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Quali paesi hanno sperimentato il reddito di base universale e quali sono stati i risultati?

Di seguito un elenco di luoghi nel mondo in cui si sta provando o si è provato a fare test pilota sul reddito di base incondizionato. La maggior parte di queste sperimentazioni sono finanziate dai governi, dai municipi delle città, da organizzazioni indipendenti, da fondazioni o da donatori privati.

STATI UNITI

L’Alaska dal 1982 ha assegnato a ogni cittadino un assegno annuale ad ogni residente nel paese solo per essere vivo, eliminando efficacemente la povertà estrema. Il denaro, che negli ultimi anni ha raggiunto la cifra di circa 2.000 a 1000 dollari a seconda del prezzo del petrolio, proviene dall’Alaska Permanent Fund, è un dividendo, un fondo di investimento di proprietà statale, finanziato dai proventi dalle royalties dell’estrazione di petrolio. Gli economisti hanno analizzato se il pagamento stesse portando le persone a lavorare di meno; “il dividendo non ha avuto alcun effetto sull’occupazione” nel complesso, bensì ha avuto un effetto sulla fertilità, incoraggiando le famiglie ad avere più figli. Ha anche avuto alcuni effetti inaspettati sulla politica dello stato. Il dividendo viene ricalcolato ogni anno a seconda dei profitti delle royalties e la quota di denaro viene ripartita con tutti coloro che sono residenti nel paese e viene destinato a tutti. Per intenderci una famiglia media di 4 persone riceve ogni anno 8.000 dollari. Coloro che ricevono questo reddito di base, non hanno alcun obbligo né condizione se non quella di essere residenti.

Un altro programma di lunga durata è quello dell’Eastern Band of Cherokee Indians Casino Dividend in North Carolina. Dal 1997, i guadagni di un casinò su terra dei nativi americani sono stati erogati ad ogni membro residente della tribù Cherokee, senza vincoli. Ogni persona riceve oltre 10.000 dollari all’anno. Gli economisti hanno scoperto che non li fa lavorare di meno ma porta a una migliore istruzione e salute mentale e diminuisce le dipendenze da alcool e droghe e la criminalità.

Tra il 1960 e il 1970, gli Stati Uniti fecero un grande esperimento donando denaro a circa 7.500 persone nel New Jersey, Pennsylvania, Iowa, North Carolina, Seattle, Denver e Gary, Indiana. Il progetto pilota di questi esperimenti, conosciuto come il New Jersey Income Maintenance Experiment, aveva come obiettivo principale quello di scoprire se ci fosse una significativa riduzione della forza lavoro nei beneficiari del reddito di base (riduzione che avvenne per gli anziani e i giovani.) Il denaro si rivelò vantaggioso per i beneficiari, che investirono in istruzione e casa.

Nel 2019, il candidato democratico Andrew Yang alle presidenziali americane del 2020, aveva come primo punto del suo programma elettorale e di governo il “Freedom Dividend”, un reddito di base incondizionato da destinare a tutti gli americani adulti. Per dimostrare la fattibilità e l’importanza di questa proposta ha avviato una sperimentazione su piccola scala destinando 1.000 dollari al mese a 10 famiglie selezionate a caso.

Nel 2020 il co-fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ha donato 5 milioni di dollari alla fondazione di Andrew Yang, Humanity First, per ampliare la sperimentazione del reddito di base. Tra le proposte in campo, per sostenere economicamente questa misura su larga scala, vi è il “Data Dividend” promosso dallo stesso Yang, cioè la tassazione sul valore prodotto dall’uso dei Big Data delle compagnie tecnologiche.

Sempre nel 2019, l’organizzazione Springboard to Opportunities ha avviato il progetto pilota Magnolia Mother’s Trust  che ha coinvolto la comunità afroamericana. A 20 mamme sono stati erogati 1.000 dollari al mese senza alcun vincolo. Visti i soddisfacenti risultati di questa prima fase, nel marzo 2020 la sperimentazione si è ampliata coinvolgendo altre 75 donne. Parte del denaro destinato al reddito di base è stato fornito dall’organizzazione Economic Security Project fondata da Chris Hughes, uno degli ex fondatori di Facebook.

