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Nonino: una realta’ italiana
(22:00)

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Nella piccola e media impresa c’è la necessità di diminuire i costi della politica, di migliorare tutto l’apparato burocratico, sono cose che si dicono da tanti anni, ma per le quali è stato fatto ancora molto poco.
Confrontando i dati, mi riferisco alla Comunità Europea, si vede come in Italia sono state aumentate tantissimo le tasse, questo vale per le imprese ma anche per le famiglie e il cittadino, in maniera smisurata e in realtà non sono state abbassate le spese. Se uno si rapporta a quelle che sono le spese in una azienda piuttosto che in una famiglia, la prima cosa che una persona di buonsenso fa, è ottimizzare le spese. Antonella Nonino

Il Passaparola di Antonella Nonino, imprenditrice dei distillatori Nonino
La salvaguardia della tradizione (espandi | comprimi)
Buongiorno agli amici del blog di Beppe Grillo, sono Antonella Nonino e rappresento la quinta generazione della famiglia Nonino, che distilla grappa dal 1897. La grappa è sempre stato un prodotto tipicamente italiano, soprattutto delle regioni del nord Italia ed é legato alla civiltà contadina, perché non dimentichiamo che il Friuli ha fatto parte dell’impero austroungarico per tantissimi anni. Il distillato della frutta era per le classi più abbienti, mentre la vinaccia, il residuo della vinificazione veniva lasciato ai contadini o addirittura ai mezzadri e per loro diventava una fonte fondamentale di sussistenza. Non posso dimenticare le parole di Padre David Maria Turoldo: “La grappa era l’acqua di fuoco che ti dava la forza di dimenticare la fame e di andare avanti.”

I problemi delle imprese italiane (espandi | comprimi)
Il nostro Paese tutela relativamente la produzione enogastronomica, ci sono movimenti, come lo Slow food, che cercano di dare risposta alla tutela del nostro patrimonio enogastronomico, a tutelare quindi la qualità. In particolare penso alla grappa, purtroppo, non c’è una legge che la tuteli, se pensiamo che per il Whisky e per il Cognac esiste una regolamentazione della produzione, che è stata definita da tantissimi anni, addirittura l’Ouzo greco ha una sua regolamentazione di produzione, cosa che nel nostro settore non avviene. In Italia l’80% della grappa è industriale, non c’ è l’obbligo di specificare in etichetta se il prodotto imbottigliato deriva da una produzione artigianale o industriale; il produttore serio come noi cerca di fare distinguo sull’etichetta, però sarebbe opinabile una maggiore attenzione alla qualità, perché oggi sappiamo che nel mondo globale il prodotto vincente è il prodotto di sempre maggiore qualità, relativo specificatamente al singolo Paese, perché in un mondo così ampio è ovvio che il prodotto cerca cose specifiche, che sono uniche, quindi legate all’Italia piuttosto che a altri Paesi e che siano di qualità.