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Il Ministro dipendente Tommaso Padoa Schioppa ha detto: “Se un’impresa resta pubblica e da lauti dividendi, ma poi ci fa pagare più care le tariffe, può giovare ai conti dello Stato, ma non allo sviluppo dell’economia“.

Caro dipendente hai ragione, ti esprimi meglio di Catalano. Se l’ENI e l’ENEL producono profitti in regime di monopolio (un po’ come rubare le caramelle ad un bambino) dovrebbero reinvestirli (ad esempio nelle energie rinnovabili) e non distribuirli come profitti agli azionisti, tra cui c’è lo Stato.

Tommaso Catalano Schioppa ci dice anche che privatizzando, ma solo un po’, Poste e Ferrovie, c’è il rischio OPA. In parole povere vuol dire che il controllo può passare ai privati. Una tronchettata insomma. In cui il monopolio da pubblico diventa privato e il buco, non solo quello di bilancio, si allarga con la benedizione delle banche che prestano i soldi per l’acquisto a debito. Nascono così i celebri monopoli privati autostradebenetton e telecomtronchetti.

I servizi primari: energia, trasporti, comunicazioni sono dello Stato perchè costruiti nei decenni dalle nostre tasse, da quelle dei nostri padri, nonni e bisnonni. Non si vendono e non si regalano. Non sono del governo, del parlamento, o di ogni singolo nostro dipendente che sta a Roma. Lo Stato siamo noi, quei servizi sono nostri e i profitti devono essere reinvestiti per migliorarli.

E’ così difficile dirlo? E’ una cosa troppo indecente per i nostri economisti a tempo pieno? Più Stato e meno mercato delle vacche. La dorsale di Telecom va statalizzata. Le autostrade (cosa c’entrano con il mercato? Il percorso autostradale non si può scegliere) vanno restituite allo Stato. Tutti sono capaci di fare gli economisti con il c..o degli italiani.