La città di Stockton, in California, è attualmente nel mezzo di un esperimento di 18 mesi: 500 dollari al mese a 125 persone in maniera incondizionata. Anche in questo caso vi è la partecipazione al progetto sperimentale, della Economic Security Project (che ha donato 1 milione di dollari) e da donazioni individuali. Il progetto, dopo un anno, ha mostrato risultati più che soddisfacenti tanto che è stato rinnovato per altri mesi fino alla fine del 2020.

CANADA

Tra il 1974 e il 1979, il Canada ha condotto uno studio controllato randomizzato nella provincia di Manitoba, scegliendo una città agricola, Dauphin, in cui ogni famiglia poteva partecipare a un esperimento sul reddito di base. Il reddito di base sembrava giovare alla salute fisica e mentale dei residenti – c’è stato un calo delle visite mediche e una riduzione dell’8,5% del tasso di ospedalizzazione – e anche i tassi di conseguimento del diploma di scuola superiore sono migliorati. Tuttavia, il progetto, noto come “Mincome” e finanziato congiuntamente dai governi provinciale e federale, è stato annullato dopo 4 anni quando un partito più conservatore è salito al potere.

Quattro decenni dopo, un’altra provincia canadese, l’Ontario, era disposta a riprovare. Nel 2017, il governo liberale ha lanciato un progetto pilota sul reddito di base in tre città: Hamilton, Lindsay e Thunder Bay. Avrebbe dovuto aiutare 4.000 persone a basso reddito e durare 3 anni. Ma poi è salito al potere un nuovo governo conservatore, guidato dal premier dell’Ontario Doug Ford. Nel 2018 hanno annullato il progetto perchè “disincentivava i partecipanti a trovare lavoro”. Questa conclusione, tuttavia, non è stata mai dimostrata perché il nuovo governo non ha pubblicato alcun dato della valutazione del progetto. I risultati, sui dati raccolti in maniera indipendente, hanno al contrario mostrato risultati molto importanti. Dal benessere individuale alle cure mediche, dalla ripresa di alcune attività commerciali alla ricollocazione al lavoro. La sospensione anticipata del progetto ha prodotto un importante mobilitazione sociale, non solo dei beneficiari. 100 CEO di imprese dell’Ontario hanno scritto al governatore dell’Ontario ed al governo canadese chiedendo di ripristinare ed ampliare il reddito di base su tutta la regione. A questi si sono aggiunti 40 prelati e numerosi accademici che hanno chiesto di ripristinare quanto prima il reddito di base nella regione. La proposta sul reddito di base in Canada, dopo questa importante sperimentazione, è al vaglio del governo nazionale.

Ed è di qualche settimana la conclusione del progetto New Leaf, diretto ai senzatetto di Vancouver. L’organizzazione no profit che ha avviato il test ha coinvolto 115 senzatetto, senza seri problemi mentali e che non facessero abuso di sostanze, e a 50 di loro ha donato 7.500 dollari. I risultati sono stati incoraggianti. Un anno dopo, la maggior parte dei beneficiari aveva ancora un risparmio di 1.000 dollari e il 67% poteva ancora nutrirsi ogni giorno. Dai risultati dell’esperimento è chiaramente emersa la possibilità reale di cambiare la propria vita.

BRASILE

Dal 2008 al 2014, un’organizzazione non profit brasiliana chiamata ReCivitas Institute ha avviato un progetto di reddito di base, finanziato da donatori privati, nel villaggio di Quatinga Velho. 100 residenti hanno ricevuto circa 8 dollari al mese. I risultati hanno dimostrato una migliore qualità in termini di nutrizione, abbigliamento, condizioni di vita, salute (soprattutto nei bambini), costruzione di nuovi alloggi e migliorie in quelli esistenti. C’è stata una maggiore autostima e interazione sociale, riduzione dell’insicurezza sociale e crescenti aspettative per il futuro, soprattutto per quanto riguarda i bambini. Non è stato osservato un aumento dell’uso di alcol o droghe illecite.

Alla fine del 2019, circa 52.000 persone nella città brasiliana di Maricá stanno ricevendo un reddito di base nell’ambito di un nuovo programma chiamato Renda Basica de Cidadania (reddito di base dei cittadini). Praticamente un terzo degli abitanti della città riceve circa 35 dollari al mese in maniera incondizionata, il che dovrebbe portare molti al di sopra della soglia di povertà. Poiché i soldi provengono dal bilancio della città, principalmente dalle royalties sull’estrazione di petrolio, questo programma ha il potenziale per durare a lungo; attualmente non ha una data di fine. Il progetto era nato nel 2015 come modello sperimentale su alcune famiglie e nel corso di pochi anni si è esteso a migliaia di persone. L’obiettivo è destinare un reddito di base incondizionato a tutti i cittadini residenti nella città.

