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I 26 uomini più ricchi al mondo posseggono la stessa ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale, con circa 3,8 miliardi di persone. Questo è uno dei dati del rapporto di gennaio di Oxfam. In un momento in cui l’automazione sta minacciando di sostituire circa 800 milioni di posti di lavoro a livello globale entro la fine del 2030, è probabile che il problema della disuguaglianza toccherà vette altissime.

A fronte di ciò la blockchain viene sempre più propagandata come un modo per fornire un reddito di base universale.

Per questo alcune aziende stanno iniziando a sviluppare piattaforme blockchain per pagare le persone in cambio dei loro dati. Una di queste, la Harmony, nasce con lo scopo di utilizzare i dati degli individui per distribuire un reddito base universale.

Anche altre società stanno già fornendo un servizio simile, come Datawallet, Hu- manity.co e Sovrin Foundation, ma ancora nessuno aveva parlato di reddito universale.

Secondo il co-fondatore di Harmony, Nick White “I dati delle persone, attraverso un sistema sviluppato in blockchain, non monopolizzato da Google e Facebook, possono generare un reddito universale, perché gli inserzionisti e le aziende hanno bisogno di questi dati per le loro campagne e strategie di targeting. Poiché i dati sono il “nuovo petrolio”, le persone saranno in grado di guadagnare un reddito supplementare significativo dalla vendita dei loro dati personali. E se tutto ciò avviene su reti decentralizzate piuttosto che su server centralizzati appartenenti a Facebook o Google, un tale sistema consentirebbe una massiccia ridistribuzione della ricchezza dai monopoli al grande pubblico”.