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Ora sappiamo chi era il vero responsabile della Telecom. Era Tavaroli. A capo di Radar. Delle intercettazioni illegali di centinaia di banchieri, manager, politici e anche di familiari del tronchetto. Era Tavaroli. Muoveva centinaia di persone in Telecom. Spostava decine di milioni di euro. Tutto ai danni di Telecom. Spiava il fratello dell’Afef. Il presidente e l’amministratore delegato sono stati gli ultimi a sapere. Erano distratti dai dividendi. Era Tavaroli il burattinaio. Qui i casi sono due. I soliti due. I suoi capi erano inadeguati o collusi. Tavaroli farà la fine di Litvinenko? Sarà polonizzato o basterà la tazzina di caffè?
I politici che starnazzavano per la paura dei tabulati tacciono. La televisione tace. Un silenzio che conviene a tutti. Per passare insieme il Santo Natale. Tronchetti continua a gestire la Telecom attraverso l’amministratore srl teleguidato Buora. E ogni due per tre si cerca di far cassa. Vendere Tim Brasil. Aumentare il canone. Qui il pudore dell’Authority ha avuto la meglio. E Calabrò non ha fatto passare l’aumento. Che però è stato proposto. Se questa è la nuova linea, Rossi è uguale al tronchetto. Giusto un po’ di trucco, un cosmetico, un Ross-etto.
L’anno prossimo spero di incontrarlo all’assemblea degli azionisti. E parlare del più e del meno. Di Skype ad esempio. La telefonia via Rete. Che costa nulla o quasi nulla. Il servizio che ha avuto la crescita più rapida nella storia. E gli chiederò perchè gli italiani devono pagare una tassa chiamata canone. Una tassa che si riversa in dividendi miliardari per i soliti gruppi economici. Che si traduce negli stipendi milionari dei top manager di Telecom. Direttamente dalle nostre tasche. Dai cittadini ai soliti pochi. E’ il famoso bottom up. E il bottom è sempre il nostro. Aboliamo il canone. RESET!

PS: Share action continua…

Scarica "La Settimana" N°49
del 11 Dicembre 2006
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