FINLANDIA

Nel 2017, il governo finlandese ha avviato una sperimentazione di un reddito di base incondizionato attraverso l’erogazione di circa 600 euro ogni mese per 2 anni. Ai partecipanti veniva assicurato che avrebbero continuato a ricevere i soldi anche se avessero ottenuto un lavoro. La sperimentazione è stata accompagnata da uno studio di monitoraggio e valutazione. Dopo due anni si è evidenziato di come il reddito di base abbia avuto ottimi effetti sull’autostima e sullo stress, sul benessere generale, sul senso di incertezza economia etc. Inoltre, il reddito di base non ha influito sulla mancata applicazione alla ricerca del lavoro anche se allo stesso tempo non ha influito sulla maggiore occupazione. Questo dato è stato particolarmente controverso perché nel pieno della sperimentazione, il governo conservatore, ha introdotto nuove forme di attivazione al lavoro che sono ricadute sul “gruppo di controllo” e che hanno dunque modificato alcuni risultati. Tuttavia, tra i lavoratori autonomi della sperimentazione del reddito di base vi è stato un aumento delle ore lavorate, un maggior guadagno ed una maggiore soddisfazione del lavoro svolto, rispetto agli stessi lavoratori autonomi del gruppo di controllo. I destinatari hanno anche riferito di provare più fiducia nei confronti di altre persone e verso le istituzioni, rispetto a prima. La Finlandia ha concluso il progetto sperimentale alla fine del 2018 e i primi risultati finali sono stati pubblicati nel marzo 2020.

GERMANIA

Nel 2014, l’organizzazione no profit Mein Grundeinkommen (Il mio reddito di base) ha utilizzato il crowdfunding per organizzare una lotteria per il reddito di base. Iniziato come una provocazione, l’intenzione era quella di avviare uno studio su una persona che prendesse un reddito di base e studiarne gli effetti. Con grande sorpresa degli organizzatori, la raccolta dei fondi da donatori privati, ha raggiunto circa 500 mila euro e nel 2019 ha assegnato 1.100 euro al mese per un anno a quasi 500 persone. L’erogazione del reddito di base avveniva attraverso una “lotteria” alla quale potevano partecipare persone da tutto il mondo. L’unica condizione era quella di partecipare allo studio sugli effetti del reddito. L’80% dei beneficiari ha affermato che il reddito di base li ha resi meno ansiosi, più della metà ha affermato che ha permesso loro di continuare la propria istruzione e il 35% ha affermato di sentirsi più motivati ​​al lavoro. Inoltre vi sono stati alcuni che hanno potuto cambiare lavoro ed altri hanno dichiarato di aver ripreso a studiare o di aver dato nuova vita a vecchi progetti che avevano abbandonato anni prima.

Nel 2019, l’organizzazione no profit Sanktionsfrei ha dato il via a un altro progetto di reddito di base finanziato interamente da donatori privati. Per 3 anni, 250 persone scelte a caso in Germania riceveranno trasferimenti incondizionati fino a 466 dollari al mese, mentre altre 250 agiranno come gruppo di controllo.

Da Agosto 2020 è partito un altro test pilota finanziato da 140.000 donazioni private raccolte da Mein Grundeinkommen. 120 tedeschi riceveranno 1.200 euro ogni mese per 3 anni. Compileranno questionari su come il denaro sta influenzando il loro benessere, la vita domestica e la vita lavorativa. Le loro risposte verranno quindi confrontate con le risposte di un gruppo di controllo di 1.380 persone che non percepiscono un reddito di base. A questa sperimentazione partecipano anche alcune università tedesche che studieranno proprio l’impatto del reddito di base sulla vita delle persone.

