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La crisi della Cina e la depressione mondiale
(17:30)

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La crisi che ci ha colpiti dall’estate dell’anno scorso e la conseguente recessione di quasi tutti i Paesi europei ha comportato una caduta verticale delle importazioni e di questo ha fatto le spese in primo luogo la Cina. Si sta fermando l’economia mondiale. E’ estremamente pericoloso perché questa dinamica può colpirci molto seriamente.Aldo Giannuli

Il Passaparola di Aldo Giannuli, Professore di Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università statale di Milano.

La grande locomotiva cinese comincia a fermarsi (espandi | comprimi)
Saluto gli amici del blog di Beppe Grillo. Sono Aldo Giannuli, insegno Storia del mondo contemporaneo presso la facoltà di Scienze Politiche dell’università Statale di Milano. Dopo essermi occupato per molto tempo di strategia dell’attenzione e Storia degli anni ‘70 sono andato maturando altri interessi, in particolare della globalizzazione e di analisi dell’attuale crisi economico/finanziaria in atto.
Quattro anni fa iniziò la crisi finanziaria che viviamo tutt’ora: per la verità era iniziata l’anno prima, noi ci accorgemmo della crisi nel settembre del 2008 per il fallimento della banca Lehman Brothers. Dalla crisi si disse che si stava uscendo – ma in realtà si trattava di una tregua – grazie agli interventi della Banca Centrale Americana, la Fed, che concesse moltissima liquidità a bassissimo costo alle banche che erano in pericolo di fare la stessa fine della Lehman Brothers e della Banca Centrale Cinese, che stanziò ben 608 miliardi di dollari per rilanciare la produzione nel Paese e sostenere la domanda aggregata mondiale.

L’economia mondiale si sta fermando (espandi | comprimi)
Quest’anno ci sarà il congresso del Partito Comunista cinese, nel quale ci sarà l’avvicendamento tra il gruppo dirigente uscente Hu Jintao-Wen Jabaoe il nuovo gruppo dirigente: Presidente della Repubblica e Segretario del partito dovrebbe diventare Xi Jinping e capo del governo Li Keqiang. Bisogna tenere presente una cosa: il Partito Comunista cinese è un partito molto particolare nel quale sono consolidate vere e proprie correnti all’interno del gruppo dirigente; c’è il cosiddetto Gruppo di Shangai, il più dichiaratamente liberista, più legato alla finanza internazionale e per il quale fa apertamente il tifo la Banca Mondiale, c’è il gruppo dei Tuanpai, degli ex Giovani Comunisti degli anni ‘80 che ha una coloritura più nazionalista, c’è poi il gruppo dei cosiddetti Principi Rossi, gli eredi dei grandi eroi della Grande Marcia, i figli e i nipoti dei dirigenti del partito durante il periodo rivoluzionario.

La trappola della liquidità (espandi | comprimi)
La prospettiva del gruppo dirigente cinese quale può essere? Esportare in questa situazione diventa difficile, puntare sul mercato interno è certamente una soluzione più razionale e preferibile, ma non è una soluzione semplice e indolore. La Cina ha vissuto un momento di grande febbre dell’inflazione in questo periodo. Inflazione molto contenuta rispetto ai tassi che abbiamo vissuto noi in Europa negli anni ‘80, quando l’inflazione in Italia superava il 20%. In Cina dal 2010 fino alla metà del 2011 c’è stata un’inflazione sul 6 /7%, però bisogna sempre rapportarsi alla realtà storica e sociale di ogni singolo Paese. In Italia un’inflazione del 20%, pur essendo una patologia economica piuttosto preoccupante, era qualcosa che poteva essere sostenuto dati i nostri livelli di consumo.