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“Non si tratta dei soliti scontrini o delle magagne sui rimborsi per l’attività politica, bensì di un’inchiesta sul dissesto della città di Potenza che vede altre 35 persone iscritte nel registro degli indagati da parte della Procura.
Per il presidente Pittella si parla del reato di “Corruzione elettorale“, un reato che prevede una pena per chi, “per ottenere, a proprio od altrui vantaggio, la firma per una dichiarazione di presentazione di candidatura, il voto elettorale o l’astensione, da’, offre o promette qualunque utilità a uno o più elettori“. Ritorna alla mente una vicenda che non sappiamo se collegata o meno all’iscrizione nel registro degli indagati di Pittella, ma che caratterizzo’ i primi mesi di questa legislatura. Vicenda frutto dei mal di pancia di uno che, pur avendo portato tanta acqua al mulino pittelliano, è attualmente escluso dai giochi e dalle stanze del potere: Nicola Benedetto, rieletto nelle file di Centro Democratico, dopo aver fatto una prima consigliatura per IDV. Erano gli inizi del 2014 quando su facebook si diffuse un documento che attestava un presunto accordo elettorale tra PD e Centro Democratico, documento che vedeva le firme di Pittella, De Filippo, Speranza e lo stesso Benedetto.

VIDEO Il microcredito M5S in Basilicata

Si attendono chiarimenti dai diretti interessati; li attendono i cittadini lucani che si sono svegliati leggendo dell’ennesimo interessamento della magistratura all’operato della classe politica nostrana. Fino ad ora solo silenzio, anche da parte del Servizio Pubblico televisivo regionale, che nella edizione del telegiornale delle 14,00 non ha dedicato nessun spazio alla vicenda.” Gianni Leggieri e Gianni Perrino, M5S Basilicata