SPAGNA

Dal 2017 alla fine del 2018, l’esperimento spagnolo “B-MINCOME” ha erogato un reddito garantito fino a 1.675 euro al mese a 1.000 famiglie di alcuni dei quartieri più poveri di Barcellona. Lo studio era impostato su quattro “modalità” di partecipazione: condizionale (ottieni il denaro, ma devi partecipare a determinati programmi sociali), incondizionato (ottieni il denaro senza vincoli), limitato (se guadagni extra) reddito attraverso il lavoro, (riduce la quantità di denaro che ottieni) e non limitato (il reddito extra non riduce la quantità di denaro). I risultati preliminari hanno mostrato che gli effetti variavano leggermente a seconda delle diverse modalità. Ma su tutta la linea, il reddito di base ha aumentato la soddisfazione di vita e la salute mentale, rendendo i partecipanti né più né meno propensi a trovare un impiego. La sperimentazione è stata finanziata attraverso un progetto dell’Unione Europea per l’innovazione sociale.

PAESI BASSI

Nel 2017, Utrecht e alcune città circostanti hanno avviato un esperimento sul reddito di base con 250 destinatari come parte di uno studio controllato randomizzato. La sperimentazione ha inteso dividere in due gruppi coloro che ricevono forme di sostegno al reddito (come il reddito minimo garantito). Un gruppo avrebbe continuato a ricevere un reddito con gli obblighi ad accettare un lavoro etc., un altro gruppo avrebbe ricevuto lo stesso reddito ma in maniera incondizionata. I risultati sono studiati in corso d’opera dalle autorità locali.

UGANDA

Da 2017 al 2019, l’organizzazione senza scopo di lucro “Eight” (così chiamata perché 8 euro a settimana sono l’ammontare di un reddito di base in Uganda) ha avviato un progetto pilota in un villaggio nella regione di Fort Portal. I risultati mostrano che la frequenza scolastica è aumentata dal 50% al 94,7% e anche la dieta alimentare ha avuto dei notevoli miglioramenti evitando cosi di dover incorrere a cure mediche legate alla malnutrizione Vi è stato un aumento delle attività commerciali così come il benessere generale (con un aumento della soddisfazione dell’80%) e un drastico calo della percezione di incertezza. Inoltre vi è stato un aumento della scolarizzazione minorile. Questa sperimentazione, che ancora oggi continua, è seguita da alcuni ricercatori dell’Università belga di Ghent e da un regista che ha prodotto una serie di video documentari che sono visibili online.

KENYA

L’esperimento UBI più grande e più lungo al mondo si sta svolgendo in Kenya, dove l’organizzazione non governativa americana GiveDirectly con il coinvolgimento di oltre 20.000 persone sparse in oltre 200 villaggi rurali. Il progetto intende dare direttamente alle persone (give directly) il denaro e verificare come questo viene speso, che impatto ha sull’economia locale e nazionale, come cambia la vita delle persone etc. Il progetto è seguito anche da alcuni ricercatori delle università americane come il MIT di Boston. Il reddito di base, viene destinato alle persone attraverso il telefono cellulare. Ogni mese i beneficiari ricevono il denaro che possono cosi spendere direttamente attraverso il pagamento con l’uso del telefono. Avviato nel 2016, i destinatari ricevono circa 80 centesimi al giorno, consegnati mensilmente per 12 anni. I risultati sin qui raccolti mostrano un aumento della scolarizzazione, la nascita di nuove attività commerciali, un investimento sulle attività agricole e pastorale, un miglioramento della nutrizione in particolare verso i bambini, un maggiore accesso alle cure mediche specialistiche, un miglioramento delle abitazioni. Uno studio realizzato da alcuni economisti ha mostrato che per 1 dollaro erogato attraverso il reddito di base, questo ne genera altri 2,60 verso coloro che non ricevono un reddito di base. Infatti l’aumento di denaro cash ha permesso un maggior introito nel commercio anche verso i villaggi non coinvolti nella sperimentazione.

NAMIBIA

Tra il 2008 e il 2009, tutti i residenti di età inferiore ai 60 anni che vivono nella regione Otjivero-Omitara della Namibia hanno ricevuto un reddito di base di 100 dollari namibiani (circa 6,75 dollari) a persona al mese, senza vincoli, indipendentemente dal loro stato socioeconomico. I finanziamenti provenivano da donatori privati ​​in Namibia e in tutto il mondo. Come immaginabile la malnutrizione infantile è diminuita e il tasso di iscrizione scolastica è aumentato, mentre il tasso di criminalità è diminuita, secondo i rapporti del BIEN e del Center for Public Impact.  Questo progetto non è stato supportato successivamente dal governo, anche se a partire da qui in Namibia sono state introdotte diverse misure di welfare inesistenti fino ad allora (come le pensioni per i disabili o sussidi per disoccupati). Nel 2020 per la pandemia da Covid è stato introdotto un sussidio di emergenza destinato ad oltre 350mila persone ed il tema del reddito di base è tornate nell’agenda politica.

