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Michele Santagata è un giornalista del giornale locale La Provincia di Cosenza che sta portando avanti un’inchiesta sul PM Federico Bisceglia, morto alla mezzanotte del 1 marzo in un incidente dalle circostanze ancora da chiarire al chilometro 250 della Salerno – Reggio Calabria. Bisceglia indagava sulla Terra dei Fuochi. Il blog ha intervistato Michele Santagata che racconta tutto quello che ha scoperto e si chiede quanto ancora ci sia da scoprire.

“È domenica primo marzo e sono le 10:57 l’azienda Adnkronos batte un comunicato dell’Anas che dice: “Muore un giudice all’altezza del chilometro 205-700 dell’A3 carreggiata sud, circa intorno la mezzanotte”, ma due ore prima dalle colonne del mattino.it un altro giornalista lanciava la notizia di un altro incidente avvenuto sempre intorno alla mezzanotte. Si trattava dello stesso giudice. Dava come dinamica un volo da un viadotto alto 30 metri.
Stiamo parlando dello strano incidente che è avvenuto al PM Federico Bisceglia e stando al comunicato dell’Anas è morto circa intorno alla mezzanotte o 10 minuti prima; anche sull’orario c’è un po’ di imprecisione.

Il comunicato smentito
Bisceglia è morto il 28 febbraio in un incidente autostradale avvenuto sulla carreggiata A3 corsia sud e alla Salerno – Reggio Calabria. Da subito questa prima stranezza di un comunicato che paventa una dinamica ed un comunicato ufficiale dell’Anas che ne descrive un’altra, ci ha da subito incuriosito. L’Anas nel suo comunicato parla di un rettilineo, di uno sbandamento con diversi testacoda e di impatti tra le due barriere laterali della carreggiata sud, per poi finire a scontrarsi con la barriera nord per poi finire in una scarpata.

La scena artefatta
Ci siamo recati sul posto per analizzare la scena dell’incidente con un esperto di sinistri e da una prima analisi si vede subito chiaro che è una scena completamente artefatta, non risponde alla dinamica che l’Anas descrive nel suo comunicato. Non vi sono tracce di impatto tra le barriere, salvo questa barriera sfondata a ridosso di una scarpata, dove non si capisce se l’auto si sia fermata o abbia continuato la sua discesa. Abbiamo mostrato ai nostri lettori un book fotografico che parla chiaro. Non serve Sherlock Holmes per capire che quella è una scena artefatta, costruita, messa lì in fretta e in furia senza curarsi dei particolari.

immagine: il punto dell’impatto. Fonte: laprovinciadicosenza.it

immagine: particolare, nessun segno di frenata. Fonte: laprovinciadicosenza.it

immagine: particolare, il guardrail dopo l’impatto. Fonte: laprovinciadicosenza.it

immagine: particolare, la scarpata dove Bisceglia avrebbe trovato la morte secondo un comunicato, poi smentito. Fonte: laprovinciadicosenza.it

La dinamica mai spiegata
Pensiamo che sia successo qualcosa quella notte, pensiamo alle strane coincidenze di un altro incidente visto da alcuni nostri testimoni. Qualche ora prima della mezzanotte, qualche ora prima del presunto impatto del giudice al chilometro 205 visto nell’altra corsia, intorno alle 21.21, di cui non si trovano più tracce. Queste sono alcune delle stranezze di questo caso. Un’informazione confusa e contraddittoria, una dinamica che non è mai stata spiegata e non per ultimo una serie di circostanze che non tornano nella ricostruzione della giornata di quel 28 febbraio del PM Federico Bisceglia. Non vogliamo fare necessariamente dietrologia oppure aggrapparci al complottismo per vendere qualche copia in più, non è questo che ci interessa.

Alcune lecite domande
Come mai non ci sono foto di questo incidente?
Come mai non vi è una relazione pubblica messa a disposizione della stampa che descriva una dinamica credibile viste che incongruenze con la scena del presunto incidente?
Come mai alcuni giornalisti parlano di un volo di 30 metri, e l’Anas smentisce? Chi dà queste informazioni ai giornalisti?
Come mai la Dottoressa Russolillo dice di non ricordare la dinamica perché lei dormiva in auto, salvo poi in un altro comunicato dire che 10 chilometri prima dell’impatto i due fecero una sosta?

La verità sul PM Bisceglia
Un’altra stranezza: come mai in un primo momento sulla Dottoressa Russolillo vengono diffuse notizie che la danno in prognosi riservata, salvo poi comunicare le sue buone condizioni di salute? Ne siamo ovviamente lieti di questo. Sono delle incongruenze palesi e che non serve analizzarle alla lente di ingrandimento talmente sono evidenti e macroscopiche. Chiudiamo dicendo che la nostra inchiesta continua innanzitutto e noi quello che cerchiamo è solo la verità, non capiamo perché nella nostra terra, deve essere sempre tradita!” Michele Santagata, giornalista