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Chi stabilisce i criteri per cui 35.000 cittadini devono difendersi dall’accusa di evasione fiscale? Quali sono? Sono attendibili? Non si sa. Per ora il Garante della Privacy ha bloccato i 35.000 controlli previsti dal fisco. Il redditometro va abolito.

“Stop del Garante della Privacy alle lettere dell’Agenzia delle Entrate che invitano i contribuenti al contraddittorio. Avviata l’istruttoria per verificare le modalità con cui sono stati individuati i potenziali evasori e sono state calcolate le relative spese sostenute. Il Garante sta inoltre verificando se i dati presenti all’interno della banca dati dell’Anagrafe tributaria siano o meno congrui e dunque di qualità, non essendoci un metodo standard di raccolta e classificazione degli stessi. Verrebbe quindi messa in discussione anche la Circolare dell’Agenzia dell’Entrate n. 24/2013 la quale afferma che i contribuenti sottoposti a verifica e contraddittorio sarebbero stati selezionati esclusivamente sulla base di “elementi certi“. Il blocco del Garante arriva dopo numerose sentenze delle Commissioni tributarie che avevano già dichiarato lo strumento di verifica illegittimo, non solo a causa della violazione della privacy del contribuente ma anche perché si basava anche su medie ISTAT che potevano non corrispondere alla realtà. Bisognerà attendere almeno fino alla metà di ottobre per sapere se il Garante deciderà se dare o meno il via libera.” segnalazione da fiscopiù