CINA

Macao, una regione autonoma sulla costa meridionale della Cina, ha sperimentato il reddito di base dal 2008, quando ha iniziato a condividere parte dei profitti provenienti dalle sale da gioco, con trasferimenti di denaro a tutti i residenti – circa 700.000 persone – come parte del Wealth Partaking Scheme. Ogni anno, i residenti locali ottengono circa 1.128 dollari e i residenti non permanenti ottengono circa 672 dollari. Secondo la autorità economiche locali, il WPS è uno strumento utile per contrastare la povertà assoluta dell’isola.

GIAPPONE

Il miliardario giapponese Yusaku Maezawa ha annunciato in un tweet del 1° gennaio 2020 che avrebbe destinato circa 9 milioni di dollari a 1.000 follower su Twitter scelti a caso. Il suo obiettivo dichiarato era testare un reddito di base. “È un serio esperimento sociale”, ha detto. Da quando il denaro è stato distribuito ad aprile, ogni destinatario ha dovuto compilare sondaggi di follow-up. I risultati del sondaggio iniziale mostrano che i beneficiari sono ora 3,9 volte più interessati ad avviare una nuova attività; una diminuzione dei tassi di divorzio, dall’1,5% allo 0,6%; e oltre il 70% dei destinatari ha affermato di aver sperimentato un aumento significativo della felicità.

COREA DEL SUD

Per stimolare l’economia colpita dalla Pandemia, una regione della Corea del Sud sta sperimentando un programma di reddito di base universale che prevede la distribuzione di una valuta speciale locale per fare acquisti nelle attività commerciali. La sperimentazione sta coinvolgendo ben 13 milioni di persone.

A maggio 2019, si è dato il via al “Youth Basic Income”, un reddito di base incondizionato per i giovani, in tutta la provincia di Gyeonggi che  comprende 31 città. Sono coinvolti oltre 170mila giovani, e l’unica richiesta per l’accesso a questa misura è di avere 24 anni. I giovani ricevono 250.000 won sotto forma di “valuta locale” ogni trimestre per un totale di 1 milione di won l’anno, circa 900 dollari. Dai primi sondaggi, l’80,6% degli intervistati si ritiene più che soddisfatto. Per lanciare questo programma, si è svolta a Seul la Fiera per il reddito di base dove hanno partecipato, oltre alle istituzioni locali, circa 20 mila persone e decine di aziende ed imprese.

INDIA

Tra il 2011 e il 2012, un progetto pilota nello stato del Madhya Pradesh ha fornito un reddito di base a circa 6.000 indiani. Il progetto, coordinato dalla Self-Employed Women’s Association e finanziato dall’Unicef, comprendeva due studi. Nel primo studio, ogni uomo, donna e bambino in otto villaggi ha ricevuto un pagamento mensile: 200 rupie (circa 2,80 dollari) per gli adulti e 100 rupie per ogni bambino (pagate al tutore). Dopo un anno, i pagamenti sono aumentati rispettivamente a 300 e 150 rupie. Nel frattempo, 12 villaggi non hanno ricevuto alcun reddito di base, agendo come un gruppo di controllo. Nel secondo studio, un villaggio tribale ha ricevuto un reddito di 300 rupie per adulto e 150 rupie per bambino per l’intero processo. Un altro villaggio tribale fungeva da controllo. Ricevere un reddito di base ha portato a migliori servizi igienico-sanitari, alimentazione e frequenza scolastica.

ITALIA

E in Italia? Niente all’orizzonte. Entro il 2050 la popolazione mondiale si avvicinerà alla soglia dei 10 miliardi, l’intelligenza artificiale oggi è parte integrante di molti dei lavori che svolgiamo e robot e “assistenti personali” tecnologici sono la nuova norma nella forza lavoro. La pandemia ha stravolto in modo radicale le nostre vite. Dobbiamo aprire il dibattito: è arrivato il momento di un reddito di base universale, l’unica vera risposta ad una sempre più imminente carenza di posti di lavoro. Cosa stiamo aspettando?

 

Un ringraziamento particolare a Sandro Gobetti di Basic Income Network Italia