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Più dell’inciucio potè D’Alema – Marco Travaglio
(38:06)

Testo:
Buongiorno a tutti, mi scuso, ma sono giù di voce e un po’ raffreddato. Credo che, per riuscire a capire quello che sta succedendo e quello che potrebbe succedere nell’anno prossimo, dobbiamo focalizzare alcuni personaggi e credo che lo faremo nelle prossime settimane.

Il re dell’inciucio (espandi | comprimi)
Uno di questi, protagonista dell’inciucio prossimo venturo, anzi in pieno corso con il Partito dell’Amore è Massimo D’Alema. Massimo D’Alema ormai non riesce più a nascondere neanche per trenta secondi quello che vuole fare, perché è arrivato a un tale livello di inciucismo che gli scappano gli inciuci anche senza volerlo e quindi l’altro giorno, quando una giornalista gli ha chiesto se siamo nuovamente in clima di inciucio, lui ha risposto “ beh, insomma, gli inciuci non sono mica sempre stati soltanto delle cose negative: per esempio, Togliatti ne fece di positivi, perché a volte gli inciuci servono”.

Il primo inciucio: salviamo Rete 4 (espandi | comprimi)
Comincia subito, dicevo, con gli accordi sottobanco alla fine del 94: sopra il banco sfiducia il governo Berlusconi insieme a Bottiglione, allora leader del Partito Popolare e a Bossi, che rovescia il governo di cui faceva parte nel dicembre del 94. Alla vigilia di quell’appuntamento, ossia della caduta del primo governo Berlusconi il 22 dicembre 94, c’è una sentenza della Corte Costituzionale, la quale stabilisce un principio antitrust, correggendo la Legge Mammì, cioè la Corte Costituzionale stabilisce che la legge Mammì è incostituzionale laddove consente alla Fininvest di avere tre reti televisive, quindi impone che Fininvest scenda a due; a quel punto, subito dopo, cade il governo Berlusconi.

Secondo inciucio: al macero la sentenza della Suprema Corte (espandi | comprimi)
“Quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco”. Passano pochi mesi e, all’inizio del 95, Berlusconi ha un altro terrore: ci sono i referendum sulle televisioni promossi dalle Acli, dal gruppo di Fiesole, un gruppo di giornalisti di sinistra, promosso da varie associazioni Arci: si tratta di vietare gli sport dentro ai film in televisione, danno enorme per chi campa sulla pubblicità televisiva e si tratta di portare il numero delle reti a una per ogni soggetto privato, ogni soggetto privato potrà avere una televisione, che è già il massimo concesso negli altri Paesi, ci sono dei Paesi come la Spagna in cui non si può possedere neanche la metà di una rete televisiva, bisogna mettersi in società con altri.

L’inciucio definitivo: la bicamerale e l’eleggibilità fuorilegge di Berlusconi (espandi | comprimi)
E allora Berlusconi teme fortemente l’aspetto giudiziario, ora che i giudici hanno le mani sulla sua finanza estera, dalla quale poi si scopre che partiranno non solo i soldi per Craxi, ma anche i soldi per pagare i giudici, per aggirare le leggi antitrust in Italia, in Spagna etc.. E allora che cosa decide? Quando è debole sul fronte giudiziario Berlusconi fa la faccia serena e amorevole e chiede aiuto: il suo modo di chiedere aiuto è offrire il dialogo, il centrosinistra, nel momento in cui dice “ dialoghiamo, non andiamo alle elezioni”, che cosa dovrebbe fare?

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