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Gli zuccherifici stanno chiudendo. Hanno ceduto il posto a supermercati vuoti, disoccupazione e (indovinate) petrolio. Barbabietola e petrolio convivono in molti Paesi, come il Brasile.
In Italia si preferisce far chiudere chi offre alternative al petrolio. Alternative verdi, meno inquinanti, meno costose. La Alcoplus di Ferrara che produce biocarburanti chiuderà, 46 dipendenti saranno licenziati. Il motivo? La chiusura in serie degli stabilimenti saccariferi ha ridotto le scorte di melasso dal quale si ricava l’alcol. La concorrenza ha spinto sull’acceleratore, riducendo il prezzo del biocarburante che si ottiene mescolando alcol di origine vegetale con derivati del petrolio.
Finisce così la storia di una distilleria che produceva alcol impiegato nelle produzioni più note del made in Italy e che, in pieno boom degli eco-carburanti, non riesce a vendere i suoi 390mila ettolitri di produzione annua. Finisce? Non finisce, non possiamo farla finire! Aziende come la Alcoplus rappresentano il presente e il futuro.
Lo Stato ha finanziato per anni i petrolieri con i nostri soldi, quelli della bolletta dell’Enel. Uno, Garrone della ERG (mp3), è stato intervistato, ascoltatelo, è meglio che andare al Circo.
Il ministro dipendente Castro intervenga. E’ lì per tutelare noi e per far vivere società come la Alcoplus che vanno moltiplicate, anche per rilanciare gli zuccherifici.
Una, cento, mille Alcoplus. Inviamo a Castro una mail di promemoria.