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Il prossimo anno nelle principali città italiane si terranno le elezioni amministrative. Tra queste città c’è Milano dove, dopo il ritiro di Pisapia, il vuoto con il buco dentro di cui nessuno sentirà la mancanza, si fanno nomi su nomi, noti e meno noti. Dal parlamentare piddino Emanuele Fiano, a Matteo Salvini, a Pierfrancesco Maran (il più odiato dai tassisti) assessore ai Trasporti, Infrastrutture e mobilità del Comune, a Antonio Di Pietro che potrebbe come Cincinnato lasciare i suoi uliveti di Montenero per Milano, a Lia Quartapelle deputata piddina di Varese, Potrebbero partecipare anche Umberto Ambrosoli e persino giornalisti di fama come Ferruccio De Bortoli e Mario Calabresi. Una folla e manca ancora più di un anno. Un candidato vincente, fuori dai giochi, come si dice, ma adeguato al clima di profondo rosso della città di Milano però esiste e vincerebbe a mani basse dopo le primarie anche l’Ambrogino d’oro. E’ Quentin Tarantino che sarebbe a suo agio in un luogo dove viene tagliato un braccio a un controllore su un treno con un machete e dove la testa di una signora dopo essere stata spiccata dal busto è lanciata come un pallone di calcio nel cortile condominiale. Tarantino potrebbe girare anche dei film ambientati a Milano rendendola nota nel mondo come macelleria d’Europa: “Machete!” e “La testa nel cortile“. Milano o Milanhollywood ha tutti i numeri per diventare il centro mondiale di produzione dei film noir metropolitani. Dove trovi tanti spunti di sangue interessanti come sotto la Madonnina (e siamo solo all’inizio)? Tarantino sindaco potrebbe attirare investimenti e utilizzare delinquenti/attoridistrada come fece Rossellini con il neorealismo. Milano for delinquent. Quentin for president.

VIDEO Sparatoria al Tribunale di Milano, testimone: dov’è la sicurezza?

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