituzioni e garantire la Costituzione. Per questa ragione l’Assemblea Costituente pensò a alcune misure che evitassero un Capo dello Stato troppo influente, ma nello stesso tempo capace di intervenire nel momento in cui il sistema si fosse bloccato.

7 anni di mandato: un’esagerazione
Quindi il primo luogo il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto avere un’età piuttosto avanzata. Infatti è la carica che richiede l’età più alta, 50 anni, e per i motivi di cui sopra, avrebbe avuto una durata, il mandato, molto lunga, 7 anni. Ad oggi sono poche le costituzioni che assegnano 7 anni al Capo dello Stato, la nostra, quella francese e qualche altra, a parte ovviamente le monarchie, in modo da ottenere un’elezione alla carica di Presidente della Repubblica, come coronamento della vita politica di un esponente e in qualche modo sottrarlo alla pressione del Parlamento e di altre forze politiche. Quindi si immagina che il Presidente della Repubblica dopo avere svolto la sua funzione, abbia un processo di notabilizzazione, ovvero sia un notabile. Allora al Presidente vennero dati tutta una serie di poteri, dei quali alcuni ordinari, altri invece destinati a essere usati solo in determinate circostanze, cosiddetti poteri silenti (in condizioni normali).

Superpoteri del Presidente della Repubblica
Al Presidente vennero attribuiti una ventina dei poteri dei quali voglio ricordare i più importanti:
1. rappresentanza della Nazione,
2. facoltà di indire elezioni e referendum,
3. sciogliemento delle Camere quando queste risultino prive di una maggioranza o incapaci di svolgere le proprie funzioni.
4. nomina del Presidente del Consiglio e dei Ministri,
5. nomina di 5 membri della Corte Costituzionale e di 5 senatori a vita,
6. firma di leggi e decreti e può rinviarli, qualora ritenga che non abbiano la copertura di spesa o rappresentino violazioni costituzionali, alla Camera per una nuova deliberazione
7. rivolge messaggi alle Camere sollecitando un certo intervento, un certa posizione, fa parte dei suoi poteri di persuasione, la cosiddetta moral suasion
8. concede la grazia eventualmente,
9. presiede il Consiglio Superiore nella Magistratura,
10. presiede il Consiglio Superiore della Difesa
11. garantisce la Costituzione.

Praticamente al di sopra della legge
Il Presidente della Repubblica dura 7 anni proprio per essere in qualche modo emancipato dal Parlamento che lo ha eletto. Il Parlamento dura 5 anni, quindi in qualche modo la carica del Presidente della Repubblica è pensata per sopravvivere al Parlamento che l’ha espresso. Pensate che qualche volta addirittura può avere tre diversi Parlamenti, quello dell’elezione, poi uno successivo poco dopo e quello in cui finisce il suo mandato. Non può esercitare alcuni dei suoi poteri come lo scioglimento delle Camere negli ultimi 6 mesi del suo mandato, il cosiddetto “semestre bianco”. Dunque a garanzia del Presidente ci sono una serie di misure, la prima l’abbiamo detta, la lunghezza del mandato, il Presidente poi gode dell’irresponsabilità di fronte a qualsiasi altro organo costituzionale, per esempio il Parlamento non può votare mozioni di censura sul Presidente o richieste di dimissioni In poche parole gode dell’immunità penale.
Può essere processato solo per due reati: attentato alla Costituzione e alto tradimento, nel qual caso è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, poi giudicato dall’Alta Corte di giustizia che comprende 16 giudici eletti dal Parlamento in seduta comune e i 15 giudici costituzionali, dei quali ricordo, 5 nominati da lui. Quindi in qualche modo il Presidente della Repubblica ha scarsissimi controlli, esercita una grande quantità di poteri ma non ha controlli su eventuali abusi. Eventuali abusi a meno di non configurare un attentato alla Costituzione non sono perseguibili.

Da garante a ingombrante
Questo è uno degli aspetti più delicati che pian piano ha prodotto una trasformazione della carica. In un primo momento il Presidente della Repubblica ha accentuato una sua funzione notarile, non di intervento politico, in qualche modo c’era una sorta di fair play istituzionale che portava il Presidente a guardare con grande attenzione al suo ruolo di arbitro neutrale. Questo fair play però a cominciare dagli anni 70 è andato via, via declinando e abbiamo avuto Presidenti che hanno usato i loro poteri per diventare un vero e proprio organo di indirizzo politico in qualche caso concorrente o addirittura prevalente sul governo. Non introduco altri argomenti perché… questo beve dipinto dei poteri del Presidente e delle immunità che lo assistono già dà l’idea dell’importanza della carica. Per concludere sottolinerei proprio quest’ultimo aspetto: nel tempo la carica è stata esercitata in modi molto diversi, molti poteri che sulla carta sono scritti in modo estremamente generico poi hanno avuto una loro funzione un loro modo di essere esercitati in base alla personalità del singolo Presidente.
Quindi determinante per capire la funzione nel sistema politico del Presidente non è solo quello che c’è scritto nella Costituzione, ma anche le caratteristiche personali del Presidente e soprattutto la situazione particolare in cui si trova storicamente a esercitare il suo mandato, di questo magari parleremo in prossime occasioni. Passateparola!Aldo Giannuli

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