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Passaparola – Il popolo della Val di Susa non puo’ perdere
(20:00)

Patrimoniale, Ici sulla prima casa, aumento dell’età pensionabile, diminuzione dei dipendenti pubblici, queste le probabili misure del prossimo governo Monti. I 22 miliardi della Tav insieme ai miliardi da sperperare in opere inutili come la Gronda di Genova e l’Expo di Milano equivalgono come cifra alla manovra di circa 35 miliardi che ci aspetta. E allora perché non iniziare dalla cancellazione di questi costi a carico della collettività? I cittadini non possono essere spremuti come limoni per ingrassare i partiti e le lobby. Bisogna esportare il modello della Val di Susa, informazione e consapevolezza dei propri diritti, in tutta Italia, da Genova a Milano. Revelli ci dà oggi una buona notizia: la Tav non passerà mai!

Intervista a Marco Revelli, sociologo e storico italiano.

E’ previsto un aumento del 600% (espandi | comprimi)
Un caloroso saluto a tutti gli amici di Passaparola, oggi parliamo di Tav, del Tav sostantivo maschile perché l’acronimo significa treno a alta velocità, credo che ormai tutti lo sappiano. Il Tav è un’impresa inutile dal punto di vista trasportistico, dannosa dal punto di vista ambientale e insostenibile dal punto di vista economico e finanziario.

Inestricabile intreccio politica e affari (espandi | comprimi)
Le voci che escono dal coro vengono immediatamente sanzionate, pensiamo a quel breve accenno che Luca Mercalli ha fatto a “Che Tempo che fa” e alle reazioni scomposte che ha sollevato sui grandi quotidiani La Stampa, La Repubblica, Il Corriere della Sera. Il movimento No Tav è indicato regolarmente come un nemico, dichiaratamente, perché? Perché quest’accanimento in un’opera che è platealmente inutile, dannosa e insostenibile?

90 mila Euro al giorno per vigilare un buco (espandi | comprimi)
Infine, pesa la crisi della rappresentanza, la rottura del rapporto tra rappresentanti e rappresentati, tra governanti e governati. In Val di Susa questo si è lacerato drammaticamente senza che nessuno dei partiti coinvolti se ne preoccupasse, perché in realtà se ne preoccupano sempre meno anche in situazioni non così drammatiche come quella valsusina, questo distacco crescente, questa forbice che cresce tra la logica del decisore,