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intervento di Vito Crimi in Senato

“Da dicembre ad oggi 200 mila cittadini italiani hanno firmato per proporre una legge di iniziativa popolare che prevede l’indizione di un referendum sulla permanenza nell’euro, anzi per la precisione, per l’introduzione di una moneta nazionale sovrana.
Un referendum che avrebbe dovuto essere fatto PRIMA di entrare nell’euro, decisione che invece è stata presa dai governi senza alcuna consultazione dei cittadini.
In questi anni in tanti si sono spesi a dire che bisognava uscire dall’euro, l’abbiamo sentito nei proclami delle campagne elettorali, nelle tribune politiche, nei talk swow, ma mai prima di adesso è arrivata una proposta concreta come questa.
Un referendum di indirizzo sulla permanenza nell’euro si può fare, e si può fare con una legge costituzionale che indice questo referendum, come nel 1989 quando il popolo italiano è stato chiamato a pronunciarsi sul quesito che prevedeva il mandato al Parlamento europeo di redigere un progetto di costituzione europea da sottoporre alla ratifica degli organi degli stati membri della comunità.
Doveva costruirsi una unione di popoli e l’unica cosa che avete saputo realizzare è l’unione di monete…
L’unione europea ha fallito, è inutile nascondercelo, è inutile far finta di niente e illudersi che vada tutto bene. L’europa di chi l’ha ideata, una comunità di persone, solidarietà tra gli stati, equiparazione dei diritti e dei doveri… tutto fallito.
L’ingresso dell’euro, l’egemonia delle banche e della finanza, hanno trasformato la “comunità” in “unione”, si è trasformata in una unione bancaria anziché unione di popoli.

VIDEO Euro Referendum: 200.000 firme a Grasso

La propaganda che avete fatto in questi anni, che l’euro e la moneta unica, sono essenziali, che senza l’euro la nostra economia avrebbe subito un tracollo, ha fallito. L’economia ha subito un tracollo e lo ha subito con l’euro…
E molti se ne stanno accorgendo.
Non solo la Grecia, ma anche in Austria, nel totale silenzio dei media europei e italiani, in una sola settimana hanno raccolto quasi 300 mila firme a sostegno di una petizione popolare non solo per uscire dall’euro, ma addirittura dall’Unione europea.
Ne occorrevano 100.000. In una settimana ne hanno raccolte più del doppio, con il solo passaparola ed un passaggio di un minuto sulla televisione di Stato.
Ora il Parlamento è obbligato a discutere la proposta, che potrà anche rigettare. Ma non è improbabile che a fronte di un tale consenso popolare si arrivi a concedere un referendum.
Terrore e sgomento, quello che avete propagandato sulla Grecia in questi ultimi giorni.
Io ci sono stato ad Atene e non ho visto deliri, il contante non mancava, le merci non mancano, c’è la crisi ma c’è la stessa crisi che c’è in Italia…
Domenica sera eravamo in Piazza Syntagma, ad Atene. La piazza era invasa di cittadini in festa.
Non festeggiavano la vittoria di una squadra in campionato, o in coppa, o ai mondiali. Festeggiavano la Democrazia. Festeggiavano perché il governo che avevano democraticamente eletto si era rivolto a loro, ai cittadini, al popolo, per conoscere il loro volere con un referendum, sull’austerità dell’Europa.
La Grecia ha dato al mondo intero una lezione che sarà difficile dimenticare.
Nella Terra Madre della Democrazia, un esecutivo scelto dal popolo ha chiesto al popolo cosa fare. È la migliore sintesi del concetto di Democrazia (“governo del popolo”).
Come da sempre ci hanno abituati in Italia, politicanti e media – non paghi di aver terrorizzato i cittadini con scenari apocalittici – sono subito andati a caccia di “vincitori” e “vinti”.
In Grecia ha vinto il Popolo. Ha vinto la Democrazia. Ha vinto la sovranità nazionale. Ha vinto il libero arbitrio dei cittadini. Nel resto mondo si inizia a rispettare il volere dei cittadini.
Anche in Italia possiamo realizzare un referendum sull’Euro. Possiamo fare ciò che andava fatto nel secolo scorso: informare e chiedere ai cittadini se vogliono continuare a sottostare all’austerità della moneta unica, oppure liberarsene. Il disegno di legge costituzionale d’iniziativa popolare è depositato.
Ora il Parlamento deve discuterlo. Oggi votiamo per dare una accelerazione a questo disegno di legge. Non ci sono più alibi: chi vuol fermare questa politica di austerità adesso ci segua.
Forse non ci arriveremo domani, non ci arriveremo fra una settimana, o un mese… ma la speranza di festeggiare la Democrazia anche in Italia è più forte che mai.
Fatevene una ragione.
POTERE AL POPOLO E NON ALLE BANCHE!” Vito Crimi, M5S Senato

Ps: i partiti hanno votato no alla richiesta di discussione urgente per la legge di iniziativa popolare per il referendum sull’euro proposta dal M5S: