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“Questo sesto post sulla morte dei giornali sarà inserito nello studio “Press obituary” di prossima pubblicazione su questo blog. La fine dei giornali è una delle cose più prevedibili del nostro futuro, gli unici che non lo sanno ancora sono i giornalisti. Si tratta solo di stabilire la data del decesso che da Stato a Stato varia tra i 5 e i 10 anni.

Il tema di oggi è il “robotic journalism“, l’utilizzo di programmi di content management che combinano intelligenza artificiale, analisi di dati e programmi ad apprendimento continuo che producono contenuti non distinguibili da quelli scritti da un giornalista. Da alcuni anni la crescita esplosiva dei Big Data ha reso obbligatoria l’estrazione e la validazione dei dati da parte di algoritmi e programmi specializzati, impossibile per un essere umano per la quantità enorme dei dati prodotti continuamente. Oggi il 90% dei dati esistenti è stato creato negli ultimi due anni. In sostanza i programmi sostituiranno i giornalisti nella maggior parte della scrittura di articoli o, nel migliore dei casi, forniranno loro il materiale per un’analisi approfondita.
Articoli creati da programmi esistono già da anni nei settori della finanza, dello sport e della meteorologia. Quest’anno l’Associated Press ha deciso di pubblicare i rapporti di bilancio delle società, i cosiddetti “quaterly earning reports“, avvalendosi di una società di robotic journalism, l’Automated Insights, che consentirà di creare 4.400 rapporti per gli Stati Uniti invece dei 300 attuali.
In futuro come in Highlander il numero di giornalisti diminuirà, ma crescerà la qualità dei superstiti. Già oggi i lettori on line cercano gli opinionisti di cui si fidano direttamente sui loro Facebook che spesso fanno numeri superiori alla testata on line che li ospita. Un futuro con meno giornalisti, ma credibili e senza testate e ed editori. I giornali non gli serviranno più.Gianroberto Casaleggio

Post precedenti:

Press obituary/1 Pubblicità
Press obituary/2 Estinzione
Press obituary/3 Iceberg Italia
Press obituary/4: Pure Player 2013
Press obituary/5: I gruppi editoriali