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Ogni candidato del M5S si è presentato in una e una sola circoscrizione: quella di residenza.

Napolitano ha: “preso atto che difficoltà di vario ordine non consentono una anticipazione della data di convocazione delle Camere“. Tali e tante devono essere che nemmeno lui è in grado di precisarle. No, il conteggio delle preferenze non può essere perché ce le hanno tolte. Vuoi vedere che si è persa qualche busta o si è rotta la calcolatrice? Niente, neanche su internet ho trovato una spiegazione. Possibile che i cardinali che quasi sempre sono over 70 e vengono dai cinque continenti siano più rapidi dei nostri deputati? La causa che impedisce una rapida convocazione delle camere è che ci sono candidati eletti in due o più circoscrizioni che devono scegliere quale tenere: “Ancora oggi non si conosce l’esatta composizione del Parlamento perché ci sono 20 candidati che sono stati eletti in più circoscrizioni o in più regioni e che hanno tempo fino a 8 giorni dalla proclamazione per esercitare l’opzione tra le varie sedi in cui sono risultati eletti. Meritano di essere citati per cognome: Bersani, Marino, Letta e Nardelli per il Pd; Vendola e Boldrini per Sel; Tabacci per il Centro Democratico; Alfano, Berlusconi e Barani per il Pdl; Tremonti per la Lega; Meloni, La Russa e Rampelli per Fratelli d’Italia; Bombassei, Ichino, Casini, Cesa, Catania e D’Alia per il polo di Monti. Dalle loro scelte dipenderà chi entra in Parlamento e chi no con buona pace degli elettori.
Cari bis-tris-poker eletti, che siete le difficoltà di ordine vario per cui le camere non si riuniscono, ci volete comunicare sulla base di quali valutazioni opterete per un seggio piuttosto che l’altro?” marco di gregorio