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Esiste un gruppo attivisti della Valpelline, Esprisarvadzo, che vuole realizzare il Progetto “UN NUOVO MODO DI VIVERE LA MONTAGNA”, ovvero far diventare la Valpelline un esempio di economia montana sostenibile.

Forse meno nota rispetto alle valli che contornano il Monte Bianco, la Valpelline non è secondaria per bellezza dei luoghi. L’ambiente d’alta quota è un susseguirsi di ghiacciai, alcuni di grande estensione che coronano cime che arrivano alla massima elevazione del Dent d’Heren (4177 m).

I ghiacciai non sono solo uno spettacolo della natura e un meraviglioso terreno da scoprire ma rappresentano la vita della valle, a cui forniscono approvvigionamento idrico ed energetico. Essi sono però messi in pericolo dall’avanzamento dei cambiamenti climatici, i cui effetti ne riducono la massa in maniera considerevole, con una diminuzione di spessore anche di più di un metro all’anno!

L’interesse locale per l’osservazione e la comprensione di tali fenomeni trova interesse anche presso il dipartimento DIATI del Politecnico di Torino, dove in un progetto su “Cambiamenti Climatici” è stato dedicato il laboratorio “Glacier Lab” allo studio di questi fenomeni. Con rilievi in sito con misure terrestri, aeree e da satellite, la ricostruzione 3D delle superfici glaciali può mettere in evidenza le velocità di fusione, di avanzamento del corpo e del fronte del ghiacciaio, l’interazione neve ghiaccio con i corpi idrici presenti nella valle.

Con il Politecnico sono intercorsi contatti per sviluppare alcune di queste attività proprio in Valpelline, con risultati che potranno incrementare la conoscenza del territorio e potranno essere divulgati attraverso seminari e incontri a disposizione delle associazioni coinvolte e della popolazione della Valle. In questo contesto Esprisarvadzo vuole sostenere l’attività del Politecnico affiancando i ricercatori sul territorio, in qualità di professionisti della montagna, per permettergli di muoversi sul territorio in sicurezza e raggiungere con la strumentazione i siti interessati dalle misure.

Il gruppo di attivisti di Esprisarvadzo vuole far capire agli abitanti della Valpelline la differenza fra il modello di sviluppo attuale ed un possibile nuovo ed alternativo modello basato sulla legalità e rispetto.

Così a partire dal 2020 si impegneranno a creare, organizzare, promuovere, vendere e gestire tutti i prodotti della Valpelline per uno sviluppo economico sostenibile.

“Vogliamo creare qualcosa che sia veramente sostenibile, nel pieno rispetto della legalità e delle regole, niente lavoro in nero, niente sotterfugi, nessun accordo, il nostro dovrà diventare un modello da applicare in seguito ad altre realtà”, dice Cristian Bredy, attivista di Esprisarvadzo.

La Valpelline è una piccola realtà, si tratta di una valle alpina di 300 Kmq e 2700 abitanti sparsi su 6 piccoli comuni e molti potrebbero pensare che non ci sia nulla da fare.

Ma potrebbe invece diventare un esempio di un nuovo modo di pensare lo sviluppo delle piccole comunità di montagna, magari un esempio da testare e poi esportare con vantaggi per tutti.

Seguiremo lo sviluppo molto attentamente.

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