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“Ci risiamo, piovono pietre! E’ straordinario: tutte le volte che mi capita di scrivere o recitare un lazzo grottesco su un personaggio politico della destra e qualche volta anche della sinistra, vengo subito aggredito da una caterva di insulti dai soliti giornali moralmente corretti e dai media in genere. In questo caso lo sberleffo indegno che ho prodotto ha colpito due personaggi che rischiano di venire eletti come ministri o sottosegretari del nuovo governo. Ed ecco che scatta subito il reato di lesa maestà. Il primo da me colpito è stato Brunetta, detto da qualche commentatore sgarbato ‘il petulante di turno’. Il secondo è l’ex Presidente del Senato Schifani. Mi sono permesso di far notare come il suo cognome sia onomatopeico… in quel suo nome c’è già tutto: il rifiuto e il senso di angoscia che procura il suono di questa parola. Schifani.
Cominciamo con il puntualizzare come mi sono espresso nella prima ironia. Di che atto indegno mi sono macchiato?
Ho detto: “Brunetta che giura da ministro? La prima cosa che faccio è cercare un seggiolino per metterlo a livello, all’altezza della situazione. Oppure meglio una scaletta, così se la regola da sé! Sarebbe una gentilezza che si fa a Brunetta, e alla società, per non aver l’angoscia di vedere qualcuno che non ce la fa. Sia chiaro, non è mai gentile approfittare della situazione fisica di un personaggio per denigrarlo perché a noi interessa soprattutto il suo cervello… questa sì che è la dimensione essenziale!”
E qui si è spalancata la cupola dei benpensanti e ha avuto inizio la gara dell’indignazione: onorevoli di razza eletti dal popolo sovrano – si fa per dire sovrano! – maître à penser, cronisti di rango e soprattutto la sacra pletora dei politici che in coro si indigna per tanta smaccata protervia comica.
Ma come?! Soltanto qualche giorno fa vi è capitato, cari rappresentanti del popolo, di ascoltare le parole pronunciate proprio nei vostri riguardi dal Presidente della Repubblica in persona che brutalmente lanciava accuse feroci contro di voi e il vostro comportamento nei governi di questi ultimi vent’anni. E voi eravate lì, di fronte a lui, che vi diceva:
“Siete di fatto degli ipocriti. Vi siete comportati con irresponsabilità e doppiogiochismo, amici miei! Avete operato con furbizia e avidità di potere…”
Ci mancava solo che concludesse con un “Fate schifo”!
E voi con espressione da impuniti con la faccia di tolla, avete esibito sorrisi radiosi e avete applaudito festanti.
Ma il Presidente parlava di voi, del vostro comportamento, e bacchettava feroce la vostra insipienza, l’agire solo per un unico interesse, il vostro e quello della vostra casta.
Nessuno si è battuto manate sulla fronte e sul petto. E’ come se Napolitano parlasse di qualcuno che non era lì seduto davanti a lui ma di altri indegni che stavano fuori ben nascosti.
Ma come si permetteva quel vecchio signore, che voi avevate appena rieletto, di mancarvi così palesemente di rispetto davanti ad ospiti e a giornalisti – e ancor più dinnanzi a tutta la nazione che stava ascoltando quelle parole di fronte alla televisione a reti riunite?
Nessuno che si sia levato in piedi offeso a gridare: “E no, non accettiamo questi insulti, assolutamente non li meritiamo!”, e magari con un gesto davvero epico abbia spostato le sedie e sia uscito dal palazzo masticando parole indignate!
No! Tutti seduti fermi e col viso sereno, soddisfatti del proprio operare davanti a tutta la nazione!
All’istante mi viene in mente “il re è nudo!” gridato da una voce innocente di un bambino nella favola di Andersen che l’aveva scritta proprio per dileggiare il proprio monarca. Il popolo si fece una grossa risata, la corte un po’ meno; ma nessuno mandò insulti all’autore della satira.
Già, ma la favola era ambientata nella Danimarca del Ottocento. Noi da tempo abbiamo perduto il senso dell’umorismo e soprattutto l’ha perduto chi ci governa. Da noi è normale cacciare dal palco o dal video chi fa ironia sul potere.
Ricordo ancora che circa cinquant’anni fa, recitando in televisione, io e Franca – per esserci permessi di far sapere che da noi in Italia esiste la mafia che assassina i sindacalisti a decine e i lavoratori in gran numero e che gli operai che cadono dalle impalcature senza protezione finiscono spiaccicati al suolo – ci siamo visti censurare un’intera trasmissione, Canzonissima, e fummo costretti ad abbandonare la RAI e per sedici anni fummo banditi, puniti come malfattori.
Quindi non temete, potete continuare tranquilli a cacciarci se vi riesce e, come ha richiesto certa stampa, a pretendere che l’Accademia di Svezia ci ritiri il Premio Nobel, ma qui bisogna che vi avverta subito: andate a rischio che in seguito a questo nostro comportamento verso una nazione come è oggi l’Italia ce ne diano un altro di Premio Nobel, con la stessa motivazione del primo. “Questo premio vi è consegnato per aver dileggiato il potere a vantaggio della dignità degli oppressi. Grazie! Continuate così!”. Dario Fo

PS: Ad ogni modo avrete altre possibilità di risentirvi con maggior foga perché fra dieci giorni circa uscirà un intero libro scritto da me e Giuseppina Manin dedicato alla satira dal titolo “Un clown vi seppellirà”. Siamo quasi certi che le persone spiritose si divertiranno… un po’ meno certi politici!