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Passaparola – L’alba dei movimenti
(12:00)

Il Passaparola di don Andrea Gallo

Don Gallo di Genova, del porto, un vecchio di 83 anni e mezzo, saluta proprio con amore gli amici del blog e l’amico Beppe Grillo e Passaparola. Finalmente il Cavaliere è caduto da cavallo, lui dice che voleva scendere, a ogni modo è a terra e allora ci si chiede come siamo potuti scendere in una crisi.
La crisi è di sistema ormai, di anni, lo sbandamento generale, un governo che non ha saputo affrontare la crisi internazionale. Conseguentemente siamo caduti in una crisi spaventosa di tutta l’Italia, di chi non arriva non alla fine del mese, di chi non arriva alla prima settimana del mese! La Fondazione Zancan con la Caritas un mese fa: “Il 5% degli italiani sono dei miserabili, il 13,1% stanno per diventarlo, il 20% di nuovi poveri”. Vorrei dirvi a tutti, è il momento di tirare su la testa. Mi è piaciuto lo slogan del movimento femminista, l’ho detto anche a dei compagni, che bello “Se non ora quando?”.

Agitatevi, ragazzi e ragazze ! (espandi | comprimi)
Questa Costituzione prevede i partiti, speravo in Bersani e poi vedo questi scontri correnti. Veltroni scrive al Segretario da Il Corriere della Sera, Fassino (scrive,ndr) a La Stampa, D’Alema a Il Corriere dei piccoli. Bersani ma ce l’avete un salone per guardarvi in faccia?

La speranza è più forte (espandi | comprimi)
Questa cappa per difendere la casta… si aggrappano ai muri per riuscire a dire che anche loro collaborano, tutti i pontentati economici, fortissimi, non forti! I pontentati mafiosi, questa mafia che è ancora imperterrita, questo potere moralistico della Chiesa.

Guarda il comportamento degli operai della FIAT, questo amministratore che dice fa e disfa, via un cantiere a Genova dei più gloriosi d’Italia, che si vuole cancellare. I ladri in questa nazione si vantano di esserlo, l’abiezione non ha limiti. Il grande messaggio che veniva dal G8 10 anni fa, tutte le schiere dei ragazzi, soprattutto rete Lilliput, 70 sigle, il grande Zanotelli l’aveva istituita, Don Bizzotto dei beati costruttori di pace di Padova. Cosa gridavano i giovani? Nessuno li ha ascoltati 10 anni fa. Ero qui a parlare con il regista Mario Monicelli che saluto se è in cielo e Ettore Scola il giorno dopo, gridavano i ragazzi e le ragazze “Signori del G8, ma non vi sembra una cinica pretesa di venirci a dire ancora una volta che l’unico mondo possibile è il vostro? Banca mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio. Alcuni di voi dicono che sono cristiani e sono adoratori di una divinità una e trina, se idolatrica, mercato selvaggio, tecnologia sempre a favore del mercato, deterrenza totale, le missioni di pace per coprire il capitale”.
I registi mi dicevano “Don Gallo, riusciremo a sradicare nelle nuove, nuovissime generazioni, l’assenza di futuro?”. Risposi “Il male grida forte, me lo scrivono i ragazzi sulle mie bacheche, però qualcuno scrive: ‘La speranza è più forte in un nuovo mondo, l’ecologia, l’attenzione, il vedere un nuovo modello di sviluppo’”. Mi sa che ha ragione Beppe, qui bisogna tornare a coltivare la terra per mangiare. Pensi ho conosciuto i Sem Terra assaliti dalle squadre paramilitari, però ormai dopo 3 mila morti, hanno tremila iscritti alle università, la nuova classe dirigente con idee, con motivazioni, con forza, allora ecco che grido ancora una volta “La risposta da dove può venire?”. Si sono squalificati, i partiti non si salvano, non hanno voluto attingere l’ossigeno che viene dalla società civile, non lo vogliono, continuano a pensare “Ti sostengo se mi dai tre assessorati, tu mi dai…”. Adesso abbiamo un governo…, ma quali tecnici? Sono chierici del capitale e allora l’unica risposta è che fioriscano i movimenti. Vedo, e ormai ci credo, un movimento che via, via, camminando farà emergere nuovi candidati, dei volti nuovi e ricostruire una democrazia in Italia che è un’eutanasia da anni! La Costituzione diventa uno straccio. La Costituzione il primo gennaio 1948 non è stata introiettata, non è entrata nella coscienza. I nuovi movimenti potranno ritrovare queste motivazioni, scoprire questo bisogno di responsabilità personale. Partire sì dai doveri e ecco allora i diritti, una solidarietà che produce dei diritti e non delle elemosine, quindi questa grande voglia di dire “A questo punto vogliamo costruire insieme una città, una città più umana, una città che sente il bisogno, che si verifica, che veramente deve per esempio come fa un candidato alle politiche… qualunque candidato nella sua agenda, la priorità dovrebbe dire ‘Accetto perché la mia priorità è il bene comune!’”.
La nostra speranza sono i movimenti (espandi | comprimi)
Bisogna camminare insieme, è chiaro che nessuno si libera da solo in una situazione del genere, è chiaro che non arrivano le bacchette magiche, qualcuno che libera un altro. Ci si libera insieme, e allora ben venga questo vento, che cominci veramente a crescere.

E infine vi faccio una grande domanda, anzi la rivolgo proprio a tutti, chi ha la sovranità? La persona con i suoi diritti e doveri o il mercato? Voi ragazze, ragazzi, cittadini, cittadine! Questo è il punto centrale, la sovranità, ecco perché la nostra speranza sono i movimenti, questo vento nuovo che si allarga, un vento nuovo proprio, dove ciascun cittadino e cittadina scopre la sua sovranità. La decisione spetta al cittadino che si mette insieme, che si organizza. E ricordatevi tutti, passate parola!