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Un SI per il referendum per l’acqua pubblica
(18:00)

Sono felice. Il referendum sul nucleare si terrà il 12 e 13 giugno insieme alla privatizzazione dell’acqua e al legittimo impedimento. Nessuno deve tirarsi indietro. Qui si fa il quorum o si muore. Non è un modo dire. Si potrà morire di radiazioni tra qualche anno o di sete da subito, per chi non può permettersi di pagare l’acqua maggiorata dai privati. Il nucleare è la miccia per andare a votare, ma il referendum fondamentale è quello per l’acqua pubblica, promosso in modo quasi miracoloso da movimenti di cittadini osteggiati da tutti i partiti con le mani in pasta con le lobby dell’acqua a partire dall’Emilia Romagna. Se otteniamo il quorum l’Italia può cambiare. Nessuno si tiri indietro e convinca amici, mogli, mariti, figli, padri, suocere e nonni a votare per il SI a tutti i referendum. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Intervista a Riccardo Petrella, presidente Istituto Europeo per la ricerca sulla politica dell’acqua, Bruxelles.

Cosa cambierà con il sì all’ acqua pubblica (espandi | comprimi)
Blog: E’ notizia di poche ore fa che la Corte di Cassazione ha confermato la validità dei quesiti referendari, a suo avviso cosa cambierà in Italia se passerà il referendum nella gestione dell’acqua pubblica?
Riccardo Petrella: Cambieranno molte cose da un punto di vista politico – culturale, poi fattualmente bisognerà operare tutta una serie di provvedimenti affinché poi le cose cambino realmente, però da un punto di vista dell’approvazione di questi referendum si abrogherà tutta una serie di disposizioni che hanno fatto sì che in Italia ci sia una situazione assai scandalosa e inaccettabile del fatto che un bene come l’acqua e i servizi idrici


Le Regioni che hanno privatizzato la gestione dell’ acqua (espandi | comprimi)
Blog: Le Regioni e i Comuni più importanti che già operano in questo senso quali sono?
Riccardo Petrella: Se lei vuole avere, per esempio in Lombardia una legge anche regionale ha aperto alla privatizzazione quasi completa dei servizi idrici, nel Veneto altrettanto, perché in Toscana per esempio, in Emilia Romagna… tutte sono gestite da società che sono addirittura in borsa, lei pensi che in Emilia Romagna che è il cosiddetto cittadella storica dei comuni gestiti da tradizione socialista e comunista

La reazione delle multinazionali dell’acqua (espandi | comprimi)
Blog: Adesso come reagiranno allora le varie aziende come Hera, Veolia, Smat che oggi gestiscono l’acqua pubblica? Dovesse passare il referendum come reagiranno?
Riccardo Petrella: Bene inteso loro perderanno forza, perderanno potere, come qualora sono stati buttati fuori Veolia e Suez dalla gestione dell’acqua a Parigi, come Veolia ora si trova in grosse difficoltà per poter mantenere il contratto di gestione dell’acqua di Berlino, come sono state buttate fuori da Atlanta negli Stati Uniti

Il futuro è Parigi (espandi | comprimi)
Blog: Un ultimo punto, giusto una battuta su Parigi che l’acqua l’ha ripubblicizzata, cos’è capitato dopo la ripubblicizzazione?
Riccardo Petrella: Secondo i dati le tariffe sono già diminuite in 5 mesi del 39%, il che significa che il tasso di profitto ingiustificato che le due grandi compagnie che si erano spartite secondo logica dei mercati concorrenziali, invece quando acchiappano il mercato sono strutture oligopolistiche o monopolistiche da privati.