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Giuseppe Fioroni, ministro dell’Istruzione sul “giro di vite su Internet” alla Stampa:
“Una regolamentazione è un prerequisito di civiltà e spero che l’Italia per una volta possa diventare di esempio”
Giornalista: “Lo sa che nemmeno gli Usa hanno una norma simile?”
Fioroni: “Mi risulta che ci siano altri Paesi invece che sono riusciti a ottenere fior di filtri”
Giornalista: “Intende la dittatura di Pechino?”
Fioroni: “Si. Anche se i nostri obiettivi sono diversi dai loro…”

E’ quindi solo una questione di obiettivi la differenza tra la dittatura e la democrazia. Del resto il fine giustifica i mezzi, forse la Margherita e forse anche la pornografia.
Il dipendente Fioroni aveva infatti, sino a ieri un blog. Letto a quanto sembra da accaniti spammer pornografi.
Che pubblicavano nel blog fiumi di link a siti porno. Se la Rete non ammette ignoranza per Google, non l’ammette neppure per il porno Fioroni.
Per evitare conseguenze dopo le segnalazioni di vari blogger, il suo blog è stato immediatamente oscurato
Ma il contenuto del blog è stato salvato…
E si può vedere… (è meglio non cliccare sui link porno all’interno della pagina per evitare virus).
Anche Fioroni, per sua e nostra tutela, va cinesizzato. Come lui vuol fare con Google. Una censura preventiva. Le sue dichiarazioni siano prima validate da Rutelli. Approvate da Prodi. Corrette da Sircana. Se dirà ancora vaccate, almeno il Governo sarà corresponsabile.