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di Franco Maranzana – Eliminiamo immediatamente gli epiteti giornalistici-umani sui fenomeni sismici come “Il terremoto assassino” , “Il terremoto colpevole di…” E via dicendo.

Il terremoto è un innocente evento di crescita e di evoluzione della nostra crosta terrestre. Sarebbe come negare la crescita di un bambino in adulto. Anche la crescita ossea ha probabilmente dei fenomeni interni assimilabili a terremoti.

E allora cosa bisogna dire? Non si tratta di terremoto assassino ma invece di uomini scemi. Prendo lo spunto da quest’ultima parola per descrivere la Scala Mercalli. Formulata da uno scienziato italiano, che ha voluto dare una senso della misura, espressa in gradi, dei danni di un terremoto sugli artefatti costruiti dall’uomo, da quasi niente, gradi 1,2, a distruzione totale gradi 12. Prima di andare nei dettagli di questa scala, introduciamo l’altra scala della “magnitudo” , nota come Scala Richter. Questa non c’entra niente con i danni ma si tratta di una misura “fisica”, tenendo conto degli aspetti fisici di un terremoto , le onde sismiche, la profondità (ipocentro) , il luogo superficiale (epicentro) ed altri dati misurati ad una certa distanza dall’epicentro.

Se noi fossimo dei costruttori abili, per una stessa “magnitudo” la scala Mercalli, dovrebbe diminuire, perché, avendo costruito bene, i danni sarebbero minori e di conseguenza i gradi della scala Mercalli più bassi. Facciamo un esempio estremo: ipotizziamo un forte terremoto in un deserto dove avremo una scala Richter alta, e una scala Mercalli quasi a zero, fatta eccezione per un movimento di scorpioni e qualche fuga disordinata di cammelli.

Purtroppo ci stiamo rendendo conto che non siamo capaci di costruire bene, non solo in Italia. Ho visto infatti delle cose orrende in Grecia e Turchia, paesi noti per essere notevolmente sismici. Sembrerebbe quasi come se ci fosse una gara tra i costruttori per un manufatto che cada giù facilmente , quindi per aumentare la scala Mercalli.

Allora non mi sembra tanto inappropriato concludere che la scala Mercalli rappresenta non solo la scemenza degli uomini ma spesso anche la corruzione.

Ma cosa possiamo fare?

Durante il periodo in cui gestivo un progetto dell’ONU e del Ministero degli Affari Esteri Italiano sui problemi del rischio sismico nel bacino mediterraneo , Progetto SEISMED, ero in relazione con tutti paesi, e avevo iniziato uno studio con un ingegnere greco che aveva un laboratorio ad Atene. Avevo menzionato questo fatto in un mio intervento alla TV7, Coffee Break di settembre 2017.

Il nome dell’ingegnere greco: Panagiotis Karidis (il quale mi dice che il suo nome sarebbe il maschile di Panagia, che vuol dire “Tutta Santa” cioè la Madonna, che si chiama Maria, e quindi Panaagiotis sarebbe equivalente a Mario. Pensare che dopo 9 anni di latino e 5 di greco al liceo classico, ho vissuto fino agli anni 90 senza sapere questa ghiottoneria!).

Veniamo all’esperimento di laboratorio. Avevo menzionato i pacchi che vengono chiusi con quel nastro adesivo marroncino che non si strappa e se non si possiede qualcosa per tagliare non se ne fa niente. Da qui lo scherzo: basterebbe avvolgere il nastro adesivo agli edifici non costruiti con criteri antisismici per evitarne il crollo. L’ingegnere greco prese lo scherzo sul serio. Il suo laboratorio di ingegneria sismica era dotato di una “Tavola scossa”, cioè una piattaforma dotata di vari pistoni e leve alla quale si potevano impartire le caratteristiche di qualsiasi terremoto aumentando l’intensità a piacere per studiare le reazioni su un modello di costruzione alla scala sperimentale. Su questa piattaforma, Panagiotis, costruì una struttura di quattro mura di mattoni, legati tra di loro solo con il famoso nastro adesivo, e fece andare la piattaforma, con lo stile di un terremoto, aumentando l’intensità fino ad arrivare a magnitudine 5, della scala Richter, quando il nastro adesivo non tenne più e la struttura cadde. Un risultato pazzesco !!. La mia osservazione scherzosa era più che giustificata. Da questa esperienza di laboratorio siamo partiti, il greco ed io, a concepire una fascia di una quindicina di cm di larghezza con uno spessore di qualche cm e lunga quanto sia necessario costruita con una plastica speciale all’interno della quale dei fili di titano e di acciaio. Tale cinghia andrebbe ad essere avvolta alle costruzioni e in caso di edifici storici la fascia può essere colorata o adattata al muro da avvolgere.

Esempio attuale: la cattedrale di Norcia, avvolta da questa cinghia ben tirata, non sarebbe caduta.

Vi chiedo un’altra osservazione: avete notato delle lame di ferro collegate da un tondino di ferro che si trovano tra due pareti di edifici storici? In caso di terremoto le due pareti collegate non cadono, ma quelle senza il legame cadono, eccome. Sarebbe molto invasivo fare la stessa cosa alle altre due pareti. La cinghia greco-italina funzionerebbe molto meglio!

Un accenno alle “zone sismiche”. Qualche volta bisogna che arrivi un inaspettato terremoto per considerare quella parte d’Italia come una zona sismica: il riferimento è dovuto al terremoto del Friuli nel 1976.

Sarebbe molto più interessante e molto più produttivo se considerassimo tutta l’Italia come una zona sismica, senza divisione in zone sismiche di diverse qualità. Escluso la Sardegna che appartiene ad un pezzo di Francia ruotato verso l’Italia. Sembra una “bestemmia”, ma la spiegazione che segue lo giustifica. Per l’edilizia residenziale l’extra costo per costruire in maniera antisismica rispetto ad una costruzione tradizionale crea un aumento di circa il 5%, dato che questo avviene nella parte strutturale della spesa della costruzione mentre il grosso va in tutto il resto (rifiniture, installazioni, ecc. ecc.) Se noi, da oggi in poi, decidessimo di costruire in questa maniera, il 5% in più lentamente verrebbe assorbito dal sistema e nessuno se ne accorgerebbe più. Ma la stupidità impera: siamo pronti a spendere molto volentieri un 5% in più per migliorare l’estetica, piastrelle firmate, installazioni di lusso, ecc… Poi arriva il terremoto e frantuma tutte le piastrelle e gli altri lussi!

Un ultimo commento sul ruolo della Protezione Civile e quello della prevenzione: devono essere separati e con budget diversi. Abbiamo lo spirito dei pompieri e siamo sempre in favore dell’emergenza.

Avremmo potuto iniziare questo “comportamento virtuoso” circa 25 anni fa ma le “vicissitudini” degli anni non hanno poi permesso la messa in opera.

Ricordo inoltre che i Giapponesi sanno costruire in maniera antisismica e sono capaci di ridurre i gradi della scala Mercalli ( che si rivolterà nella tomba al sentirsi nominare tante volte).

Alla prossima.

 

L’AUTORE


Franco Maranzana, Laurea in Scienze Geologiche, ha lavorato nel campo dell’esplorazione mineraria e nel campo del rischio sismico, con esperienza internazionale in Nigeria come esperto del Ministero degli Affari Esteri Italiano, e nelle Isole Salomone, Cile, Costarica, come esperto dell’ONU. Ha gestito progetti in vari ambiti geologici per governi, organizzazioni internazionali, società multinazionali, società di servizi e come consulente indipendente.