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Tarantola perché non rispondi? Chi sono gli “happy five” che prendono la maggior parte dei 2 miliardi dati all’esterno ogni anno dalla RAI? Quanti sono i precari RAI? 40.000? 30.000? 20.000? Chi ha deciso la trasmissione a reti unificate del discorso di Berlusconi dopo la sua condanna? Chi ha nominato i 622 dirigenti RAI, uno ogni 18 persone, che prendono complessivamente 100 milioni di euro all’anno e per quali meriti?
Gli happy days alla RAI stanno finendo per le “happy five” e per i partiti. E’ tempo di pulizia.

“Ho incontrato la Presidente della Rai Annamaria Tarantola per un confronto sulle richieste di documentazione avanzate dalla Commissione Vigilanza Rai. La Presidente Tarantola ha voluto personalmente portare in Commissione parte dei documenti richiesti, ma su altri atti la Rai ha opposto resistenza argomentando che non rientra tra i compiti della Commissione il controllo sui singoli atti gestionali dell’azienda pubblica. I documenti che l’organismo bicamerale di vigilanza chiede ancora di analizzare sono:
– il verbale della seduta del Cda in cui è stato respinto il testo del nuovo regolamento dello stesso Consiglio
– elenco delle società che hanno attualmente in essere un contratto con la Rai
– dati puntuali sulle “happy five“, società cosi definite dal consigliere Antonio Pilati (durante l’audizione del Cda Rai davanti la Commissione Vigilanza il 18 luglio), che più di altre lavorerebbero con l’azienda pubblica
– una nota sul dispositivo SKY che permette di vedere in chiaro programmi criptati RAI
– il testo dei pareri richiesti sul bilancio, corredato dal nome degli studi che li hanno espressi
– l’elenco completo delle località del territorio nazionale nelle quali si registrano difficoltà o interferenze nella ricezione del segnale RAI, nonché di quelle nelle quali è totalmente assente
il numero complessivo dei dipendenti, dirigenti e quadri della RAI e loro distribuzione; il numero dei contratti di consulenza o collaborazione attualmente in essere; il numero complessivo dei giornalisti
– circa la programmazione televisiva, si richiede la trasmissione dei palinsesti autunnali approvati dal Cda e presentati agli inserzionisti pubblicitari, nonché di conoscere in quale percentuale la programmazione annuale della RAI è realizzata da società di produzione esterne all’azienda
– copia del bilancio di previsione per l’anno 2013
La Commissione non può quindi prendere visione di alcuni dei documenti richiesti “per motivi di riservatezza”, come si legge nella lettera ufficiale a me indirizzata. Si mostra una certa reticenza nel fornirci informazioni più dettagliate su argomenti pur di interesse collettivo. La Presidenza e il Cda della Rai, riunitosi due giorni fa proprio per discutere delle richieste di documentazione, hanno ritenuto necessario richiedere un parere a competenti organi consultivi (tramite l’Azionista, il Ministero dell’Economia) riguardo la legittimità delle istanze avanzate dalla Vigilanza e la definizione del perimetro di informativa tra la Rai e la Commissione stessa. Vogliono che un ente terzo dichiari cosa debbano o non debbano trasmettere alla Vigilanza. Perché? Noi ovviamente continueremo ad insistere sul punto nell’interesse di tutti. I cittadini e coloro che pagano il canone devono poter essere tutelati e devono poter avere un’immagine chiara delle effettive condizioni della Radiotelevisione Italiana e di come questa spende le risorse derivanti dal canone di abbonamento. Esigeremo la totale trasparenza, principio che dall’inizio contraddistingue l’operato di questa Commissione.” Roberto Fico

PS: Sono pervenute numerose segnalazioni a proposito delle trasmissioni e dei telegiornali Rai andati in onda dopo la lettura della sentenza della Cassazione riguardante Silvio Berlusconi. Ho ritenuto opportuno verificare il corretto trattamento della notizia. Se necessario, agiremo in seno alla Commissione di Vigilanza Rai.