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Nella Convenzione europea per i diritti umani c’è l’articolo 10 sulla libertà d’informazione: Abbiamo il diritto di inviare e ricevere informazioni senza interferenze da parte delle autorità e senza limitazioni di frontiere. Tutto questo è sotto attacco, perché ci sono molte proposte per bloccare, censurare, filtrare internet. L’articolo 8 della Convenzione europea stabilisce che abbiamo diritto ad una vita privata e ad una corrispondenza privata; cose ancora più a rischio, perché sono tanti quelli che vogliono spiare ciò che facciamo: ispezioni, sorveglianza, c’è una direttiva sulla conservazione dei dati, e naturalmente le rivelazioni, grazie a Edward Snowden, su quello che sta facendo la NCI, l’Agenzia per la Sicurezza americana, insieme ai governi europei.
Christian Engstrom

Mi chiamo Christian Engstrom e sono membro dell’europarlamento per il Partito dei Pirati della Svezia.
Penso che internet sia la cosa più fantastica che potesse succedere in politica. Fa sì che un normale cittadino possa impegnarsi, interessarsi, e fare la differenza; ciò è fantastico. è la cosa più importante che sia accaduta nella nostra società dopo l’invenzione della stampa; ma in particolare per la democrazia è magnifico. Sono stato un programmatore informatico, un imprenditore; poi mi sono interessato ad un particolare dossier europeo: i brevetti nel software, e sono entrato in contatto con una rete di attivisti europei che lavoravano su questa specifica direttiva. Abbiamo lavorato tantissimo nel corso di due anni, eravamo un gruppo di attivisti provenienti dai diversi Paesi europei, e abbiamo vinto.
Noi lavoriamo per proteggere i diritti fondamentali su internet: questo è il ‘cuore’ della nostra missione.
Siamo il Partito dei Pirati, siamo a favore della condivisione di file, ma naturalmente nessuno sano di mente fonderebbe un partito solo per la condivisione di file; ora ce l’abbiamo, funziona perfettamente, ma il problema è che, nel tentativo di bloccare questa condivisione dei file, sono sotto attacco i nostri diritti fondamentali.
Le istituzioni europee, la Commissione europea, fanno tante consultazioni, chiedono apertamente e tutti possono rispondere e dire quello che pensano sui diversi argomenti. Il problema è che, raccolte tutte le risposte, quello che succede di solito qui a Bruxelles è che si cominciano ad ascoltare le lobby delle grandi aziende e, 99 volte su 100, la commissione proporrà quello che dicono le lobby.
Il Partito dei Pirati svedese è nato il primo gennaio 2006. è stato fondato da Rick Falkvinge. E’ bastato sentire il nome per capire esattamente di cosa si trattava, e non è stato possibile per me rimanerne fuori: in ragione del mio passato da attivista aderirvi è stato assolutamente naturale. Così ho acceso il computer, mi sono collegato al sito, e sì, il programma era esattamente quello che mi aspettavo, e poi le cose sono andate avanti. Nel giugno del 2009 abbiamo preso il 7% nelle elezioni europee, che ci hanno dato 2 seggi nel parlamento europeo.

Il nostro successo più grande, secondo me, è stato lo stop di ACTA*.
Le ragioni di questo successo risiedono nel fatto che centinaia di persone, dappertutto in Europa, sono scese in strada; tante persone hanno scritto email ai membri del Parlamento europeo. E’ facile pensare “Sono solo un cittadino qualsiasi, quello che faccio non è di nessuna importanza”, è sbagliato, perché la differenza che fa è grande, in particolare nel Parlamento europeo, perché i membri del Parlamento europeo non stanno agli ordini del partito, sono indipendenti nelle decisioni che prendono, e quando vedono che i cittadini hanno davvero a cuore qualcosa, ne tengono conto. Dal 2009 al 2012 noi abbiamo lavorato su ACTA qui, dentro il Parlamento, abbiamo continuato comunque e abbiamo provato a dire alla gente fuori cosa stava succedendo, in modo che gli attivisti interessati potessero seguire gli eventi, ed è stato questo che ha reso possibili, al momento opportuno, le dimostrazioni.
E’ come nel film “Mulan” della Disney dove l’imperatore dice: “Il risultato di questa guerra può dipendere da un singolo soldato o da un chicco di riso”, nel caso di ACTA, noi siamo stati quel chicco di riso. Noi, il Partito dei Pirati, abbiamo una proposta per legalizzare la condivisione dei file e una per riformare il copyright.
Quando sono arrivato al Parlamento europeo mi sono unito al gruppo dei verdi come indipendente e abbiamo riportato un grande successo: abbiamo convinto il gruppo dei verdi ad adottare la nostra politica sulla condivisione dei file come loro linea ufficiale qui, nel Parlamento. E’ vero, i verdi hanno solo il 7% dei seggi nel parlamento, ma il fatto che siamo qui, all’interno, in grado di parlare con gli altri quotidianamente, vuol dire che abbiamo la possibilità di condividere le nostre idee; che è l’unico modo di arrivare ad ottenere qualcosa, in politica. E’ ovvio che da soli non arriveremo mai ad avere la maggioranza, quindi possiamo vincere solo se altri partiti rubano il nostro programma, copiano le nostre idee; è su questo che stiamo lavorando: è molto incoraggiante esserci riusciti con almeno un gruppo. Oggi internet è l’infrastruttura di informazioni più importante che abbiamo e deve essere trattata seriamente, come una parte del mondo, perché di questo si tratta.
Perché la democrazia funzioni, c’è bisogno di una cittadinanza attenta, che non può esserci laddove manca l’informazione.

(*)L’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (meglio noto come ACTA) è un accordo commerciale plurilaterale volto a dettare norme più efficaci per contrastare la contraffazione e la pirateria informatica, al fine di tutelare copyright, proprietà intellettuali e brevetti su beni, servizi e attività legati alla rete.
Il 4 luglio 2012 il Parlamento europeo ha definitivamente respinto il trattato di anticontraffazione ACTA: 478 deputati hanno votato contro, 39 a favore e 165 si sono astenuti.

Intervista realizzata da Francesco Attademo